Macerata

Sparatoria di Macerata

Arresto
3 Febbraio Feb 2018 1214 03 febbraio 2018

Macerata, spari in diversi punti della città

Un uomo a bordo di un'auto fa fuoco sui passanti di colore, ferendone sei (uno è in pericolo di vita). Poi viene fermato: fa il saluto romano e grida «Viva l'Italia». Possibile vendetta per l'omicidio di Pamela.

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Scene da Far west a tinte fasciste nella Macerata già sconvolta dall'omicidio di Pamela Mastropietro. Una serie di sparatorie ha avuto luogo nel centro della città, nella tarda mattinata del 3 febbraio, quando un uomo, a bordo di una Alfa Romeo 147 nera in corsa, ha esploso colpi sui passanti in diverse vie, in particolare prendendo di mira persone di colore. Sono sei i feriti, cinque uomini e una donna, tutti stranieri: uno è in pericolo di vita.

La sparatoria ha toccato anche via Spalato, dove abita Innocent Oseghale, il 29enne nigeriano fermato per l'omicidio di Pamela

La sparatoria ha toccato anche via Spalato, dove abita Innocent Oseghale, il 29enne nigeriano fermato (per vilipendio di cadavere) nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Pamela, e via Velini, dove vivono invece due persone indicate dallo stesso come presunte responsabili dell'assassinio della ragazza: possibile dunque, anche se al momento tutto da dimostrare, un collegamento tra i due episodi che, nel giro di pochi giorni, hanno scosso Macerata.

Luca Traini, 28 anni, responsabile della sparatoria di Macerata.

L'aggressore si chiama Luca Traini, ha 28 anni e nel 2017 era candidato alle elezioni comunali di Corridonia, in lista con la Lega Nord

Dopo la sparatoria, che ha visto colpita anche la sede del Pd, la polizia e i carabinieri hanno immediatamente attivato blocchi in vari punti della città e il responsabile è stato fermato in piazza della Vittoria, dinanzi al Monumento ai Caduti: si chiama Luca Traini, ha 28 anni e nel 2017 era candidato alle elezioni comunali di Corridonia, in lista con la Lega Nord: prese zero preferenze. Alla vista degli agenti è fuggito a piedi verso la gradinata, gettando via alcuni indumenti e indossando una bandiera tricolore. Poi, rivolto verso il monumento, ha fatto il saluto romano e urlato «Viva l'Italia». Infine, è stato preso e ha ammesso le proprie responsabilità.

Nella macchina di Traini è stata trovata la pistola, oltre a una tuta mimetica, piume bianche, appunti a penna e bottiglie d'acqua. Subito dopo il fermo, attraverso il suo profilo Twitter il Comune di Macerata ha definito «rientrata la situazione di pericolo in città».

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