IL CASO
16 Novembre Nov 2011 1910 16 novembre 2011

Se la réclame cerca lo scandalo

Dall'ultima campagna Benetton alle sculture all'aperto. Quando la provocazione è per strada.

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Papa Benedetto XVI e l'imam de Il Cairo.

Una volta si chiamavano molestie, adesso si chiama Arte (con la «a» maiuscola), oppure pubblicità, business, insomma come ci pare. Ma il risultato è sempre quello: non si possono fare quattro passi in pace che subito qualcuno provoca.
L'ultimo esempio è la «campagna choc» di Benetton (guarda la photogallery). Tra le immagini il cartellone gigantesco con il papa che bacia l'imam de Il Cairo (ora ritirato).
IL VATICANO CHIEDE TUTELA PER IL PAPA. Indimenticabili però rimangono le invenzioni di Oliviero Toscani che già nel 1978 aveva messo la citazione evangelica «Chi mi ama mi segua» sotto un polposo lato b femminile (apparteneva alla madre di Kate Moss) per la linea Jesus Jeans. Poi c'erano il prete e la suora che si baciavano, fino alla modella anoressica del 2008.
Toscani non lavora con Benetton, ma il brand ricorda bene lo stile choc. E lo usa.
GLI INCONTRI EXTRACONIUGALI DEL CAV. Ma le provocazioni che si possono incontrare per strada non finiscono qui. Se si passeggia a Milano, in Piazza Affari, oltre al celebre (e molto significativo, dati i tempi) «Dito» di Maurizio Cattelan, proprio davanti alla Borsa è stato srotolato un altro fotomontaggio: questa volta i protagonisti del bacio sono il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il capo del governo cinese Hu Jintao.
Mentre fino a qualche giorno fa, in via Senato, c'era la gigantografia dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che faceva da involontario testimonial a un portale di incontri extraconiugali.
IN MUTANDE IN METROPOLITANA. Ci sarebbe anche una pubblicità progresso francese, quella con una donna tenuta per la testa a livello della cintura di un uomo, con in bocca una sigaretta, come a simulare un rapporto orale.
In metropolitana è invece facile imbattersi il cartellone con un lato b maschile appena velato da un attillato paio di mutande, con la scritta «Tonight I'm your prisoner». E come si può spiegarne il significato, magari alla propria figlia di 10 anni e parecchio orgogliosa di studiare inglese?

A spasso fra interiora di donna e bimbi impiccati

A dare scandalo ci si mettono anche gli artisti. Non i graffitari, che spesso vengono trattati come imbrattamuri, ma che a volte fanno lavori magnifici, ma proprio quelli che dei murales ne hanno fatto un'arte.
Chi passeggia in Piccadilly volente o nolente si trova a contatto con le interiora di una donna incinta: l'opera si chiama «Virgin Mary» ed è di Damien Hirst. Fa venire in mente le 'macchine anatomiche' che si trovano nella cappella dei Sansevero a Napoli, ma quelle bisogna appunto andarsele a cercare e pagare il biglietto per vederle.
Di Cattelan abbiamo oltre al ditone, ci sarebbero anche i famigerati bambini impiccati: nel 2006 fecero imbestialire uno spettatore che ne tirò giù uno.
Ora «business is business», d'accordo, la pubblicità progresso è positiva (forse) e l'arte guai a chi la tocca. Ma lo choc continuo in luoghi pubblici è anche un po' seccante o no?
Viene voglia di passeggiare per strada senza che un qualche genio della comunicazione o dell'arte ci si metta di mezzo con le sue provocazioni. O molestie.

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