SCANDALO
7 Aprile Apr 2018 1549 07 aprile 2018

Pedopornografia, arrestato in Vaticano ex addetto della nunziatura di Washington

Eseguito un mandato di cattura a carico di Carlo Alberto Capella. L'imputato è detenuto in una cella della caserma del Corpo della Gendarmeria.

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Un nuovo caso di pedopornografia scuote il Vaticano. La mattina del 7 aprile su proposta del Promotore di Giustizia, il Giudice Istruttore del Tribunale del Vaticano ha emesso un mandato di cattura a carico di mons. Carlo Alberto Capella, ex funzionario della Nunziatura di Washington. Il provvedimento è stato eseguito dalla Gendarmeria Vaticana. L'imputato è detenuto in una cella della caserma del Corpo della Gendarmeria, a disposizione dell'autorità giudiziaria. L'arresto giunge al termine di un'indagine del Promotore di Giustizia per possesso di ingente materiale pedopornografico. Lo comunica la Sala stampa vaticana.

ACCUSE DI POSSESSO E DIFFUSIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO. La vicenda di monsignor Capella è emersa il 15 settembre scorso quando si è venuto a sapere che il promotore di giustizia vaticano aveva aperto un fascicolo nei confronti del diplomatico in servizio presso la Nunziatura di Washington dopo che lo scorso 21 giugno il Dipartimento degli Stati Uniti aveva notificato il possibile reato. Capella era destinatario di un ordine di arresto da parte delle autorità canadesi per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, nel quadro di un'inchiesta iniziata con una segnalazione del Centro nazionale di coordinamento contro lo sfruttamento dei bambini del Rcmp (la polizia canadese). La polizia di Windsor accusa Capella di possesso e distribuzione di materiale pedopornografico, scaricato durante un soggiorno che il prete ha fatto in Canada tra il 24 e il 27 dicembre. La diocesi di London, in Ontario, ha reso noto di aver ricevuto una richiesta di aiuto per l'indagine; assistenza che è stata data, in relazione alle possibili violazioni della legge sulla pornografia infantile fatte da mons. Capella usando un "indirizzo di un computer in una chiesa locale". Il sacerdote indagato, diplomatico di alto profilo, ex officiale della Sezione per i Rapporti con gli Stati, era finora in Vaticano, ospitato presso il Collegio dei Penitenzieri, già in stato di restrizione in attesa del giudizio.

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