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Editoria 16 Ottobre Ott 2010 1842 16 ottobre 2010

Piccoli ebook crescono

Ecco come i libri digitali stanno scalando il mercato.

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di Stefania Leo

Nell’ultima Buchmesse di Francoforte non sono stati i libri tradizionali ad aver fatto notizia, né gli esordienti di cui sono stati venduti i diritti a mezzo mondo, come nel caso di Lorenza Ghinelli con Il divoratore (leggi l’intervista) e il bestseller dell'estate, Acqua in bocca di Carlo Lucarelli e Andrea Camilleri.
Il vero protagonista della fiera più importante dell’editoria mondiale è stato l’ebook. Attorno a questo nuovo fenomeno stanno ruotando, oltre ai lettori, anche editori e distributori. La febbre digitale sta salendo come la moltiplicazione esponenziale degli ebook reader.

Parole digitali: gli ebook reader

I vertici di Simplicissimus Book Farm, leader italiano nel mercato ebook reader, hanno dichiarato che in Italia la vendita di questi oggetti è in continua ascesa e nell’ultimo trimestre del 2010 contano di venderne oltre 50 mila.
Simplicissimus è la prima azienda del nostro Paese ad aver commercializzato gli e-reader della francese Bookeen sul proprio sito, nella catena Mediaworld e ora, tra gli altri, anche nei negozi Melbookstore.
Trai i dispositivi, il leader del mercato potrebbe presto diventare l’iPad, l’unico prodotto finora in grado di diventare il dispositivo non telefonico più venduto al mondo nel suo primo anno di vita. Si prevede che il 2010 si chiuderà con circa 211mila apparecchi venduti e l'applicazione iBook relativa ai libri promette di rivoluzionare il mercato, nonostante alcuni blog in America (vai all'approfondimento) riferiscano che il successo sia ancora lontano.
Qui però, tramite iBook, non si possono ancora acquistare libri in lingua italiana. Così, in Italia si è costretti a ricorrere alla creazione di vere e proprie applicazioni che permettono di leggere i contenuti di un libro, come hanno già fatto Tunué con la graphic novel Cambio pelle di Marina Novelli, e Newton Compton con Il Mangiarozzo, la guida delle migliori trattorie e osterie.

Il dilemma: scegliere il dispositivo giusto

Per chi volesse mantenere separata l’esperienza di lettura dall’incursione di videogiochi e filmati, ma conservando la possibilità del wi-fi e dell’acquisto di nuovi volumi digitali in tempo reale, la scelta dell’ebook reader ideale non potrebbe essere più difficile, tanto che sia il Wall Street Journal che Ebookreaderitalia.it hanno pensato a una guida: la prima divertente (vai alla guida), la seconda più tecnica (vai alla guida).
Telecom Italia, in occasione del lancio della piattaforma Biblet, ha annunciato che verrà prodotto un tablet da Sagem venduto con il marchio Tim: inchiostro elettronico, collegamento al portale proprietario per l’acquisto di ebook, prezzo compreso tra i 250 e i 300 euro. A Natale sarà il momento di OliPad, un tablet a colori realizzato in collaborazione con Telecom. E poi Kindle, Cybook, Samsung E60 e Galaxy: l’offerta è disorientante. Basta ragionare sul cosa si vuole da un reader: un supporto di lettura o una piattaforma multimediale?

L'Italia è ancora indietro

Affacciandosi al mercato dell’editoria digitale, il settore in Italia si trova a dover fare i conti con contratti inadeguati ai diritti “elettronici”, la mancanza di lettori alfabetizzati per la lettura di ebook e la carenza di dispositivi.
Eppure la sfida era stata lanciata da molto tempo. Antonio Tombolini, amministratore delegato di Simplicissimus Book Farm, è stato uno dei precursori in Italia nel campo della vendita dei reader ma soprattutto della diffusione del “pensiero ebook” e nel 2010 ha ceduto il 35 per cento della sua azienda al gruppo Giunti.
Finora l’offerta proposta dal mercato italiano si è concentrata soprattutto sulla digitalizzazione di bestseller e long seller, e adesso è molta l'attesa per quanto riguarda i libri scolastici. C’è anche chi ha guardato a questo mercato come banco di prova per nuovi talenti. Gems (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) ha infatti investito 100 mila euro per il concorso “Io Scrittore” che lancerà presto sul mercato 30 nuovi autori esordienti le cui opere verranno pubblicate solo come ebook.
Molti editori si fermano ancora davanti al problema del Digital Rights Management (la gestione dei diritti digitali), ora gestibile con tre tipi di scelta: con formato totalmente chiuso, come il pdf; conformato parzialmente chiuso grazie all’utilizzo di un watermarking, un ex-libris moderno, che reca tutte le informazioni del proprietario dell’ebook; un formato aperto, come epub.
Questo timore di essere depredati dai pirati informatici sembra un film già visto, per esempio, per il mercato musicale che, nella lotta contro Napster e simili, ora assegna il 28 per cento delle vendite a iTunes per il solo mercato degli Stati Uniti (fonte Npd Group).

Il libro elettronico fa risparmiare tutti

SBF Stealth, BookRepublic, Biblet e Edigita: sono l’equivalente digitale dei distributori che portano i libri degli editori in libreria. In questo caso, le piattaforme che distribuiscono ebook ricevono i prodotti editoriali da digitalizzare compatibilmente con i diversi standard da reader e li commercializzano.
Tradizionalmente i distributori sono considerati il collo di bottiglia del ciclo economico editoriale, il punto in cui gli editori investono tra il 50 e il 60 per cento del prezzo di copertina di un libro. L’ebook corre lo stesso rischio?
«No», chiarisce Antonio Tombolini, amministratore delegato di Simplicissimus Book Farm. «Per Stealth tratteniamo il 5% delle vendite. Il 30-35 per cento va al retailer, cioè la libreria online Stealth fornisce ebook a ibs.it e bol.it, e il resto all'editore, a cui resta solo da pagare l'editing e l'autore. Non ci sono più costi di stampa e distribuzione fisica e soprattutto niente più resi da invenduto, né mancate vendite da titolo esaurito».
Un dato significativo, considerato che, rispetto al sistema di distribuzione tradizionale, l'editore salva circa il 20% del prezzo di copertina, non più disperso fra costi infrastrutturali e sovrasconti promozionali.

Biblet, il gigante di Telecom per la distribuzione

Naturalmente anche gli stessi distributori venderanno su portali retailer proprietari, come Biblet.it, la creatura di Telecom Italia che, chiuso l’accordo con Mondadori e annunciata l’operazione in pompa magna a Francoforte, comunica che entro fine anno avrà i cataloghi di più di 10 gruppi editoriali sulla propria piattaforma.
Fra questi, oltre al gruppo di Segrate e le sue case satelliti, ci sarà anche Giunti. La casa milanese ha annunciato proprio in questi giorni che, per il lancio del nuovo romanzo di Susanna Tamaro, scatterà una strategia per l’ebook che funzionerà in parallelo: chi acquista il volume cartaceo, potrà scaricare gratis l’ebook.
Biblet commercializzerà contenuti non solo visibili sul tablet Sagem, in vendita sul sito a 250 euro. Gli ebook acquistati sulla piattaforma Telecom saranno consultabili anche su altri reader. A chi gli ha chiesto durante la Buchmesse le previsioni di mercato per l’ebook, Riccardo Cavallero, direttore generale Libri Trade Mondadori, si è limitato a fare una necessaria premessa: «In questo momento, qualsiasi ipotesi sarà sicuramente sbagliata».
Tuttavia, il dg prevede che la vendita di ebook raggiungerà per il 2015 il 15% del mercato in Italia, pari a 200-250 milioni di euro, contro il 35 per cento stimato per lo stesso anno negli Usa. Ma, come dice lo stesso Stefano Mauri, presidente di Edigita, le proiezioni di mercato per i primi tre anni indicano un andamento in perdita.

Una nuova opportunità per i piccoli editori

Il mercato degli ebook non è affatto precluso ai piccoli editori che, stando alle occasioni che il web ha sempre offerto a soggetti non forti economicamente ma con grandi idee, dovrebbero essere i protagonisti di questa rivoluzione.
Ne è un segno la nascita del terzo polo, BookRepublic, sul mercato dallo scorso luglio, venuto prima di Edigita e Biblet. Si tratta di un consorzio creato da Marco Ferrario e Marco Ghezzi attraverso la società Digitpub. In BookRepublic sono riuniti 46 piccoli e medi editori, tra cui Iperborea, Isbn, Marcos y marcos, Minimum fax, Raffaello Cortina Editore, Voland e, da pochi giorni, anche Mondadori, per un totale di circa 2000 titoli disponibili online.
«La marcia in più della creatura di Marco Ferrario è non solo l’esperienza, ma anche l’essere social oriented», spiega Francesca Colletti, web communicator di BookRepublic. «Si crea una sinergia con le case editrici nella promozione sia dei prodotti, sia degli eventi ad essi legati.
La forte presenza su Facebook, Twitter, Friendfeed raggiunge i lettori in modo diretto, democratico e partecipativo. In più, al contrario dei colossi, noi abbiamo scelto di adottare il formato epub con watermarking».
Qual è il motivo per cui un editore, invece di gestire questo mercato in proprio, sul proprio sito con i propri file, si affida a queste piattaforme? «Anche i produttori di vino vendono in enoteca per raggiungere l'utente che ha voglia di scegliere tra tante etichette. Poi di tanto in tanto si va anche in cantina, che per noi è naturalmente il sito dell'editore» chiarisce Colletti.

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