Strage Bologna, nuova perizia su bomba
POLEMICHE
9 Maggio Mag 2018 1200 09 maggio 2018

Strage di Bologna, l'ex Nar Ciavardini: «Anche io una vittima»

Nel processo che vede imputato Cavallini per concorso nella strage che ha fatto 85 morti e 200 feriti, fanno discutere le parole dell'uomo condannato in via definitiva 11 anni fa: «Paghiamo l'onta di un'offesa».

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«Sono l'86esima vittima». Parole di Luigi Ciavardini, condannato per l'attentato del 2 agosto 1980, durante una pausa del processo Cavallini, davanti a una parente delle vittime: «Forse siamo 89. Possiamo inserire anche tutti gli altri condannati per questo processo che stanno pagando ancora l'onta di questa offesa. Non togliamo nulla al nostro passato, ma per questa strage non abbiamo nessun tipo di colpevolezza», ha aggiunto.

IN SEMILIBERTÀ DAL 2009. A 38 anni dalla bomba alla stazione e 11 anni dopo la sentenza della Cassazione che lo ha riconosciuto come uno dei responsabili dell'attentato, Luigi Ciavardini è comparso nel tribunale di Bologna per testimoniare nel processo che vede imputato Gilberto Cavallini per concorso nella strage che ha fatto 85 morti e 200 feriti. L'ex Nar, che all'epoca dei fatti era minorenne, oggi ha 56 anni e dopo una condanna a 30 anni dal 2009 è in semilibertà.

LE VITTIME: «SI METTA NEI NOSTRI PANNI». «Si metta nei panni di un genitore e delle 85 vittime e 200 feriti», ha detto Anna Pizzirani, vicepresidente dell'associazione familiari vittime della strage di Bologna. «Sono 86, anche io mi reputo una vittima di questo processo, con tutto il rispetto per il resto», ha risposto Ciavardin. Questo il dialogo, a 38 anni dall'attentato, tra l'ex terrorista e la rappresentante delle vittime, avvenuto sulla soglia della Corte d'Assise del tribunale, davanti ai giornalisti. «No, lei rimanga nelle sue posizioni», ha replicato Pizzirani. «Avevo voglia solo di salutarla», ha detto quindi Ciavardini. «Ho piacere che mi abbia riconosciuto. Ho seguito il processo tutti i giorni in aula, in via del Pratello. Lei non c'era perché in semilibertà», ha detto Pizzirani. E Ciavardini: «Non siamo scappati, questo è importante. Abbiamo accettato il processo, permetteteci di dire che l'innocenza rimane».

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