Wikipedia 110804170821
CULTURA
6 Agosto Ago 2011 1800 06 agosto 2011

Nuova Wikipedia

Collaborazioni con le istituzioni per arricchire l'enciclopedia online.

  • ...

Wikipedia è l'enciclopedia online più diffusa sulla Rete.

Tra i profili degli intellettuali dell'era digitale c'è anche l'editor di Wikipedia, che reclama un ruolo sempre più ufficiale nel mondo delle istituzioni culturali e accademiche.
La più grande enciclopedia online del mondo sta cercando modi per affermarsi anche offline e scrollarsi di dosso l'immagine della comunità di autori anonimi, per dare un nome e un'identità al suo impegno.
Lo strumento scelto è un pacchetto di collaborazioni che Wikipedia offre attraverso la sua comunità ad atenei, biblioteche e altri luoghi del sapere.
RIVOLUZIONE CULTURALE GLAM. La metodologia è già stata collaudata nel Regno Unito, in Francia e in Germania e sta iniziando a prendere piede anche in Italia.
Per dirla con le parole di Andrea Zanni, segretario di Wikimedia Italia (la fondazione che gestisce Wikipedia nel nostro Paese), in prospettiva stiamo parlando di una vera e propria «rivoluzione culturale». Questa galassia di progetti si chiama «Glam», acronimo per Galleries, libraries, archives and museums (Gallerie, biblioteche, archivi e musei).

Con Wikipedia le istituzioni digitalizzano il loro patrimonio

Wikipedia da tempo collabora con il British museum per la digitalizzazione degli archivi.

La prima figura di Wikipedian in residence, il redattore di Wikipedia all'interno dei luoghi della cultura, è stata formata in Inghilterra, al British museum. Poi si è passati alla Francia, con un wikipediano a Versailles.
Lo scambio è bi-direzionale: l'editor collabora con le istituzioni, che a loro volta scelgono di digitalizzare il loro patrimonio, con donazioni di libri (è il caso della Francia) o di immagini (come in Germania, con il Bundesarchiv).
Il gioco, ha spiegato Zanni, funziona se le «istituzioni culturali di tutto il mondo comprendono che la nuova logica è aprire, non chiudere».
FORMARE GLI AUTORI DELL'ENCICLOPEDIA ONLINE. Le possibilità sono tante: la British Library si è anche inventata un «editathon», una maratona di contributi. E ancora uno scambio tra 20 wikipediani e la biblioteca, con la possibilità di visitare le mostre e partecipare al backstage, accompagnati dai curatori e dai bibliotecari, prima di scrivere le informazioni sull'enciclopedia.
Il tutto con l'obiettivo di dare spessore e autorevolezza alle voci che riguardavano questo monumento della cultura britannica.

In Italia seminari per creare nuove voci

Andrea Zanni, segretario di Wikimedia Italia.

In Italia il fronte più attivo è il progetto WikiAfrica, grazie al quale sono stati messi a disposizione degli editor di Wikipedia i materiali di istituzioni culturali tra le più disparate, dalla Fondazione Cariplo all'Ismu, passando per il Festival del cinema africano.
Inoltre nel nostro Paese sono stati programmati alcuni seminari, tenuti dagli editor presso alcune biblioteche toscane per la creazione di voci su Wikipedia.
SENZA INGLESE E INFORMATICA. In generale però l'Italia ha reagito con lentezza a queste potenzialità di collaborazione con l'enciclopedia online. Come ha affermato il segretario di Wikimedia Italia, «nel nostro Paese trovare una persona nelle istituzioni della cultura, che abbia un buon grado di scolarizzazione informatica, che sia affascinata dall'idea, che parli un po' inglese e che abbia un'infarinatura sulle licenze open non è facile».
Insomma, per ampliare l'opportunità offerta da Wikipedia, mancano almeno due delle tre famose «I» da insegnare agli italiani: internet e inglese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso