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10 Aprile Apr 2018 1223 10 aprile 2018

Tangenti sanità, arrestati a Milano quattro primari e un dirigente

Due medici dell'ospedale Pini e due del Galeazzi sono stati posti agli arresti domiciliari e un imprenditore è finto in cella nell'ambito di un filone di indagine sulla sanità meneghina.

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Due primari dell'ospedale Pini di Milano, due del Galeazzi e un direttore sanitario sono stati posti agli arresti domiciliari e un imprenditore è finto in cella nell'ambito di un filone di indagine sulla sanità milanese coordinato dai procuratori aggiunti Eugenio Fusco e Letizia Mannella. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dal Nucleo di Polizia tributaria della Gdf. Al centro l'accusa di corruzione per presunte tangenti nell'ambito delle forniture ortopediche.

INDAGINE NATA ALL'ARESTO DI UN ALTRO PRIMARIO. Le persone destinatarie del provvedimento degli arresti domiciliari firmato dal gip Teresa De Pascale sono, per l'Istituto Ortopedico Pini-Cto, Paola Navone, direttore sanitario, Giorgio Maria Calori, responsabile dell'unità operativa di Chirurgia ortopedica riparativa e Carmine Cucciniello, direttore dell'Unità di ortopedia correttiva. Per il Galeazzi, Lorenzo Drago direttore laboratorio analisi e Carlo Luca Romanò responsabile di chirurgia ricostruttiva. Tommaso Brenicci, titolare di una società di Monza specializzate nel settore sanitario è invece finito in carcere. L'indagine nasce da uno sviluppo di quella che un anno fa aveva portato agli arresti un altro primario del Pini-Cto Norberto Confalonieri.

MEDICO MENTI' PER OPERARE. In un'intercettazione di Carmine Cucciniello si sente che Giorgio Maria Calori avrebbe paventato a un «facoltoso paziente l'esistenza di una grave infezione» che, se non curata, avrebbe portato «all'amputazione di un piede» per «manifestare la necessità di procedere ad un'operazione» in una clinica di Milano dove «operava privatamente», anche se l'infezione non c'era. Il gip ha parlato di «approccio interventista» di Calori 'etichettato' da Cucciniello come «delinquente vero».

Milano, protesi in cambio di tangenti: arrestato primario

Il medico Norberto Confalonieri, responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia all'ospedale Gaetano Pini di Milano, è stato arrestato per corruzione e truffa dagli agenti dalla Guardia di finanza, su disposizione del gip Teresa De Pascale.

L'approccio di Calori, ha spiegato il gip, «emerge, nitidamente, dalla conversazione intercorsa il 9 marzo del 2017» all'interno di un'auto tra l'imprenditore Tommaso Brenicci e Cucciniello. Per quest'ultimo Calori era appunto un «delinquente vero» anche per via, ha chiarito il giudice, «di alcune scelte mediche condizionate dal crescente bisogno di denaro e dalle contingenti difficoltà finanziarie in cui versava».

«IL PINI È L'OSPEDALE PIÙ FACILE DEL MONDO». L'inchiesta è andata a vedere anche i flussi di tangenti e l'acquisto di macchinari. «Il Pini è l'ospedale più facile del mondo! (...)», dice Brenicci in una intercettazione contenuta nell'ordinanza, «perché non ci sono gare, se sei amico di un chirurgo usi i prodotti che vuole, cioè è tutto libero, tutto libero!». L'imprenditore descriveva così la «scarsa trasparenza e legalità nelle pubbliche forniture dell'Istituto Ortopedico Cto-Pini».

DENARO IN CAMBIO DI ACQUISTO DA DUE AZIENDE. Brenicci, tra le altre cose, è accusato di aver «corrisposto» a Giorgio Maria Calori, responsabile dell'unità operativa di Chirurgia ortopedica riparativa del Cto-Pini, e al direttore sanitario Navone «denaro e altre utilità perché favorissero l'acquisto» da parte dell'ospedale pubblico «del dispositivo 'MicroDttect', utilizzato per la diagnosi delle infezioni osteoarticolari, e commercializzato dalle società Kubik Medical srl, riconducibile a Brenicci, e 41 srl, riferibile, oltre che allo stesso Brenicci, a Drago Lorenzo e Romanò Carlo Luca», medici dell'ospedale Galeazzi. Calori, in particolare, avrebbe favorito l'acquisto «di dispositivi medici forniti dalle società riconducibili all'imprenditore», tutte attive nel settore del «commercio all'ingrosso di articoli medicali e ortopedici», assicurando «alle stesse», scrive il gip De Pascale, «nel periodo compreso tra il gennaio 2012 e aprile 2017, un ricavo complessivo di 874.162 euro».

Monza, tangenti per impiantare protesi: arrestati 12 medici

Attraverso medici di base compiacenti che "reclutavano" i pazienti, soprattutto anziani, alcuni chirurghi ortopedici avrebbero impiantato protesi che - parole loro - facevano "veramente cagare". Spingevano perché gli ospedali le acquistassero, favorendo così la società produttrice e ottenendo in cambio denaro, viaggi pagati, cene e regalie varie. INDAGATA LA DITTA CERAVER.

Dalle carte sono emersi anche altri dettagli. La promessa di uno stage per la figlia in una delle società dell'imprenditore ora in cella Tommaso Brenicci, un cesto di Natale da 1000 euro e il pagamento spese per un congresso a Parigi e uno in Alto Adige. Tutte 'utilità', come scrive il gip nell'ordinanza, percepite da Paola Navone, direttore sanitario del Cto-Pini, per introdurre all'Istituto ortopedico un dispositivo per la diagnosi di infezioni articolari commercializzato dallo stesso imprenditore con una società riferibile anche ad altri due primari arrestati.

RILEVAZIONI PARTITE DA UN PAZIENTE. Cucciniello raccontava, dunque, di essere venuto a conoscenza direttamente dal «paziente coinvolto» dell'episodio dell'infezione. Il paziente avrebbe raccontato a Cucciniello, stando all'intercettazione, che Calori gli disse che c'era bisogno di una «tac urgentissima» perché «ho un'infezione gravissima (...) io gli ho spiegato poi gli ho detto che ero lì perché non mi fa male il piede che mi ha operato Malerba mi fa male l'altro, lui ha detto non importa, casomai potevamo operare tutte e due, ma comunque quello lì c'era un'infezione gravissima». Un altro medico, però, smentì al paziente l'esistenza di quell'infezione, stando sempre all'intercettazione e al racconto di Cucciniello: «La pelle del piede è bella come un bambino per cui ha detto guardi che non ha assolutamente un'infezione».

NAVONE NEL 2017 PROMETTEVA UN PIANO ANTICORRUZIONE. E dire che il 27 marzo 2017 dopo l'arresto di Confalonieri, Navone (che è stata anche responsabile del Noc, il Nucleo operativo di controllo della Asl di Milano) finita ai domiciliari, dal salotto di Porta a Porta assicurava: «Il Piano Anticorruzione verrà attuato al Pini al più presto». E, ancora: «Abbiamo fornito alle autorità che ce l'hanno chiesta la lista di tutte le attività sugli impianti protesici, che fanno parte di un flusso di dati che è controllato». Non solo. Navone venne anche 'sfiorata' da un'inchiesta di una decina di anni fa che riguardava presunte falsificazioni di cartelle cliniche per rimborsi sanitari all'ospedale San Carlo. il direttore sanitario risulta anche essere fra i firmatari del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e delle illegalità per gli anni 2016-2018 del Pini/Cto.

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