Terremoto Marche Scossa Magnitudo Macerata Pieve Torina
10 Aprile Apr 2018 0807 10 aprile 2018

Terremoto, scossa di magnitudo 4.6 nel Maceratese

Il sisma è stato registrato alle 5:11 con epicentro a 2 km da Muccia, in provincia di Macerata, ed ipocentro a 9 km di profondità. Danni a Pieve Torina dove sono state chiuse le scuole. Ferma la linea ferroviaria Civitanova Marche-Macerata.

  • ...

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.6 è stata registrata alle 5:11 con epicentro a 2 km da Muccia, in provincia di Macerata, ed ipocentro a 9 km di profondità. Lo riporta l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Oltre che nelle Marche, la scossa è stata chiaramente avvertita anche in Umbria.

IL SIDACO DI PIEVE: «POPOLAZIONE PROVATA». Il sindaco di Pieve Torina (Macerata), Alessandro Gentilucci ha parlato di «ulteriori danni rispetto a quelli già avuti» dal forte terremoto del 2016. «La popolazione è molto provata», ha commentato Gentilucci parlando con i media, «Si ricominciano ora i sopralluoghi per verificare che la tenuta statica degli edifici sia adeguata. Siamo stamani in giro con l'auto della protezione civile per verificare i danni».

QUATTRO FAMIGLIE EVACUATE. Il primo cittadino ha anche spiegato che quattro famiglie sono state evacuate per i danni (crepe e cedimenti) e i rischi di stabilità interni di altrettanti immobili. Una ventina le persone, tra cui bambini, allontanate dalle abitazioni per rischi di crolli interni dopo l'ultima scossa. Altre verifiche sono in corso.

«Oggi chiudiamo le scuole. Abbiamo dei danni e stiamo verificando anche le Sae (soluzioni abitative in emergenza, ndr)», ha aggiunto Gentilucci. Dopo la scossa avvenuta a Muccia Trenitalia ha deciso di sospendere termporaneamente la circolazione lungo la linea interna Civitanova Marche-Macerata per effettuare controlli sulla tenuta della strada ferrata. Resta però ferma la tratta tra Macerata e Albacina.

CROLLATO UN CAMPANILE A MUCCIA. A Muccia, 920 abitanti di cui 550 sistemati nelle soluzioni abitative d'emergenza e solo 120-130 residenti in case agibili, le vibrazioni hanno fatto tremare le Sae con caduta di oggetti e persone che si sono riversate in strada. «La nostra preoccupazione è che anche le pochissime casa rimaste agibili divengano inagibili», ha detto il sindaco di Muccia, Mario Baroni, «avremmo ulteriori sfollati e problemi. Speriamo che ciò non avvenga e di far rimanere a casa le persone. È caduto però il campanile della chiesa del '600 Santa Maria di Varano che era già inagibile». In paese c'è «paura e insicurezza a causa delle scosse continue», ha continuato il primo cittadino, «altre superiori a 4 si erano verificate nel gennaio dello scorso anno».

SISMA SENTITO A PERUGIA E L'AQUILA. Dopo il forte sisma del Centro Italia del 2016, nella zona di Muccia la terra era tornata a tremare con frequenza e intensità già da alcuni giorni. In particolare, il 4 aprile se ne erano registrate una di magnitudo 4 alle 4:19 e una di magnitudo 3.6 alle 20:41. L'epicentro di questa ultima scossa di magnitudo 4.6 è stato a 53 km da Perugia, 65 da Terni e 85 dall'Aquila. Già si sono registrate 4 lievi repliche di magnitudo 2 o 2.1.

Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha spiegato che l'evento del 10 aprile è ancora legato alla sequenza del 24 agosto 2016. Il sisma di magnitudo 4,6 e le repliche, almeno tre delle quali di magnitudo fra 3 e 4, «rientrano nel margine settentrionale della sequenza che si è attivata il 24 agosto 2016». «Da un mese», ha proseguito Doglioni, «ha iniziato a mobilizzarsi la zona che si trova nel margine settentrionale del volume che si è attivato nell'agosto del 2016. All'inizio abbiamo assistito a poche decine di eventi, poi sono diventati 200, la settimana scorsa sono diventati 300 in un crescendo che ha portato a una scossa relativamente maggiore».

INVG: SEQUENZA DESTINATA A PROSEGUIRE. Doglioni ha poi spiegato che la la sequenza che si è attivata il 24 agosto 2016 è probabilmente destinata proseguire. «È normale che una sequenza che ha mobilitato un volume così grande duri a lungo», ha osservato il presidente dell'Ingv. «Per una sequenza che ha mobilizzato un volume più piccolo, come quella legata al terremoto de L'Aquila del 2009, sono stati necessari tre anni per tornare a un'attività con valori confrontabili a quelli precedenti all'evento. È quindi possibile che la sequenza che si è attivata nell'agosto 2016 duri ancora non meno di un anno», ha aggiunto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso