Lotti, programma con soldi che ci sono
29 Marzo Mar 2018 2143 29 marzo 2018

Consip, Marroni ribadisce le accuse al ministro Lotti

L'ex ad della Centrale acquisti della Pubblica amministrazione: «Mi disse delle cimici». L'esponente del Partito democratico: «Non ero a conoscenza dell'esistenza delle indagini».

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L'ex ad di Consip, Luigi Marroni, ha ribadito le sue accuse al ministro dello Sport, Luca Lotti, nel corso del confronto davanti ai pm di Roma che indagano sulla fuga di notizie nell'ambito dell'inchiesta che riguarda la Centrale unica per gli acquisti della Pubblica amministrazione. In sostanza ha ribadito ciò che disse davanti ai carabinieri del Noe e ai pm di Napoli: ovvero che fu proprio Lotti - oltre al presidente di Publiacqua Firenze, Filippo Vannoni, e al generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia - ad avergli rivelato la presenza di cimici nel suo ufficio.

IL FACCIA A FACCIA. Il faccia a faccia è arrivato il giorno dopo il confronto tra lo stesso Marroni e Saltalamacchia. Il 20 dicembre del 2016 l'ex amministratore delegato di Consip raccontò per al prima volta ai pm napoletani John Woodcock e Celeste Carrano di essere stato informato dell'inchiesta. Una versione respinta da Lotti davanti ai pm di Roma. In due circostanze, l'ultima nel luglio scorso, il ministro ha affermato di non aver mai parlato con nessuno dell'esistenza delle indagini «perché non ne era a conoscenza».

INCHIESTA PROROGATA DI SEI MESI. Il confronto davanti ai magistrati rientra nell'attività istruttoria che in queste settimane sta proseguendo dopo la richiesta di proroga delle indagini, per altri sei mesi, ottenuta dai pm di Roma nel dicembre scorso. In totale il gip Gaspare Sturzo ha dato l'ok alle indagini per 12 indagati nella maxi inchiesta. Si tratta di soggetti coinvolti in filoni diversi. In particolare, oltre a Lotti, i pm hanno ottenuto la proroga anche per Tiziano Renzi, padre dell'ex presidente del consiglio Matteo, per il generale dei carabinieri Tullio Del Sette e per l'ex comandante della Legione carabinieri Toscana, Emanuele Saltalamacchia.

CHI SONO GLI ALTRI INDAGATI. Altri sei mesi di indagini anche per gli imprenditori Alfredo Romeo e Carlo Russo, per l'ex parlamentare del Pdl e consulente di Romeo, Italo Bocchino, per l'ad di Grandi Stazioni, Silvio Gizzi e per gli ex manager della centrale acquisti della pubblica amministrazione, Domenico Casalino, Luigi Ferrara e Francesco Licci e per Vannoni.

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