Dj Fabo, Cappato: mio dovere aiutarlo
3 Aprile Apr 2018 1505 03 aprile 2018

Dj Fabo, il governo difende la legge contro l'aiuto al suicidio

L'esecutivo si è costituito davanti alla Corte costituzionale nel procedimento sollevato dalla Corte di Assise di Milano nell'ambito del processo a Marco Cappato per la morte di Fabiano Antoniani.

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Il governo si è costituito davanti alla Corte costituzionale nel procedimento sollevato dalla Corte di Assise di Milano nell'ambito del processo a Marco Cappato per la morte di Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo. Lo ha reso noto il vice presidente dell'associazione Luca Coscioni Filomena Gallo. I giudici lo scorso febbraio, al termine del processo a Cappato, avevano deciso di trasmettere gli atti alla Consulta per valutare la legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio contestato all'esponente dei Radicali.

TUTTO PARTITO DAL PROCESSO A CAPPATO. Il governo Gentiloni ha dato mandato all'Avvocatura dello Stato di costituirsi nel procedimento incardinato davanti alla Consulta, a difesa della costituzionalità del reato di aiuto al suicidio, previsto dall'articolo 580 del codice penale. L'incostituzionalità era stata eccepita, in subordine alla richiesta di assoluzione di Cappato, sia dalla Procura sia dalla difesa nel corso del processo che si è celebrato a Milano nei confronti del leader radicale, imputato perché nel febbraio dell'anno scorso aveva accompagnato in macchina Fabiano Antoniani, 40 anni, cieco e tetraplegico in seguito a un incidente d'auto, in una clinica in Svizzera dove morì con la pratica del suicidio assistito.

ACCOLTA L'ISTANZA DEI PM. I giudici della Corte d'Assise, presieduti da Ilio Mannucci Pacini (a latere Ilaria Simi De Burgis e sei giudici popolari), al termine del dibattimento, hanno accolto l'istanza dei pm e dei legali dell'esponente radicale e disposto la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale per valutare se la norma sia costituzionale o meno.

AVV. GALLO: «PER NOI È UNA LEGGE INCOSTITUZIONALE». «Prendo atto della decisione del Governo Gentiloni di costituirsi» davanti alla Consulta, «in difesa della costituzionalità» del reato di aiuto al suicidio. Al contrario «noi sosterremo l'incostituzionalità di un reato del 1930», lo ha fatto sapere in una nota l'avv. Filomena Gallo, vice presidente dell'Associazione Luca Coscioni, a proposito del procedimento incardinato alla Corte Costituzionale in seguito alla decisione con cui lo scorso febbraio la Corte d'Assise di Milano ha eccepito l'incostituzionalità della norma e ha trasmesso gli atti ai giudici costituzionali.

«SCELTA DEL TUTTO POLITICA». «La scelta del governo è, oltre che del tutto legittima, anche pienamente politica», ha aggiunto l'avv. Gallo, «visto che l'Esecutivo avrebbe potuto altrettanto legittimamente agire in senso opposto e raccogliere l'appello lanciato da giuristi come Paolo Veronesi, Emilio Dolcini, Nerina Boschiero, Ernesto Bettinelli e sottoscritto da 15.000 cittadini, che chiedevano al Governo italiano di non intervenire a difesa della costituzionalità di quel reato". Invece il Governo ha dato mandato mandato all' Avvocatura di Stato di costituirsi in tale procedimento.

IN DIFESA DELLA LEGGE ANCHE DIVERSE ASSOCIAZIONI. Nel comunicato, l'esponente dell' Associazione Luca Coscioni ha aggiunto di aver preso «anche atto della richiesta di costituzione in giudizio di una serie di organizzazioni e gruppi che sempre si sono distinti per aver avversato in ogni modo il riconoscimento del diritto alla libertà e responsabilità individuale fino alla fine della vita».

GALLO: «LOTTIAMO PER FAR PREVALERE LA COSTITUZIONE». «Per quanto riguarda Cappato», ha continuato, «il suo collegio di difesa che coordino e l'Associazione Luca Coscioni, l'obiettivo non cambia: vogliamo far prevalere, contro la lettera del codice penale del 1930, i principi di libertà e autodeterminazione riconosciuti dalla Costituzione italiana e dalla Convezione europea dei diritti umani, nella convinzione che Fabiano Antoniani avesse diritto a ottenere in Italia il tipo di assistenza che, a suo rischio e pericolo, ha dovuto andare a cercare all'estero con l'aiuto di Marco Cappato».

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