Rigopiano: indagati vertici Regione
GIUSTIZIA
16 Maggio Mag 2018 1818 16 maggio 2018

Rigopiano, indagati i vertici della Regione dal 2007 a oggi

Concorso in omicidio, lesioni e disastro colposo le accuse a vario titolo per la tragedia costata la vita a 29 persone. Si va verso un maxi-processo.

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Concorso in omicidio, lesioni e disastro colposo: nell'inchiesta sulla tragedia di Rigopiano irrompono tutti i vertici della Regione Abruzzo dal 2007 a oggi. La procura di Pescara ha iscritto sul registro degli indagati gli ex presidenti della Giunta d'Abruzzo Ottaviano Del Turco, Gianni Chiodi e l'attuale Luciano D'Alfonso e con loro gli assessori alla Protezione civile da quella data, ossia Tommaso Ginoble, Daniela Stati, Gianfranco Giuliante e l'attuale con delega Mario Mazzocca. Più altri funzionari regionali.

OLTRE 30 GLI INDAGATI. Ora il totale degli indagati che devono rispondere dei 29 morti della valanga finita sul resort a Rigopiano di Farindola sono oltre 30. La procura di Pescara ha spiegato che questi nuovi indagati sono un atto dovuto dopo lo sviluppo delle indagini dei carabinieri forestali perchè ora bisogna «approfondire il tema dei tempi, modi e risorse finanziarie necessarie per la redazione della Carta Localizzazione pericolo valanghe da parte dell'Ente regione Abruzzo sia nelle sue articolazioni politiche che tecniche amministrative a far tempo dall'emergere nel 2007 nell'ambito della carta storica delle valanghe del sito di Rigopiano, nonché in punto di gestione regionale della emergenza neve nel gennaio 2017».

VERSO UN MAXI-PROCESSO. È insomma l'ultimo tassello che mancava per la definizione del processo che a questo punto visti gli indagati diventerà il maxi-processo di Rigopiano. Secondo la magistratura finisce così «l'intento di attribuire delle responsabilità alle istituzioni che non hanno funzionato», come ha detto il capogruppo M5s in Regione Sara Marcozzi. E viva soddisfazione anche da parte dei familiari delle vittime che dichiarano di aver visto nell'operato dei pm: «Oggi un raggio di sole ha colpito i nostri cuori lacerati dal dolore. Era ciò che ci aspettavamo, una risposta dallo Stato contro una parte di esso che non ha funzionato e non ha garantito i principi sanciti dalla Costituzione ai suoi cittadini».

«NON DEVONO PASSARLA LISCIA». Rincara la dose su Facebook il papà di una delle vittime: «Questa volta non devono passarla liscia», ha scritto Alessio Feniello, papà di Stefano, una delle 29 vittime della tragedia dell'hotel Rigopiano. Tra gli indagati l'unico che ha voluto esprimere un parere è stato Mario Mazzocca, sottosegretario alla Giunta Regionale, il quale ha spiegato: «Non ho alcun commento da fare, sia per rispetto delle vittime di Rigopiano che dei loro familiari, sia per il lavoro che sta svolgendo la magistratura inquirente, che mi risulta al momento non essere ancora concluso. Per quanto mi riguarda ho ragione di ritenere che sussistano le condizioni affinché la vicenda possa chiarirsi nel più breve tempo possibile».

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