Vaccini, Tar annulla esclusione bimbo
5 Aprile Apr 2018 1342 05 aprile 2018

Torre Pellice, a bimba non vaccinata impedito l'ingresso all'asilo

Rispettata la legge Lorenzin. I genitori: «Avevamo ricevuto la raccomandata». Burioni: «Scelta dolorosa ma necessaria». Intanto scoppia la polemica su Cicciobello Morbillino. 

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Non è vaccinata e, come previsto dalla legge Lorenzin, le è stato impedito di rientrare all'asilo nido dopo le vacanze pasquali. Ad aspettare la bambina e i suoi genitopri due vigili urbani. È accaduto a Torre Pellice, nel Torinese. «Ho capito subito perché erano lì», ha spiegato a Repubblica Torino Eros Giustetto, padre della piccola, «nostra figlia non è vaccinata e avevamo ricevuto la raccomandata che ci diceva che sarebbe stata espulsa». I genitori volevano farle finire, nonostante tutto, l'anno scolastico e così si sono presentati ugualmente. «Ad agosto compirà tre anni, è sana come un pesce, non si ammala mai», ha aggiunto (leggi anche: vaccini, la situazione da Nord a Sud tra scadenze e proroghe).

LA LEGGE NON AMMETTE PIÙ PROROGHE. La legge arrivati a questo punto dell'anno non ammette più alcuna proroga, ha confermato il sindaco del paese. Che ha sottolineato: «Se la famiglia adempie alla normativa, la struttura è aperta». I genitori, che aderiscono al Gruppo per la libertà vaccinale, sono preoccupati perché nei prossimi giorni potrebbero verificarsi altre espulsioni. «Siamo contrari ai vaccini esavalenti», ha ripetuto Giustetto al quotidiano, «e alcuni non li riteniamo utili. Se la portiamo alla Asl, però, glieli fanno tutti».

BURIONI: «SCELTA NECESSARIA». «Non esistono motivi, se non superstizioni senza senso, che possano giustificare questa decisione dei genitori», ha scritto in un post Roberto Burioni. «Per cui il tenere questa bambina fuori dall'asilo è una scelta dolorosa, ma necessaria per garantire la sicurezza degli altri. Non si può infatti invocare la libertà di scelta quando questa libertà di scelta potrebbe causare la malattia (e magari la morte) di un'altra persona. Se qualcuno sta fumando una sigaretta e vuole entrare al cinema la deve spegnere prima di entrare. Non è discriminazione, non è dittatura ma è il salvaguardare il diritto degli altri spettatori a non dovere respirare il fumo del fumatore».

Una bambina non vaccinata è sana come un pesce, ma può ammalarsi di malattie molto gravi e può infettare gli altri...

Geplaatst door Roberto Burioni, Medico op donderdag 5 april 2018

Il caso di Torre Pellice scoppia proprio mentre la Società italiana di pediatria torna a mettere in guardia circa i rischi del morbillo dopo l'ingresso sul mercato di Cicciobello Morbillino. «Dall'inizio del 2017 a oggi» ha ricordato il presidente della Sip Alberto Villani, «in Italia si sono registrati 7 decessi, il che equivale a un morto ogni mille casi circa». Solo lo scorso anno, ha aggiunto il medico che è anche responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive all'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, «si sono avuti nel nostro Paese 5 mila casi di morbillo, con molte ospedalizzazioni poiché le complicanze possono essere gravissime, sia per i bambini sia per gli adulti». Non vaccinare i piccoli (la vaccinazione anti-morbillo si effettua a 12 mesi di età ed è previsto un richiamo a 6 anni) «significa danneggiare anche i più piccoli e i neonati, che sono comunque più a rischio perché non possono ancora essere immunizzati contro la malattia, che è causata da un virus del genere morbillivirus ed è molto contagiosa».

IL CASO CICCIOBELLO MORBILLINO. Una malattia comune ma da non sottovalutare, nemmeno per gioco. Per questo il bambolotto Cicciobello Morbillino, coperto di puntini rossi che si "guariscono" con una salvietta e una crema, ha sollevato un polverone. Il giocattolo, ha attaccato il presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss) Walter Ricciardi, «rischia di banalizzare l'idea di questa malattia» che non si cura certo con una salviettina 'magica'. Da parte sua l'azienda, escludendo il ritiro del prodotto dal mercato, ha chiarito: «Si tratta di un gioco, abbiamo fatto tutto in buona fede». Duro anche Burioni che si chiede «chi siano questi geni che banalizzano malattie gravi senza rispetto per i malati e per i loro familiari» e ironizza sul futuro arrivo anche di un Cicciobello 'Linfomino' o 'Meningitino'.

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