Mazzola
9 Febbraio Feb 2018 1802 09 febbraio 2018

Bari, aggredita la giornalista del Tg1 Maria Grazia Mazzola

Stava intervistando la moglie del boss Lorenzo Caldarola, che le ha dato un pugno. È stata portata al pronto soccorso.

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Voleva intervistare la moglie di un boss, ma oltre al rifiuto ha ricevuto un violento schiaffo che l'ha fatta finire al pronto soccorso. È accaduto all'inviata del Tg1 Maria Grazia Mazzola nel quartiere Libertà di Bari, a poche decine di metri dalla parrocchia del Redentore dove il 9 febbraio don Luigi Ciotti di "Libera" aveva tenuto un incontro sulla legalità con gli studenti.

VERSIONI CONTRASTANTI. L'autrice dell'aggressione è Monica Laera, moglie di Lorenzo Caldarola. La vittima ha raccontato di essere stata picchiata per il solo fatto di aver chiesto un'intervista sulla storia criminale di alcuni componenti della famiglia Caldarola. La signora Laera, però, tramite i suoi legali, ha fatto sapere di aver solo allontanato la giornalista per un braccio dopo averla ripetutamente pregata di andare via perché in lutto.

Mazzola, accompagnata da don Francesco Preite, parroco del Redentore, ha dovuto fare ricorso alle cure mediche. «Non sono stata insistente, piuttosto anglosassone, ma sono stata aggredita con un pugno-schiaffo sulla guancia sinistra», ha raccontato la giornalista, «viva la stampa libera». La donna indossava microcamere nascoste, dunque ha immortalato i momenti dell'aggressione. Nel pronto soccorso del Policlinico, dove è stata sottoposta a numerosi accertamenti clinici che non hanno rilevato lesioni gravi, si sono recati prima il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, poi il pm di turno Baldo Pisani.

LA RAI: «INTIMIDAZIONE INTOLLERABILE». Il penalista barese Michele Laforgia ha lanciato la proposta di una marcia nel quartiere Libertà domenica 11 febbraio e ha parlato di «atto gravissimo che avvicina Bari a Ostia», ricordando l'aggressione subita a novembre dal giornalista di Nemo Daniele Piervincenzi. Mentre presidente e direttore generale della Rai hanno parlato di «un tentativo di intimidazione che non può essere tollerato».

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