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14 Febbraio Feb 2018 1700 14 febbraio 2018

Genitori anziani: la Cassazione dice sì ad adottabilità della figlia

La Corte ha stabilito che la bimba della coppia potrà essere adottata. In particolare la sentenza ritiene la coppia incapace di capire i «bisogni emotivo affettivi e pratici» e che il padre è dipendenta dai desideri della moglie.

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La Cassazione ha confermato l'adottabilità della bimba nata da una coppia di genitori anziani di Casale Monferrato, Gabriella e Luigi De Ambrosis, ritenendoli incapaci «di comprendere quali siano i bisogni emotivo affettivi e pratici» della bimba, e risultando il padre «totalmente dipendente» dai desideri della moglie «chiusa in un processo narcisistico». Con il verdetto depositato il 14 febbraio la Suprema Corte ha confermato la sentenza emessa dalla Corte di appello di Torino nel 2017 nel processo di secondo grado-bis.

LA CORTE: «SCELTA NON BASATA SULL'ABBANDONO». La Corte inoltre ha sottolineato che padre e madre pur non presentando «caratteristiche di emarginazione sociale, culturale ed economica» e pur avendo collaborato con le «indicazioni» dei servizi sociali, hanno riportato «valutazioni tecniche», emerse nei giudizi di merito, «univocamente negative in ordine all'idoneità genitoriale». Gli ermellini hanno aggiunto inoltre che la valutazione della vicenda, e la decisione finale di dichiarare l'adottabilità della bimba, non è stata centrata «esclusivamente» sull'episodio di abbandono in auto della piccola per qualche minuto, né solo sull'età di padre e madre.

I GIUDICI: VALUTATI DIVERSI ELEMENTI. Le indagini svolte si sono arricchite di «numerosi ulteriori elementi». Ad avviso della Cassazione la «complessiva valorizzazione e valutazione» di tutti gli elementi raccolti nei processi di merito costituisce un nucleo «incensurabile». Per la complessità della vicenda, la Suprema Corte ha compensato le spese di giudizio tra i genitori «anziani» e il tutore provvisorio della bimba.

DE AMBROSIS: «SENTENZA INCOMMENTABILE». «È una sentenza che non si può neanche commentare. Non abbiamo null'altro da dire». Poche parole, dal tono molto amareggiato, quelle del padre, oggi settantenne, raggiunto telefonicamente nell'abitazione di Mirabello dopo la sentenza. A sostegno dei genitori era stata creata, tempo fa, la pagina Facebook 'Ridate la figlia alla famiglia Deambrosis'. Il sindaco Mauro Gioanola aveva anche promosso, con altri comuni della zona, una petizione con raccolta firme consegnata all'avvocato romano Adriana Boscagli, che segue la coppia, per farla arrivare alla Cassazione. Nata nel maggio 2010, la bimba dopo pochi giorni era stata portata via e affidata a una casa-famiglia dopo la denuncia dei vicini.

AMI: «VERDETTO DESTINATO A DIVEIDERE». «La Suprema Corte di Cassazione, che ha confermato la sentenza emessa lo scorso anno dalla Corte di Appello di Torino nel processo di secondo grado-bis, ha emesso un verdetto destinato a dividere le coscienze di addetti ai lavori e degli italiani». Così in una nota il presidente dell'associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani (Ami), Gian Ettore Gassani, commenta la sentenza con cui la Cassazione ha confermato l'adottabilità della bimba nata da una coppia di genitori anziani di Casale Monferrato.

«I GENITORI SONO PERSONE INNOCENTI». «Se da un lato è stata tutelata la bimba in quelle che sono le proprie esigenze di vita, inserendola in un contesto familiare di genitori adottivi secondo i giudici più giovani e dunque più idonei, dall'altro lato», hanno sottolineato gli avvocati matrimonialisti «è stato violato un principio naturale e giuridico che è la salvaguardia del legame con la propria famiglia d'origine. Dagli atti di questa triste vicenda giudiziaria si evince che non c'era stata alcuna condanna penale nei confronti dei due genitori biologici. Questi ultimi hanno pagato lo scotto della insopportabile lungaggine burocratica del processo minorile».

SAREBBE SERVITA UNA SOLUZIONE DI COMPROMESSO. «La bimba», continua la nota, «per quattro lunghi anni, è stata presso una coppia di aspiranti genitori adottivi. È stato il decorso del tempo a creare il legame tra la bimba e questi ultimi. Tutte le altre valutazioni in merito a capacità genitoriali, all'età non giovanissima e quant'altro (parliamo di una coppia di persone innocenti), non possono essere accettabili per una decisione di tale peso. La soluzione migliore sarebbe quella di consentire ai genitori biologici di continuare a esistere per la bambina e mantenere rapporti costanti e significativi, seppur mediati da figure professionali adeguate. I legami di sangue non possono essere cancellati da errori o lungaggini burocratiche o da pregiudizi».

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