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16 Aprile Apr 2018 1756 16 aprile 2018

Pubblica amministrazione, come funziona il rinnovo delle Rsu

Quasi 2,5 milioni gli statali verranno chiamati alle urne per rinnovare le rappresentanze sindacali. I nuovi delegati avranno più poteri per negoziare parte dei contratti. Le cose da sapere.

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È tempo di elezioni anche per il pubblico impiego. Sono quasi 2,5 milioni gli statali chiamati a votare i loro nuovi rappresentanti sindacali. Le urne saranno aperte per tre giorni, fino a giovedì 19 aprile, in tutte le amministrazioni pubbliche, dalla sanità alla scuola. E potranno dire la loro anche i precari, con rapporti a tempo determinato.

PRESTO NUOVO TAVOLO PER IL CONTRATTO. I candidati che avranno la meglio andranno a contrattare il salario integrativo con più poteri rispetto a prima, almeno in fatto di premi, carriere e organizzazione dei turni. Le regole, dopo la riforma Madia e lo sblocco dei rinnovi, sono, infatti, cambiate. Soprattutto alle Rsu toccherà rilanciare un'altra stagione contrattuale, visto che quella appena conclusa, con gli aumenti di 85 euro mensili, scade già a fine anno.

SIGLE AUTONOME PRONTE ALLA BATTAGLIA. La posta in gioco è quindi alta e la sfida vede in campo oltre ai confederali anche i sindacati autonomi, che, come l'Usb, dichiarano guerra «alle burocrazie sindacali di CgilCislUil». La battaglia è già iniziata da qualche settimana e ognuno ha presentato i suoi programmi elettorali, tarandoli sulle singole realtà (circa 80 quelli della Cgil). Non è facile fare previsioni visto che la mappa del pubblico impiego è cambiata.

TUTTE LE SIGLE CHIEDONO ALTA PARTECIPAZIONE. Se prima i comparti erano undici ora sono quattro. Fusione che potrebbe riservare qualche sorpresa. Su un punto tutte le sigle sembrano però unite: in coro auspicano una partecipazione nutrita al voto. Ma non ci dovrebbero essere rischi: guardando al passato l'affluenza è stata sempre massiccia (di solito oltre l'80%). Si tratta di eleggere «lavoratori che garantiranno l'attuazione dei nuovi contratti, rivendicando diritti e dignità», ha tenuto a sottolineare la leader della Cgil, Susanna Camusso.

I SINDACATI: «ORA LE RSU HANNO PIU' POTERI». La categoria dei lavoratori pubblici della Cgil ricorda come sia stata «cancellata la legge Brunetta» e quindi le Rsu avranno, ha sottolineato Serena Sorrentino, voce in capitolo sugli «aumenti della retribuzione economica attraverso la contrattazione decentrata». Nel suo appello al voto la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, si è detta pronta al cambiamento: «dobbiamo voltare rispetto all'invasività della politica che spesso ha coperto sprechi», «episodi di corruzione» e «casi davvero eclatanti di assenteismo».

CISL: «A LAVORO PER SBLOCCARE ASSUNZIONI». Ma c'è di più, ci sarà da mettere mano allo «sblocco delle assunzioni», ha fatto notare Maurizio Petriccioli (Cisl Fp). Se le Rsu, cellule della rappresentanza sindacale, «erano state messe all'angolo per lunghi anni», ora «potranno tornare protagoniste», ha detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. Queste giornate acquisirebbero poi un carattere simbolico: «ricorrono i vent'anni dalle prime votazioni», rimarca Antonio Foccillo (Uil).

LE SPINE DEL GOVERNO PER I PROSSIMI CONTRATTI. Di «riscatto» dei lavoratori, «risorsa e non costo», ha parlato la Confsal Unsa con Massimo Battaglia. Di certo, le questioni che oggi sono di contesa elettorale domani saranno destinate a ricadere sul governo che preparerà la prossima finanziaria, dal ripristino del turnover ai soldi per i contratti 2019-2021.

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