Caso Bellomo Consiglio Stato Destituzione
10 Gennaio Gen 2018 1405 10 gennaio 2018

Caso Bellomo, il Consiglio di Stato dà il via libera alla destituzione

L'adunanza generale ha dato parere favorevole quasi all'unanimità. Sul consigliere pende anche un'indagine per estorsione. Ma lui si difende: «Destituito senza processo».

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L'adunanza generale del Consiglio di Stato ha dato parere favorevole alla destituzione del consigliere Francesco Bellomo, a quanto si è appreso. La riunione è durata poco più di due ore e la decisione è stata presa quasi all'unanimità. All'adunanza generale hanno preso parte oltre 70 Consiglieri. All'esito della seduta, presieduta dal Presidente aggiunto Filippo Patroni Griffi, è stato votato - a quanto si apprende - quasi all'unanimità il parere "conforme" alla decisione del Cpga, il Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa dello scorso 27 ottobre di destituzione del consigliere Bellomo.

ATTO FINALE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Dopo il via libera al parere, che conferma l'impostazione del preavviso (di parere), si attende il 11 gennaio il "deposito" delle motivazioni. Il giorno successivo, il 12 gennaio è già fissata la prima seduta del CPGA, l'organo di autogoverno della magistratura amministrativa, che dovrà "ratificare" il parere adottando la delibera di destituzione. Da quel momento il Cons. Bellomo sarà destituito, anche se per avere l'effettiva uscita dai ruoli della magistratura amministrativa bisognerà attendere il decreto della Presidenza della Repubblica, per l'esecutività.

PATRONI GRUFFI: «LESO PRESTIGIO TOGHE». Il presidente aggiunto del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, che ha presieduto l'adunanza generale, interpellato da La vita in diretta su Rai Uno ha detto che la delibera «riguarda comportamenti, ormai diventati anche di dominio pubblico, che il Consiglio di presidenza ha ritenuto gravemente lesivi del prestigio della magistratura e della fiducia che il cittadino deve riporre nelle istituzioni e in particolare le istituzioni giudiziarie. Su questa delibera oggi ha dato il parere favorevole l'adunanza generale».

ALBAMONTE: «OFFESA LA MAGISTRATURA». Dello stesso avviso anche il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Eugenio Albamonte che ha spiegato come «i magistrati sono tenuti a mantenere comportamenti rigorosi» perché »chi va di fronte a un giudice deve sapere di avere davanti una persona che si attiene a comportamenti qualificanti». Se si violano questi parametri «viene offesa tutta la magistratura». Una «vicenda che ha ben poco a che vedere con un concorso molto serio come è quello in magistratura. Per i magistrati ordinari», ha concluso Albamonte, «c'è un codice deontologico: se si viola, è molto grave perché viene offesa tutta magistratura».

BELLOMO: «DESTITUITO SENZA PROCESSO». «Ingiustizia è fatta», è stato il primo commento a caldo di Bellomo che ha lasciato il suo pensiero a una lettera aperta. «Dopo quasi 25 anni di lodevole servizio per lo Stato vengo destituito perché, nella mia vita privata, in veste di direttore scientifico di una scuola di formazione giuridica (e centro di ricerca), sono stato autore di contratti di borsa di studio e pubblicazione sulla rivista telematica. Ipotesi per le quali la legge non consente la destituzione, prevista solo in caso di condanna per gravi reati. Invece io non ho subìto alcuna condanna, neppure alcun processo».

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