Macerata
Sparatoria di Macerata
Traini
6 Febbraio Feb 2018 2006 06 febbraio 2018

Macerata, Traini non si pente: «Volevo colpire i neri»

Il Gip ha convalidato l'arresto. L'accusa è strage aggravata dall'odio razziale. Il 28enne si è scusato solo per aver ferito una donna.

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È terminata l'udienza di convalida per Luca Traini nel carcere di Montacuto. Il Gip di Macerata ha confermato l'arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere per strage aggravata da odio razziale. La procura aveva ipotizzato anche il reato di tentato omicidio plurimo, ma il Gip non lo ha ammesso, ritenendolo assorbito nell'altra fattispecie.

DICHIARAZIONI SPONTANEE AL PM. Davanti al Gip di Macerata Traini si è avvalso della facoltà non rispondere. Ma dopo che il magistrato ha lasciato il carcere di Montacuto, il 28enne ha reso dichiarazioni spontanee al pm Stefania Ciccioli. Si è scusato solo per aver colpito l'unica ragazza di colore rimasta ferita nel raid, perché nelle sue intenzioni puntava agli uomini.

L'AVVOCATO: «IN CARCERE SI SENTE A CASA». «Il mio obiettivo», ha precisato Traini, «erano i neri che spacciano droga a Macerata». A scatenare la sua violenza sarebbe stata la notizia che Pamela Mastropietro era stata uccisa e fatta a pezzi da un cittadino nigeriano: «È stato questo il motivo scatenante del suo gesto», ha confermato il suo avvocato. Traini ha aggiunto di «non sentirsi pentito». Quanto al carcere, il suo legale ha riferito che «si trova bene e si sente a casa» (leggi anche: Omicidio di Pamela Mastopietro, il punto sulle indagini).

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