Gelicidio blocca treni linee locali
14 Marzo Mar 2018 1756 14 marzo 2018

Treni in ritardo per il maltempo? Ecco come ottenere il rimborso

Chi ha sperimentato disagi per colpa di Burian può chiedere la restituzione di tutta o una parte della somma spesa. Un breve vademecum per orientarsi.

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Il 26 e il 27 febbraio sono state giornate di passione per i pendolari: traffico ferroviario congelato, tratte sotto la neve, binari ghiacciati e treni in ritardo anche di una decina di ore. Trenitalia e Italo hanno deciso di procedere con il rimborso integrale del viaggio per tutti coloro che sono rimasti in stazione per colpa di Burian. Ecco cosa fare per ottenere il completo ristoro.

1. Per le tratte nazionali di Trenitalia c'è tempo fino a fine marzo

Partiamo anzitutto dal dato più rilevante: le richieste di rimborso per quanto concerne i soli treni nazionali dovranno essere avanzate entro il 31 marzo 2018. Sono diverse le modalità tramite cui è possibile inoltrare la propria istanza: utilizzando l’apposita funzionalità disponibile nell'area utente riservata sul sito trenitalia.com o sull'app Trenitalia per i biglietti acquistati su questi canali; telefonando al call center; compilando l’apposito web form (solo per i biglietti che acquistati sul sito o tramite il Call Center); recandosi presso qualsiasi biglietteria e all’agenzia di viaggio presso cui si è acquistato il biglietto.

2. Dodici mesi per chi ha sfidato il gelo

Finora si è parlato dei casi di rimborso per la rinuncia del viaggio. Trenitalia ha promesso di ristorare anche i viaggiatori che hanno deciso comunque di prendere i treni, arrivando a destinazione con enormi ritardi. Il termine ultimo per avanzare la propria istanza? Dodici mesi di tempo, vale a dire fino alla fine di febbraio 2019. L'indennizzo sarà modulato in base al ritardo maturato e sopportato: intero, pari al 100% del prezzo del biglietto, per ritardi pari o superiori alle tre ore, pari alla metà del prezzo pagato per ritardi di almeno 120 minuti e del 25% per ritardi compresi tra i 60 e i 119 minuti. L'utente potrà scegliere se avere in cambio un bonus, riavere indietro la cifra pagata in contanti o tramite riaccredito bancario, a seconda delle modalità di pagamento usate. Infine, è previsto un bonus del 25% del prezzo del titolo di viaggio, da utilizzare entro 12 mesi per l’acquisto di un'altra corsa, per chi ha subito un ritardo ricompreso tra la mezz'ora e i 59 minuti.

3. I passeggeri di Italo-Ntv hanno tre opzioni di rimborso

Gli utenti di Italo-Ntv possono procedere con la richiesta di rimborso telefonicamente, chiamando lo 060708. Anche in questo caso i rimborsi variano a seconda del ritardo maturato dal treno: copriranno la metà del biglietto sopra l'ora, il totale del prezzo pagato sopra le due ore. Indennizzo totale anche per chi ha rinunciato al viaggio. Le modalità di rimborso sono molteplici: Voucher, Credito Italo o, per gli iscritti al programma Italo Più, Borsellino Italo. Per verificare l’avvenuto accredito occorre consultare la sezione "Fai da te" nella pagina "Assistenza" del sito italotreno.it e cliccare su "Monetizza indennizzo" se si possiede un Voucher, altrimenti su "Verifica il tuo Credito Italo". Per controllare l’avvenuto riaccredito su Borsellino Italo, invece, bisogna accreditarsi (Accedi al sito) e poi cliccare su "Area personale".

4. Rimborsi per rinuncia del viaggio fuori dall'emergenza Burian

Ricordiamo infine che le regole generali di Trenitalia prevedono, in tutte le altre circostanze in cui non imperversano condizioni di maltempo eccezionale, con riferimento ai rimborsi in caso di rinuncia al viaggio: una trattenuta del 20% per ciò che concerne i treni nazionali (la richiesta andrà fatta osservando le modalità elencate nei paragrafi precedenti), una trattenuta del 20% per i biglietti dei regionali, mentre solo l’abbonamento annuale regionale può essere rimborsato, prima dell’inizio di validità, con applicazione di una trattenuta del 5%. Diverse le modalità di rimborso dei regionali che, a differenza dei biglietti nazionali/intercity, hanno una validità in base alla vidimazione. La richiesta andrà inoltrata a: biglietterie abilitate e agenzia emittente; biglietteria abilitata della stazione di partenza per la richiesta di rimborso avanzata entro 30 minuti dalla convalida; Direzioni regionali per i treni speciali; Direzione regionale, per posta o fax, nel caso di biglietteria di partenza chiusa o assente. L'istanza non necessita di particolari forme e sarà sufficiente una richiesta orale se il biglietto è rimborsabile a vista e senza necessità di ulteriori approfondimenti. Viceversa, Trenitalia richiede la forma scritta su carta libera per richieste da stazioni non presenziate o compilando l’apposito modulo di richiesta. In entrambi i casi occorrerà consegnare i biglietti originali (tagliando cartaceo o stampa cartacea del pdf per il biglietto elettronico regionale) accompagnati da un documento di identificazione personale, unitamente a ogni altro documento che attesti il diritto al rimborso.

5. Il confine sottile dell'evento "eccezionale"

«Trenitalia procede al rimborso integrale, anche del biglietto già convalidato, nei casi in cui il servizio non venga effettuato, o venga effettuato con ritardo superiore a 60 minuti, per una causa imputabile all'azienda, come ad esempio sciopero dei dipendenti o mancanza di posti sul convoglio, oppure per ordine dell'Autorità», spiega l'avvocato Andrea Brunelli, del Foro di Genova. «Per gli eventi eccezionali la politica aziendale parrebbe quella di rimborsare solo i biglietti non convalidati, con una ratio certamente non chiara». Ma cosa si intende per "eccezionale"? «Qui», ammette il legale, «si apre un dibattito infinito su quali eventi possano definirsi tali. Per esempio, una nevicata straordinaria però prevista da giorni come il Burian ricade in questa disciplina?». Infine, un ulteriore chiarimento riguarda il fatto che, con l'acquisto del biglietto, l'utente accetta tacitamente i vincoli imposti dalle condizioni generali di trasporto che diminuiscono la responsabilità del gestore e i casi di risarcimento: «In effetti», ammette Brunelli, «con l'acquisto del titolo di viaggio si accettano i vincoli previsti dalla società, anche se le clausole non possono essere vessatorie, ai sensi del Codice civile e delle leggi a tutela dei consumatori, altrimenti è sempre possibile adire il giudice per vedere riconosciuto il proprio diritto violato. Esiste anche una procedura di conciliazione presso l'organismo del ministero dello Sviluppo economico. Occorre però evidenziare che trattandosi di importi quasi sempre bassi, sotto il centinaio di euro, nella prassi è praticamente anti-economico cercare tutela giudiziale».

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