Barbagallo,morti lavoro come inizio '900
1 Maggio Mag 2018 1238 01 maggio 2018

Primo Maggio, la Festa del lavoro tra manifestazioni e politica

Cgil, Cisl e Uil hanno sfilato compatti a Prato per chiedere maggiore sicurezza. Appello del presidente Sergio Mattarella per la tutela e la lotta alle disuguaglianze: «Solidarietà e sostegno per chi è precario».

  • ...

Il Primo Maggio del 2018 è stato dedicato alle vittime sul lavoro con diverse manifestazioni lungo la penisola. Il tutto senza dimenticare la politica e il lungo stallo sulla formazione del governo. Cgil, Cisl e Uil hanno scelto la città di Prato per celebrare la festa dei lavoratori. Ad accompagnarla lo slogan "Sicurezza: il cuore del lavoro", che ha aperto anche il corteo dei lavoratori, al quale hanno preso parte i segretari generali delle tre confederazioni, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Il corteo, dopo aver sfilato per le vie della città, si è fermato in piazza del Duomo dove, dal palco, sono interventi dei tre leader sindacali.

Sindacati in marcia a Prato per la sicurezza sul lavoro

«Oggi siamo allo stesso livello di mortalità del 1911 e questo vuol dire che non stiamo facendo nulla», ha detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. «Si mette al primo posto il profitto», ha sottolineato Barbagallo e invece bisogna investire di più sulla sicurezza sul lavoro e anche «aumentare le sanzioni». «La somma di mancati investimenti e precarietà ha determinato disattenzione alle norme di sicurezza» sul lavoro. «Ancora troppi insistono a dire che sono dei costi e devono essere tagliati», ma non è così, ha sostenuto la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso. «Non ci sono investimenti su questo tema. Nonostante tanta tecnologia, non la si usa per creare le condizioni di sicurezza. Inoltre c'è tanta ricattabilità che deriva dalla disoccupazione e dalla precarietà», ha aggiunto. L'aumento dei controlli, ha concluso, «è una delle strade per risolvere il problema».

FURLAN: «NON SI PUO' PIU' MORIRE SUL LAVORO». Dello stesso avviso anche la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: «Tredicimila morti sul lavoro negli ultimi dieci anni sono il tributo che abbiamo pagato e che non vogliamo pagare più. Basta, non si può e non si deve morire di lavoro», ha detto lanciando poi «un appello forte che oggi si leva da tutte le piazze italiane, dal nord al centro, al sud». Un appello rivolto alle imprese, ma anche alle istituzioni, ha aggiunto Furlan, sostenendo che «l'Italia deve ripartire dal lavoro e dalla sua sicurezza».

OMAGGIO AL CIMITARO DI MARCOGNANO. La città di Prato, hanno spiegato i sindacati, «rappresenta un'importante e simbolica realtà industriale dove il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è fortemente sentito». Prima della manifestazione nazionale, Camusso, Furlan e Barbagallo si sono recati al cimitero monumentale di Marcognano, in una frazione del comune di Carrara, per deporre una corona al monumento ai caduti sul lavoro e ricordare la tragedia avvenuta alla cava di marmo dei 'Bettogli' il 19 luglio del 1911, in cui persero la vita dieci lavoratori.

TRE MANIFESTAZIONI A TRIESTE. Bandiere dei sindacati, gruppi di palloncini rossi, garofani rossi appuntati all'occhiello o ai baveri anche a Trieste. Al Primo Maggio triestino hanno partecipato centinaia di persone che sono sfilate in corteo per le strade del centro fino a concludere la manifestazione in piazza Unità d'Italia dove si è tenuto un breve comizio con interventi in italiano e in sloveno. La festa dei lavoratori è stata celebrata con tre manifestazioni: quella di Cgil, Cisl e Uil dedicata alla sicurezza e con epilogo in piazza Unità, quella dell' Assemblea cittadina contro precarietà e sfruttamento cui hanno aderito Usb, Cobas e altre sigle e la manifestazione di Confsal e Trieste Pro Patria, in altri luoghi della città.

L'intervento del presidente Mattarella per il Primo Maggio.

L'appello di Mattarella: «Servono politiche per disuguaglianze e precariato»

Dal Quirinale ha lanciato il suo messaggio per la festa dei lavoratori anche il presidente della Repubblica: «Non mancano difficoltà nel nostro cammino. Tuttavia, dove c'è il senso di un destino da condividere, dove si riesce ancora a distinguere il bene comune dai molteplici interessi di parte, il Paese può andare incontro, con fiducia, al proprio domani», ha detto Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha anche ribadito l'importanza della Costituzione: «Siamo orgogliosi della nostra Carta Costituzionale» perché fornisce «una costante sollecitazione a superare gli ostacoli che si frappongono a una piena affermazione del diritto al lavoro, a un buon lavoro», ha detto.

MATTARELLA: «CRESCITA DEL LAVORO PRIORITA' DEL GOVERNO». «La crescita del lavoro e la sua qualità restano necessariamente centrali per ogni strategia di governo. Il lavoro è la priorità, avvertita dalla stragrande maggioranza dei nostri concittadini», ha sottolineato ancora il presidente. La crescita in Italia prosegue, «sebbene a un passo più moderato rispetto all'area euro». Bisogna sfruttare questa crescita «per cancellare l'area della povertà e la forbice della diseguaglianza». Mattarella ha parlato anche di chi è senza lavoro: «La disoccupazione dei giovani è ancora troppo elevata, e al sud la mancanza di lavoro ha proporzioni inaccettabili» e anche l'occupazione femminile che «resta sensibilmente inferiore rispetto alla media dei Paesi Ue».

«SOLIDARIETA' A CHI SOFFRE E CERCA LAVORO». «Desidero manifestare, in questa giornata, la mia solidarietà e il mio sostegno a tutti coloro che sono alla ricerca di un lavoro, a quanti un lavoro vogliono intraprendere, a coloro che soffrono per averlo perduto, a chi ha occupazioni precarie, o parziali, e non per propria volontà. Soprattutto intendo esprimere vicinanza e incoraggiamento ai giovani: non possiamo fare a meno del loro lavoro, della loro passione, della loro intelligenza, della loro maggiore sintonia con le straordinarie trasformazioni che segnano il nostro tempo», ha infine concluso il presidente.

Il Primo Maggio della politica pensando al governo

Il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina ha partecipato alla manifestazione nazionale dei sindacati a Prato ed è stato accolto da strette di mano, saluti e selfie dei partecipanti al corteo. «Il Pd non deve estinguersi», gli ha detto uno dei manifestanti. «E no, certo», ha risposto Martina sottolineando però che bisogna lavorare «tutti insieme». «Il problema non è come mi sento io. Io faccio il mio mestiere e sicuramente continuerò. Ma ho bisogno di fare un lavoro di squadra, non riesco ad immaginare il lavoro di un segretario fuori dalla collegialità, dall'idea di una squadra nel pieno rispetto delle opinioni di tutti, però marciando uniti», ha detto il reggente dem a margine della manifestazione. «Chiedo questo e penso che le condizioni ci siano, però bisogna guardarsi negli occhi e sapere che se si fa questo mestiere non lo si fa per un'ora lo si fa tutti insieme, sempre», ha aggiunto.

Va rivisto il Jobs act, vanno rifondati i centri per l'impiego e va assicurata una pensione dignitosa a chi ha lavorato...

Geplaatst door Luigi Di Maio op dinsdag 1 mei 2018

Completamente diversa la Festa dei lavoratori per il leader del Carroccio Matteo Salvini che ha fatto gli auguri postando un video su twitter nel quale manovra una ruspa: «Buon 1 maggio, amici. Prendo lezioni di ruspa! Faccio bene???#andiamoagovernare». Sempre via social è arrivato invece il commento di Luigi Di Maio. Revisione del jobs act e della legge Fornero, centri per l'impiego e pensione di cittadinanza «sono tutte cose che eravamo pronti ad inserire nel contratto di Governo per cambiare finalmente l'Italia» ma «sono tutte cose che gli stessi partiti che oggi vi riempiranno di auspici e moniti si sono rifiutati di fare perchè hanno preferito tenersi stretti Berlusconi e Renzi piuttosto che cambiare tutto. Andiamo al voto il prima possibile!», ha scritto il leader pentastellato su Facebook.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso