Rifiuti Roma
ALLARME
10 Gennaio Gen 2018 1959 10 gennaio 2018

Roma, i numeri dell'emergenza rifiuti

Ogni giorno ne vengono prodotte 4.600 tonnellate, incanalate in tutta Italia e anche all'estero. Meno della metà è differenziata, ma la giunta Raggi punta al 70%. Costo dell'export tra 60 e 80 milioni.

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Una montagna di rifiuti che, soprattutto da quanto è stata chiusa nel 2013 la megadiscarica di Malagrotta, quotidianamente si disperde in mille rivoli. Sono le circa 4.600 tonnellate di rifiuti che ogni giorno produce Roma e che vengono incanalati in Italia e anche all'estero.

MENO DELLA METÀ È DIFFERENZIATA. Il primo step è la raccolta: ad oggi il 44,2% del totale è differenziata. Oltre la metà, invece, è indifferenziata che viene trattata prevalentemente in quattro impianti Tmb in città, due di proprietà dell'Ama - la municipalizzata dei rifiuti - e due a Malagrotta, di proprietà del Colari. Il resto viene inviato: a un tritovagliatore temporaneo di Ama, a impianti regionali in provincia di Frosinone, Viterbo e Latina (dopo l'accordo stipulato da Ama con la società Rida di Aprilia) e in Abruzzo. Quello che si potrebbe a breve concretizzare è un accordo per usare altri impianti nella stessa regione.

SMALTIMENTO IN TUTTA ITALIA. In un secondo step, il combustibile da rifiuti (Cdr) prodotto nei Tmb dell'Ama finisce nei termovalorizzatori di: San Vittore nel Lazio, Ravenna in Emilia Romagna, Parona (Pavia) e anche altrove in Lombardia. Mentre gli scarti di lavorazione e la Fos si disperdono in impianti di recupero e smaltimento in tutta Italia. Parte dei rifiuti indifferenziati della Città Eterna fino alla fine di quest'anno sono stati trasportati anche in Austria, ora non più. Tra le strade intraprese dal Cdr di altri impianti, anche quelle del Portogallo, Grecia e Romania.

IL CAMMINO DELLA DIFFERENZIATA. Un itinerario completamente diverso prendono le circa 2 mila tonnellate al giorno di rifiuti differenziati che si diramano nei canali dei consorzi di filiera. Il multi-materiale 'leggero' passa sia dagli impianti Ama di via Laurentina e di Rocca Cencia, sia da impianti terzi. Gli scarti alimentari e organici, invece vengono inviati presso gli impianti di compostaggio vicino Roma (quello Ama di Maccarese tratta complessivamente circa 30 mila tonnellate annue), ma anche in Veneto ed Emilia Romagna. La carta e il cartone vengono destinate alle cartiere principalmente nel Lazio e nel centro Italia.

COSTO EXPORT 60-80 MLN. Non c'è un dato ufficiale, ma si stima che il costo sostenuto dalla municipalizzata di Roma annualmente per inviare fuori i rifiuti della Città Eterna oscilli tra i 60 e gli 80 milioni di euro annui: tra trasporti, canoni e mancate valorizzazioni derivanti dalla carenza di impianti. La fragilità del sistema, che rischia di intopparsi a ogni difficoltà (vuoi per una sovrapproduzione di immondizia durante le feste, vuoi per la rottura di un impianto chiave) dura da anni e ha una spiegazione: Roma non riesce a chiudere il suo ciclo dei rifiuti. Per farlo necessiterebbe di nuovi impianti.

IN ARRIVO TRE IMPIANTI. Per ora la giunta Raggi ha annunciato la volontà di costruirne tre: due per l'organico e uno per il multilaterale. Le richieste di autorizzazione dovrebbero essere inviate in Regione Lazio entro il mese.

NEL 2021 DIFFERENZIATA AL 70%. Ma l'amministrazione Cinque stelle punta molto anche sulla riduzione dei rifiuti prodotti e sull'aumento della raccolta differenziata che si vorrebbe portare, da piano, al 70% entro il 2021. A questo punta anche la riorganizzazione della raccolta porta a porta che dovrebbe interessare 1,2 milioni di persone entro il 2018, con l'imminente avvio nei municipi di Ostia e delle Torri. Una sperimentazione ha già interessato il piccolo rione ebraico nel centro di Roma dove la differenziata in tal modo ha raggiunto quota 85%.

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