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2 Marzo Mar 2018 1454 02 marzo 2018

Roma, gli scavi della Metro C svelano la Casa del comandante

Dodici metri sotto il livello della stazione dell'Amba Aradam è stata scoperta una domus composta da 14 ambienti, con pavimenti di marmo bianco e ardesia grigia. Era collegata ai dormitoria di una caserma.

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Dagli scavi della Metro C di Roma è emersa una sorpresa che ha fatto battere il cuore degli archeologi. Dodici metri sotto il livello della stazione dell'Amba Aradam è stata infatti scoperta quella che è stata ribattezzata la Casa del comandante. Una domus collegata ai dormitoria di una caserma di impianto traianeo, poi modificata da Adriano, già rinvenuti nel 2016.

UNA SCOPERTA ECCEZIONALE. Rossella Rea, responsabile dello scavo, ha parlato di «una scoperta eccezionale, perché a Roma non era mai stata individuata né scavata archeologicamente una caserma, né tantomeno era mai stata trovata una domus collegata alla caserma stessa». La Casa del comandante ora verrà smontata, livello per livello, e delocalizzata, cioè spostata in container riscaldati per continuare i lavori della Metro C.

La domus è composta da 14 ambienti disposti attorno a un cortile centrale con fontane e vasche. La pavimentazione, prevalentemente a mosaico, è di marmo bianco e ardesia grigia di ottima fattura, con elementi geometrici e figurativi. Sono pavimenti di diverse epoche storiche (adrianea, antoniniana, severiana) sovrapposti, che rivelano varie ristrutturazioni. Un ambiente doveva essere riscaldato, vista la presenza di pile di mattoni che formavano un'intercapedine al di sotto del pavimento per il passaggio dell'aria calda.

RITROVATI ANCHE PUGNALI E ANFORE. «Abbiamo dedotto che dovesse essere la casa di un comandante perché nessun civile avrebbe potuto costruire la propria dimora accanto a una caserma, tranne un comandante», ha spiegato Rea. Un comandante che «evidentemente se la passava bene, vista la raffinatezza dei luoghi», ha aggiunto Francesco Prosperetti, soprintendente ai Beni archeologici di Roma. Gli scavi della Metro C si confermano così un'occasione formidabile dal punto di vista archeologico, perché scendono a grandi profondità: «Al momento siamo a 12 metri», aggiunge Rea, «ma potremo scendere di altri cinque». Ritrovati anche pugnali, anfore e una zona di stoccaggio per le derrate alimentari.

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