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14 Gennaio Gen 2018 1439 14 gennaio 2018

Latte in polvere alla salmonella, le cose da sapere sul caso Lactalis

Il gruppo francese ha deciso di ritirare 12 milioni di confezioni da 83 paesi diversi dopo la scoperta di alcuni casi di salmonellosi. L'ad Besnier: «Risarciremo tutti». Il ministero della Salute: «Nessun lotto in Italia».

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Lactalis, il primo gruppo mondiale di prodotti caseario-lattieri, ha deciso il ritiro dal mercato in 83 Paesi di «12 milioni di confezioni» di prodotti destinati alla prima infanzia provenienti dalla fabbrica di Craon, nell'ovest della Francia, dopo la scoperta a dicembre di alcuni casi di salmonellosi. Lo ha annunciato l'ad del gruppo francese (che detiene anche Parmalat e Galbani), Emmanuel Besnier, in un'intervista al Journal du Dimanche. Ecco cosa sappiamo della vicenda.

1. I casi: 37 neonati colpiti in Francia

Finora si contano 37 casi di neonati colpiti in Francia, uno in Spagna, mentre un altro in Grecia resta da confermare. Già a dicembre era stato deciso il ritiro di alcuni prodotti dai supermercati, ma ora la misura si estende a tutte le confezioni, ha spiegato ancora l'ad del gruppo francese.

2. Il ritiro: polemica con la grande distribuzione

La crisi del latte contaminato ha coinvolto anche grandi insegne del commercio come Leclerc, Auchan, Carrefour, che hanno continuato a vendere il prodotto dopo che questo era stato ampiamente individuato e ne era stato chiesto il ritiro dagli scaffali. Proprio su questo tema, Besnier ha sostenuto che la decisione di richiamare tutte le confezioni di latte per neonati prodotte a Craon a prescindere dalla data di preparazione è stata una sua proposta e non gli è stato imposto nell'incontro con il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire. Al termine di quell'incontro, che ha seguito di poche ore le dure parole del presidente Emmanuel Macron, interpellato sul caso durante la visita a Roma, è stato deciso il ritiro di oltre 12 milioni di confezioni.

3. Le cause: Pronte cause milionarie

«Risarcire è giusto, ma il denaro non può comprare tutto» ha seccamente commentato a sua volta Benjamin Griveaux, portavoce del governo francese, su BFM-TV. Intanto il Codacons si è dichiarato «pronto ad una class action contro Lactalis». «Siamo in presenza dell'ennesimo scandalo alimentare, stavolta ancor più grave perché ad essere coinvolti sono neonati, ossia soggetti particolarmente a rischio non avendo ancora sviluppato le difese immunitarie», ha detto il presidente Carlo Rienzi. «Il Ministero della Salute deve attivarsi immediatamente per verificare se le confezioni di latte contaminato da salmonella sono state vendute nel nostro paese, e deve dare in tempi brevi informazioni trasparenti ai consumatori. Se sarà accertata la commercializzazione anche in Italia di latte in polvere contaminato, il Codacons presenterà una class action contro Lactalis, chiedendo un maxi-risarcimento in favore delle famiglie coinvolte, anche in assenza di patologie nei bambini e solo per i gravi rischi sanitari corsi. Invitiamo i cittadini a conservare scontrini e prove di acquisto del latte in polvere prodotto da Lactalis», ha concluso.

4. Gli effetti: l'azienda conferma i risarcimenti

Lactalis intanto ha promesso che risarcirà «tutte le famiglie che hanno subito un danno» dalla contaminazione di salmonella nei prodotti per neonati del gruppo francese. La conferma è arrivata sempre dall'ad, Emmanuel Besnier al Journal du Dimanche, sottolineando che «secondo il ministero della salute, 35 neonati sono stati male. Ma dall'8 dicembre non c'è stato nessun nuovo caso». Annunciando il ritiro di 12 milioni di confezioni dal mercato di 83 Paesi, Besnier assicura che «la nostra priorità assoluta è la sicurezza totale».

5. La posizione dell'Italia: il ministero della salute conferma che nessun lotto era presente sugli scaffali

Le Autorità francesi non hanno comunicato, tramite il sistema di allerta comunitario (RASFF), l'esistenza di lotti spediti verso il nostro Paese. È quanto ha precisato, in una nota, il ministero della Salute in merito alla vicenda del latte in polvere. Il Ministero, a titolo precauzionale, ha comunque già avviato interlocuzioni con la Commissione europea e direttamente con le Autorità francesi, per sollecitare ulteriori informazioni su Paesi e lotti interessati. «Benché, allo stato attuale, le Autorità francesi non abbiano indicato nelle note RASFF l'Italia tra i Paesi destinatari dei lotti contaminati», si legge nella nota «né risultino casi di infezione da salmonella correlati a tali prodotti, si comunicano di seguito, per eventuali verifiche da parte delle autorità territoriali e per una completa informazione dei consumatori, i lotti del prodotto Milumel Bio oggetto di allerta latte: - 17C0012686 con termine massimo di conservazione (TMC); - 27/04/2018, 17C0012844 con TMC 24/05/2018; - 17C0012965 con TMC 12/09/2018; - 17C0013595 con TMC 06/01/2019; - 17C0013733 con TMC 03/02/2019».

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