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5 Aprile Apr 2018 1521 05 aprile 2018

Calcio, arbitri minacciati: cosa sappiamo

La denuncia del presidente dell'Aia, Marcello Nicchi: «Buste con pallottole indirizzate a me, al vice presidente Pisacreta e al designatore Rizzoli». La categoria valuta uno sciopero per il 14 e il 15 aprile.

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Nel corso di una conferenza stampa convocata a Roma, il presidente dell’Aia Marcello Nicchi ha denunciato una pesante intimidazione nei confronti della categoria arbitrale: «All’Associazione italiana arbitri sono arrivati plichi con pallottole indirizzate a me, al vice presidente Narciso Pisacreta e al designatore Nicola Rizzoli. La cosa è stata portata all'attenzione della Digos e del Viminale. Ora seguiremo gli sviluppi della vicenda».

LA PROCURA DI ROMA HA APERTO UN'INCHIESTA. Dopo la denuncia da parte dell'Aia, la procura di Roma ha aperto un'inchiesta per minacce aggravate coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Caporale, titolare dell'Antiterrorismo.

GLI ECCESSI IN TELEVISIONE. Nicchi, in conferenza stampa, ha proseguito così: «C’è un giornalista professionista che in una trasmissione televisiva ha affermato: "Hanno dichiarato guerra a un popolo e in guerra non si va suonando lo zufolo, si va sparando. Bisogna sparare agli arbitri e non permettere loro di arbitrare". Questo è il risultato».

DI BELLO IN TRIBUNALE. Un altro episodio, considerato gravissimo: «L'arbitro Di Bello, che ha appena diretto benissimo Milan-Inter, dovrà comparire in tribunale davanti al giudice di pace. Per non aver dato un calcio di rigore, è stato citato dall’Associazione dei consumatori». Il riferimento è all'iniziativa presa da undici tifosi della Lazio nei confronti degli arbitri Giacomelli e Di Bello, per le decisioni prese durante il match dello scorso dicembre contro il Torino. «Vi risulta», ha insistito Nicchi, «che se un giocatore di Serie A sbaglia un rigore viene convocato in tribunale dopo una settimana?».

VERSO LO SCIOPERO. Gli arbitri starebbero quindi valutando di astenersi dal lavoro per le partite del 14 e 15 aprile. Non è mai successo e sicuramente l'agitazione farebbe molto rumore. «Ci sono tesserati che parlano di malafede del mondo arbitrale, non ho sentito nessun intervento», ha detto ancora Nicchi, con chiaro riferimento ai dirigenti biancocelesti, «ci sono stati sit-in di protesta e nessuno ha proferito parola». Nicchi ha puntato il dito anche contro la Figc: «Da parte della Federazione è in corso un attacco all'autonomia dell'Aia per accentrare tutto a Roma. Pochi giorni fa sono stati pagati 5,6 milioni al mondo dilettantistico, per prestazioni dal 16 ottobre alla fine di quel mese. Nel frattempo sono maturati altri rimborsi e gli arbitri aspettano ancora 7,5 milioni».

CAPITOLO VAR. Per quanto riguarda infine la Var, «tutti hanno detto che siamo stati bravi a introdurre uno strumento che fa giustizia. La Var come tutte le cose può darsi che sia da perfezionare, ma il suo avvento distingue il nostro calcio e fa giustizia», ha detto il presidente dell'Aia, «se strada facendo tutti si adegueranno, significherà che tutti hanno capito che è uno strumento importante».

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