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10 Aprile Apr 2018 1648 10 aprile 2018

Sanità in Lombardia: scandali e mazzette

Dai processi Formigoni al caso Mantovani, fino alla clinica degli orrori Santa Rita e Tangentopoli. Ora una nuova inchiesta scuote Milano. 

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Tangenti, cesti natalizi da mille euro, convegni pagati. Ma anche - da quello che emerge dalle intercettazioni - infezioni inventate per lucrare su pazienti benestanti. Un nuovo scandalo sanità scuote la Lombardia: quattro primari, due del Galeazzi e due del Pini, un direttore sanitario e un imprenditore sono stati arrestati dalla Gdf con l'accusa di corruzione. «Presenteremo presto un progetto di legge per razionalizzare il sistema dei controlli sia all'interno sia nelle società collegate alla nostra Regione», ha dichiarato il governatore leghista Attilio Fontana, «perché credo che episodi di questo genere non possano e non debbano più ripetersi».

L'OPERAZIONE SMILE. E sarebbe una vera rivoluzione visto che la Sanità lombarda nei decenni è stata attraversata da arresti, bustarelle, milioni nascosti nei puff e, putroppo, vittime. L'ultima pagina risale al febbraio 2016 quando nell'ambito dell'operazione Smile su presunte irregolarità in appalti odontoiatrici vennero arrestate 21 persone tra cui Fabio Rizzi, allora presidente della commissione Sanità e Politiche sociali del Consiglio regionale nonché braccio destro dell'ex governatore Roberto Maroni e padre della riforma sanitaria voluta dal leghista.

Mario Mantovani.

ANSA

2015: bufera sul ras della Sanità lombarda Mantovani

A ottobre del 2015 era finito in manette con l'accusa di corruzione, concussione e turbativa d'asta per appalti nella sanità Mario Mantovani, vice di Maroni ed ex assessore alla Sanità. Alla famiglia Mantovani - signore di Arconate di cui è stato sindaco per quasi 15 anni, badante di Mamma Rosa, la madre di Berlusconi, che ha assistito fino all'ultimo e organizzatore dei pullman di anziani in occasione delle manifestazioni di Silvio - fa capo l'omonima Fondazione specializzata nella costruzione di residenze sanitarie assistenziali per anziani. La Fondazione gestisce quattro Rsa nel Milanese e per conto della Asl di Milano 13 centri diurni per disabili.

NUOVI CAPI D'ACCUSA. Nel novembre 2017 l'ex numero due del Pirellone è stato indagato anche per peculato e fatture false. Secondo l'accusa, cinque enti legati alla Fondazione Mantovani e alla Onlus Sodalitas avrebbero pagato affitti con contratti fittizi per due immobili riconducibili a Mantovani e alla moglie, per un totale di 1,3 milioni di euro, dal 2008 fino a marzo 2017.

Roberto Formigoni.

ANSA

2011: Daccò e l'impero del Celeste

In piena era formigoniana la Sanità regionale è stata sconvolta dal crac della Fondazione San Raffaele, centro d'eccellenza di Don Verzé. Nel mirino nel novembre 2011 è finito Pierangelo Daccò, uomo vicino a Comunione e liberazione, accusato di distrarre milioni dall'ospedale: avrebbe ricevuto denaro in contante dal vice di Verzé, Mario Cal, poi finito suicida.

IL CASO MAUGERI. Il nome di Daccò però è legato anche all'inchiesta sui fondi neri del Pirellone alla clinica Maugeri in cui è accusato di aver distratto circa 70 milioni di euro sotto forma di consulenze e finti appalti. Vicenda che vede imputato anche l'amico ed ex governatore lombardo Roberto Formigoni - ora senatore di Ap - con cui il faccendiere condivideva feste, cene, vacanze e viaggi. Che, secondo l'accusa, non erano altro che benefit per ottenere favori dalla Regione. Il Celeste è stato condannato in Primo grado a sei anni.

IL PROCESSO GUARISCHI. A fine 2017 però è stato nuovamente rinviato a giudizio nell'ambito di un'altra inchiesta per i suoi rapporti con il presunto intermediario ed ex consigliere lombardo Massimo Gianluca Guarischi, già condannato a cinque anni in appello.

Brega Massone.

2007: le vittime della Santa Rita

Ma la malasanità lombarda non è solo fatta di mazzette, benefit e appalti truccati. È fatta anche di morti. Nel 2007 un'operazione della Guardia di finanza e della procura di Milano hanno portato alla luce gli orrori della clinica Santa Rita di Milano dove venivano effettuate operazioni chirurgiche senza che fossero necessarie solo per incassare i rimborsi della Regione. Il primario di chiurugia toracica Pier Paolo Brega Massone è stato condannato all'ergastolo anche in Appello con l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà per la morte di quattro pazienti e 45 casi di lesioni.

Giuseppe Poggi Longostrevi.

1997: Poggi Longostrevi e le prescrizioni d'oro

Nel 1997 un'inchiesta mise con le spalle al muro centinaia di medici di famiglia che prescrivevano scintigrafie presso le strutture convenzionate di proprietà di Giuseppe Poggi Longostrevi - medico e proprietario di una rete di cliniche private nel Milanese - dietro compenso (dalle 50 alle 100 mila lire) più il 15% del valore degli esami di laboratorio e regali da parte del manager. Secondo l'accusa, molti esami non vennero nemmeno effettuati ma fioccarono lo stesso i rimborsi da parte della Regione. La Corte dei conti stimò i danni causati all'erario in 60 miliardi. Longostrevi dopo essere stato arrestato decise di collaborare con gli inquirenti tornando così in libertà nel 1998. Morì suicida alla vigilia del processo di primo grado.

Duilio Poggiolini.

1993: Tangentopoli e Poggiolini

Nel 1993, fu travolto da Tangentopoli Duilio Poggiolini, presidente della Commissione per i farmaci dell'allora Comunità economica europea e iscritto alla P2. Secondo il pool di Di Pietro, Poggiolini era a libro paga delle case farmaceutiche per fare inserire i farmaci nei prontuari manipolandone i prezzi. A riscuotere le mazzette delle multinazionali era la moglie Pier di Maria, anch'essa arrestata e morta nel 2007. Quando venne catturato latitante sotto falso nome in una clinica di Losanna, gli inquirenti trovarono su un conto svizzero intestato alla consorte 15 miliardi di vecchie lire. Nulla in confronto al cosiddetto 'tesoro Poggiolini': lingotti d'oro, gioielli, quadri, monete antiche, rubli e banconote nascoste perfino nei puff e nei materassi della sua abitazione all'Eur.

L'INCHIESTA DEL SANGUE INFETTO. Il Re Mi da della Sanità, così era stato soprannominato, è sotto processo nell'ambito dell'inchiesta napoletana sul plasma infetto (epatite e Hiv) fornito dal Gruppo Marcucci. Secondo l'associazione politrasfusi, tra il 1985 e il 2008 le vittime di trasfusioni sono state 2.605. Nell'ottobre 2015 l'87enne Poggiolini è stato trovato in una casa di riposo abusiva alle porte di Roma, tra anziani maltrattati, ammassati e confezioni di sedativi.

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