Pamela:convalida arresti Lucky e Awelina
14 Febbraio Feb 2018 1244 14 febbraio 2018

Macerata, omicidio di Pamela: il punto sulle indagini

Arresti convalidati per Desmond Lucky e Lucky Awelima, due dei quattro cittadini nigeriani sotto inchiesta per la morte della giovane. Cosa sappiamo finora.

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Arresti convalidati per Desmond Lucky e Lucky Awelima, due dei quattro cittadini nigeriani indagati per la morte di Pamela Mastropietro. I due uomini, quindi, restano in carcere su ordine del Gip di Macerata, Giovanni Maria Manzoni. Awelima, 27 anni, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Mentre Desmond Lucky, 22 anni, ha risposto ma ha negato su tutta la linea di avere a che fare con la morte della giovane, il cui cadavere fatto a pezzi è stato ritrovato in due trolley nelle campagne di Pollenza il 31 gennaio (leggi anche: Macerata, corpo di donna fatto a pezzi: cosa sappiamo).

GLI INVESTIGATORI PARLANO DI «OMICIDIO EFFERATO». Gli investigatori, che da giorni lavorano per ricostruire quanto accaduto, adesso parlano apertamente di un «omicidio efferato». Le risposte dei carabinieri del Ris, attese nel giro di una settimana, saranno decisive per attribuire eventuali responsabilità ai quattro indagati, in particolare ai tre fermati per omicidio, vilipendio, occultamento di cadavere e spaccio. Mentre il quarto indagato, a differenza degli altri, avrebbe mostrato un atteggiamento «collaborativo» ed è considerato quasi più un testimone.

DUE COLTELLATE QUANDO PAMELA ERA ANCORA VIVA. La convalida dell'arresto di Desmond Lucky e Lucky Awelima si basa su un quadro più ampio di quello vagliato dopo l'arresto di Innocent Oseghale, 29 anni, residente a Macerata nella mansarda di via Spalato dove il corpo di Pamela presumibilmente è stato smembrato. Oseghale è stato fermato dai carabinieri il giorno stesso del ritrovamento del cadavere. Il Gip aveva escluso dalla convalida del suo arresto l'accusa di omicidio, di cui l'uomo è ancora accusato. Ma il responso preliminare del medico legale, fanno sapere gli inquirenti, indica che a Pamela sono state inferte due coltellate all'altezza del fegato e un colpo alla tempia mentre era ancora viva. L'esame istologico, il cui esito è atteso nei prossimi giorni, dovrà cristallizzare tali conclusioni.

LE ANALISI DEI TELEFONI CELLULARI. Gli investigatori sono convinti anche di aver trovato, tra i coltelli da cucina sequestrati in via Spalato, anche quello con cui sarebbe stata finita la 18enne. Soltanto i risultati degli accertamenti tossicologici, tuttavia, potranno chiarire se Pamela avesse assunto eroina e se avesse accusato un malore. Di sicuro c'è che le analisi sui telefonini degli indagati collocano tutti in via Spalato il 30 gennaio. La 'scia' lasciata dal traffico dati e dalle app social potrebbe aiutare a chiarire ruoli e responsabilità.

CORPO SEZIONATO IN MANIERA "PROFESSIONALE". Tra le ipotesi c'è anche quella di un tentativo di violenza sessuale trasformatosi in omicidio, ma solo gli esami medico-legali potranno dare concretezza a questi sospetti. Quanto alle condizioni del corpo, sezionato in maniera "professionale", l'ipotesi è che uno dei quattro indagati fosse in grado di farlo, sulla base di precedenti esperienze lavorative maturate in patria.

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