Ficarra Comune
SICILIA
5 Aprile Apr 2018 0847 05 aprile 2018

Ficarra, più della metà dei dipendenti comunali indagati per assenteismo

Si tratta di 23 persone su 40, accusate di truffa aggravata. Secondo il Gip tutto avveniva «in un clima di cronico disinteresse per le funzioni pubbliche e di totale assenza di senso del dovere».

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In provincia di Messina c'è un piccolo paese dove più della metà dei dipendenti comunali sono indagati per assenteismo. Si tratta di Ficarra, 1.432 abitanti in tutto e 23 dipendenti del Comune su 40 finiti sotto inchiesta. Il numero record è emerso da un'inchiesta della procura di Patti, che ha portato alla sospensione dalla funzione per 16 persone. Per i 23 indagati, fra impiegati e dirigenti, le accuse sono di truffa aggravata e continuata ai danni dell'ente pubblico e di false attestazioni o certificazioni.

VIA DALL'UFFICIO PER MOTIVI PERSONALI. L'indagine è nata nel 2016, quando i carabinieri di Patti hanno accertato, anche attraverso riprese video, una cronica, diffusa e generalizzata abitudine dei dipendenti del Comune ad allontanarsi dall'ufficio per motivi personali. Quelli finiti sotto inchiesta evitavano la timbratura del cartellino o della scheda magnetica, in modo da non far risultare i periodi di assenza dal lavoro e non subire decurtazioni dello stipendio. Nel complesso gli inquirenti hanno accertato 650 assenze arbitrarie, per un ammontare di oltre 12.500 minuti.

IL GIP: «ANARCHIA AMMINISTRATIVA». Tra i 16 che sono stati sospesi dal servizio figurano, tra l'altro, tre dirigenti, rispettivamente dell'area tecnica, amministrativa ed economico-finanziaria, che rispondono in concorso con gli altri perché avrebbero omesso di controllare i colleghi. Secondo il Gip l'inchiesta ha svelato l'esistenza di un vero e proprio «sistema fraudolento e patologico» ai danni della pubblica amministrazione, sviluppatosi e rafforzatosi nel tempo in un contesto di «anarchia amministrativa». Al Comune di Ficarra, in altre parole, l'operato dei dipendenti pubblici sarebbe stato svincolato da qualsiasi forma di controllo. Un sistema di malaffare che per i suoi caratteri di pervasività e diffusione non poteva che realizzarsi e reggere nel tempo attraverso atteggiamenti di complicità tra controllori e controllati, «in un clima di cronico disinteresse per le funzioni pubbliche svolte e di totale assenza di senso del dovere».

I DIPENDENTI MONITORATI DAI CARABINIERI. Gli spostamenti dei dipendenti comunali sospettati di assenteismo sono stati monitorati dai carabinieri. Ad esempio quelli di C. G., dipendente dell'area amministrativa, che era solito uscire dal municipio senza registrare l'assenza per andare dal tabaccaio, al bar, al mercato, dal meccanico o all'ufficio postale. Le assenze documentate dai carabinieri sono costate all'interessato l'applicazione della misura cautelare interdittiva di 9 mesi. Analoga sorte è toccata a G. S., addetta all'ufficio segreteria del Comune, con mansioni nell'ambito del settore trasparenza e anticorruzione. La donna, con la scusa di recarsi presso uffici esterni e ovviamente senza timbrare il badge per registrare l'allontanamento, in soli due mesi ha fatto registrare ben 160 assenze. Una sospensione di 8 mesi è stata disposta per T.G.A., istruttore amministrativo addetto all'archivio e ai servizi esterni del Comune e a B. D., addetto all'ufficio tecnico con varie mansioni. Entrambi, infatti, si sono allontanati dall'ufficio per sbrigare faccende personali e per lunghissime «pause caffè».

LE "GIUSTIFICAZIONI" DEI DIRIGENTI. Misure interdittive da 2 a 11 mesi sono state notificate infine ai tre dirigenti C. F., C. N. e D. C. I quali, pur essendo consapevoli della prassi illecita diffusa tra i loro dipendenti, avrebbero volutamente omesso i controlli. Uno, in particolare, avrebbe candidamente ammesso di aver agito in quel modo per trent'anni, confermando di aver consentito che le condotte dei propri dipendenti fossero regolate in base alla «coscienza personale». Un altro dirigente, invece, dopo aver saputo delle indagini in corso, avrebbe introdotto soltanto nel 2017 il registro delle uscite temporanee per servizio fuori dagli uffici comunali, poi drasticamente diminuite rispetto al passato. Ammettendo, durante l'interrogatorio, che la prassi degli allontanamenti arbitrari era sempre stata ammessa in base al principio del «si era sempre fatto così».

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