Scuola: tra banchi 9,4% alunni stranieri
6 Aprile Apr 2018 1904 06 aprile 2018

Palermo, alunna rimproverata: prof picchiato dal padre

Un insegnante ipovedente di 50 anni è finito in ospedale con un'emorragia celebrale. Episodio analogo anche a Torino.

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Un professore picchiato a Palermo e un altro a Torino. In entrambi i casi è bastato un rimprovero per scatenare la violenza dei genitori. Nel capoluogo siciliano l'aggressione è avvenuta in un istituto comprensivo, la scuola Abba Alighieri, contro un insegnante ipovedente di 50 anni, finito in ospedale con un'emorragia celebrale, ma per fortuna fuori pericolo. A colpirlo è stato il padre di un'alunna di terza media.

L'AGGRESSIONE DOPO IL RITARDO. A Torino un insegnante dell'istituto commerciale Russell-Moro ha ricevuto un pugno alla mandibola ed è finito in ospedale. A sferrare il colpo il padre di uno studente che era stato punito per un ritardo e mandato in biblioteca. Avvertito dal figlio, il genitore è arrivato a scuola insieme ad altre persone.

VIOLENZA SENZA SPIEGAZIONI. A Palermo, una volta uscita dalla scuola, la ragazzina ha raccontato al genitore che il prof l'aveva picchiata. A quel punto il padre si è diretto verso l'insegnate e senza nemmeno farlo parlare lo ha colpito con un pugno al volto. Il professore è stramazzato per terra, attonite le persone che hanno assistito alla scena. Solo dopo l'intervento di altri insegnanti e genitori la situazione è tornata sotto controllo e l'aggressore si sarebbe scusato per il suo comportamento. Anche perché la figlia, frattanto, avrebbe rettificato il suo racconto ammettendo di non essere stata picchiata, ma solo allontanata dall'aula.

PROGNOSI DI 25 GIORNI. Il professore, visibilmente sotto choc, è stato trasportato all'ospedale dove i medici lo hanno sottoposto a una Tac che ha evidenziato un'emorragia cerebrale, oltre a una frattura allo zigomo. La prognosi è di 25 giorni. L'aggressione è stata segnalata agli agenti della Squadra Mobile che, referto in mano, stanno procedendo nei confronti del genitore violento. «Siamo vicini al professore e profondamente amareggiati per l'accaduto», ha detto Annamaria Pioppo, dirigente scolastica dell'Abba Alighieri. «Ci spiace che questo episodio, il primo dall'apertura della scuola risalente a 22 anni fa, possa in qualche modo segnare la serenità della comunità. Questi fatti si ripetono sempre più spesso su scala nazionale e ci preoccupa la perdita di fiducia che registriamo nei confronti del ruolo educativo della scuola».

SOLIDARIETÀ DALLE ISTITUZIONI. L'auspicio della dirigente «è che si possa recuperare quella sintonia, anche con le famiglie, affinché si torni a dare centralità all'istituzione scolastica e al ruolo educativo proprio della scuola come palestra di vita per quelli che saranno i cittadini di domani». Solidarietà al docente è stata espressa anche dall'assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Roberto Lagalla: «Il comportamento del responsabile di un simile atto non solo è segno di un disvalore educativo e civico ma, soprattutto, dimostra un evidente deterioramento del rispetto da tutti dovuto all'istituzione scolastica, prima agenzia di formazione civile e sociale».

IL SINDACATO CHIEDE DI PERSEGUIRE I VIOLENTI. A Torino, invece, la Slc-Cgil si è detta disponibile a fornire assistenza legale all'insegnante aggredito: «C'è un problema di riconoscimento del ruolo della scuola, forse per troppi anni bistrattata», ha commentato il segretario del sindacato, Igor Piotto, «gli aggressori vanno perseguiti e puniti».

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