Renzi De Benedetti
10 Gennaio Gen 2018 0930 10 gennaio 2018

Banche popolari, De Benedetti: «Renzi mi ha detto che il decreto passa»

L'Ingegnere lo raccontò al professionista che curava i suoi investimenti finanziari. E impiegò 5 milioni di euro prima che il governo varasse il provvedimento.

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Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano e dal Corriere della Sera, quattro giorni prima del decreto del governo sulle banche popolari, varato il 20 gennaio 2015, l'allora premier Matteo Renzi avrebbe avvisato l’imprenditore Carlo De Benedetti, all'epoca titolare del gruppo Repubblica-l'Espresso, che il provvedimento sarebbe passato.

IL CASO IN COMMISSIONE BANCHE. A dirlo, in una telefonata registrata con il suo intermediario finanziario, è lo stesso De Benedetti. La registrazione è stata trasmessa dalla procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per insider trading, alla Commissione d'inchiesta sulle banche.

PLUSVALENZE PER 600 MILA EURO. De Benedetti, prima che l'esecutivo approvasse effettivamente il decreto, investì 5 milioni di euro per comprare titoli delle Popolari con la sua "cassaforte", la società Romed Spa, guadagnando 600 mila euro grazie alle successive plusvalenze.

IL GIP DEVE ANCORA DECIDERE. La procura di Roma, al termine delle indagini, ha chiesto l'archiviazione non ravvisando reati né a carico di Renzi, né a carico di De Benedetti, perché i due non sarebbero entrati nei dettagli "sensibili" della questione. Da allora sono passati quasi due anni e il Gip deve ancora esprimersi.

DE BENEDETTI: «NESSUN ABUSO DI INFORMAZIONE». In serata è arrivata anche la replica dell'Ing. De Benedetti per bocca di un portavoce che ha ricordato come «non vi è stato alcun abuso di informazione privilegiata da parte sua. L'approvazione della norma era ampiamente nota al punto che UBS aveva tenuto una conferenza stampa sul tema due settimane prima, presso la Borsa di Milano, consigliando di acquistare azioni delle banche Popolari». Il portavoce ha anche spiegato che «anche la Procura di Roma investita della vicenda, a giugno dello scorso anno ne ha chiesto l'archiviazione».

La trascrizione della telefonata

È il 16 gennaio 2015. De Benedetti è al telefono con Gianluca Bolengo, professionista della Intermonte Sim Spa, società che si occupa dei suoi investimenti in Borsa. Il colloquio viene registrato così come previsto dalla normativa sulle intermediazioni finanziarie. Quattro giorni dopo il decreto sulle banche popolari sarebbe stato effettivamente approvato dal governo Renzi.

De Benedetti: Sono stato in Banca d’Italia l’altro giorno, hanno detto (incomprensibile) che è ancora tutto aperto.

Bolengo: Sì, ehm, però adesso stanno andando avanti... comunque non è...

De Benedetti: Faranno un provvedimento. Il governo farà un provvedimento sulle Popolari per tagliare la storia del voto capitario nei prossimi mesi... una o due settimane.

Bolengo: Questo è molto buono perché c’è concentrazione nel settore. Ci sono troppe banche popolari. Sa, tutti citano il caso di Sondrio città di 30 mila abitanti.

De Benedetti: Quindi volevo capire una cosa (incomprensibile) salgono le Popolari?

Bolengo: Sì su questo se passa un decreto fatto bene salgono.

De Benedetti: Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa.

Bolengo: Se passa è buono, sarebbe da avere un basket sulle Popolari [comprare titoli delle Popolari, ndr]. Se vuole glielo faccio studiare, uno di quelli che potrebbe avere maggiore impatto e poi però bisognerebbe coprirlo con qualcosa.

De Benedetti: Togliendo la Popolare di Vicenza.

Bolengo: Sì.

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