Macerata
Sparatoria di Macerata
Macerata, Traini è stato candidato Lega
Aggiornato il 04 febbraio 2018 3 Febbraio Feb 2018 1413 03 febbraio 2018

Luca Traini, l'aggressore di Macerata era candidato leghista

Nel 2017 s'è presentato alle elezioni comunali di Corridonia in lista con il Carroccio. Ed era vicino a Forza Nuova e CasaPound. Salvini: «È un delinquente, ma l'immigrazione incontrollata porta allo scontro». Una copia del Mein Kampf trovata nella sua abitazione.

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Si chiama Luca Traini, ha 28 anni e nel 2017 era candidato a Corridonia in lista con la Lega Nord. L'uomo che il 3 febbraio ha seminato il panico nel centro di Macerata, sparando da un'auto in corsa contro i passanti di colore, ha idee politiche che sono riassumibili nel gesto fatto poco prima dell'arresto: saluto romano rivolto al Monumento dei Caduti, al grido «Viva l'Italia». Il tutto con una bandiera tricolore sulle spalle. Traini, l'anno scorso, si presentò alle elezioni comunali di Corridonia, comune di 15 mila abitanti in provincia di Macerata, in lista con il Carroccio: prese zero preferenze. In un manifesto elettorale, appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri, che presenta la sua nuova squadra. Si tratta della tornata elettorale del 11 giugno scorso. Nel programma, anche il «controllo degli extracomunitari».

UNA COPIA DEL MEIN KAMPF A CASA. Una copia del Mein Kampf, una bandiera con la croce celtica e altre pubblicazioni riconducibili all'estrema destra sono stati sequestrati dai Carabinieri a Tolentino, a casa della madre di Traini. Gli investigatori hanno anche sequestrato i computer dell'uomo per verificare se vi siano elementi utili alle indagini anche se, spiegano, i fatti sembrano abbastanza chiari: Traini avrebbe maturato l'intenzione di compiere la strage negli ultimi giorni, subito dopo l'assassinio di Pamela. Ora è stato formalmente accusato di strage aggravata dalle finalità di razzismo.

Luca Traini, nella foto, secondo da sinistra.

Di Traini, Maria Letizia Marino, segretaria della Lega nella provincia di Macerata, ha detto: «Luca ha frequentato la nostra sede per un po' di tempo e non aveva mai manifestato opinioni razziste. Sappiamo che da qualche tempo frequentava una ragazza romana con problemi di droga, tutto ci lascia pensare che fosse la povera Pamela Mastropietro». Una versione subito smentita da Valerio Verni, zio della ragazza per il cui vilipendio di cadavere è stato fermato il 29enne nigeriano Innocent Oseghale: «Pamela non conosceva Luca Traini, non aveva mai avuto nessun rapporto di nessun tipo con lui. Era impossibile per lei avere rapporti con gente esterna alla struttura dove si trovava in cura dall'ottobre scorso e in ogni caso la madre e i familiari non hanno mai sentito nominare questo Luca Traini».

Luca? L'abbiamo cacciato dalla palestra a ottobre, aveva atteggiamenti sempre più estremisti, faceva il saluto romano e battute razziste

Francesco Clerico, titolare della palestra Robbys

Chi lo conosce bene, invece, è Francesco Clerico, titolare della palestra Robbys di Tolentino, nel Maceratese, frequentata da Traini: «L'abbiamo cacciato a ottobre, aveva atteggiamenti sempre più estremisti, faceva il saluto romano e battute razziste. E poi da tempo so che aveva una pistola. Lo hanno rovinato le amicizie sbagliate, questi ambienti estremisti, ha una situazione familiare disastrosa, lo conosco da 10 anni almeno». Lo stesso Clerico ha spiegato che prima di candidarsi con la Lega Nord Traini era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound: «Direi che da una decina d'anni era diventato così, prima aiutava il prossimo, era un buono, gli hanno inculcato idee sbagliate, è cambiato. Ho provato tante volte a farlo ragionare. Chi si aspettava questo?».

  • Luca Traini al comizio col leader della Lega, Matteo Salvini.

Sulla questione è intervenuto anche il segretario della Lega, Matteo Salvini: «Chiunque spari è un delinquente, a prescindere dal colore della pelle. Non vedo l'ora di andare al governo per riportare sicurezza in tutta Italia, giustizia sociale, serenità», ha detto, aggiungendo che un'immigrazione «incontrollata» porta allo scontro. «La responsabilità morale di ogni episodio di violenza che accade in Italia è di quelli che l'hanno riempita di clandestini», ha concluso il segretario leghista.

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