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LA VERGOGNA 23 Agosto Ago 2012 1200 23 agosto 2012

Napoli, negli scatoloni libri di Croce e Bruno

L'Istituto italiano di studi filosifici chiude per carenza di fondi.

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Gerardo Marotta, fondatore dell'Istituto italiano per gli Studi filosofici di Napoli.

Un vero e proprio tesoro nascosto in scatoloni.
Edizioni originali di Benedetto Croce e Giordano Bruno, 300 mila volumi, cuore della biblioteca dell'Istituto italiano per gli Studi filosofici di Napoli, ora destinati ad un deposito di Casoria (Napoli).
Il tutto perché non ci sono più soldi per pagare l'affitto e dalle istituzioni non arriva alcun sostegno. «Il Governo ci ha tagliato tutti i fondi», ha accusato l'avvocato Gerardo Marotta, anima dell'Istituto, che ha venduto tutti i suoi beni e ha contratto debiti per salvare i preziosi volumi.
In un'intervista rilasciata al sito www.fanpage.it e ripresa da alcuni organi di stampa, Marotta ha ripercorso con grande amarezza la storia illustre dell'Istituto.
RICONOSCIUTO DALL'UNESCO. Quello stesso Istituto che «l'Unesco, nel 1993 nel rapporto sulla filosofia disse che non aveva pari al mondo», ha ricordato Marotta.
«Qui abbiamo tutto quello che serve ai giovani per recuperare la memoria del Mezzogiorno che è perduta».
A Napoli, ha sottolineato l'avvocato, «fossa dei leoni, dei serpenti, non c'è un posto, neanche un rifugio per i giovani».
E pensare che il suo lavoro è apprezzatissimo anche all'estero: «Il governo tedesco mi ha conferito il premio Goethe. Napoli? Ha soltanto paura dell'Istituto».
DE MAGISTRIS: «IL GOVERNO SE NE OCCUPI». Ma la risposta della città non si è fatta attendere, attraverso le parole del sindaco Luigi de Magistris: «Mi auguro che il Ministero dei Beni culturali si faccia carico delle necessità dell'Istituto di studi filosofici e la Regione possa procedere allo sblocco dei fondi già stanziati», ha detto il primo cittadino.
«La creazione di una biblioteca destinata ai preziosi volumi dell'Istituto di studi filosofici è, infatti, una priorità di valore non solo locale ma nazionale poiché si tratta di un patrimonio storico-culturale che merita la cura massima rappresentando, veramente, un motivo di vanto internazionale per la nostra città e per il Paese».
E il Comune cosa fa? «Pur non avendo competenza in tal senso, abbiamo comunque offerto la nostra piena collaborazione all'Istituto, offrendo per esempio uno spazio all'interno dell'Albergo dei poveri per accogliere gli oltre 300mila volumi, oltre a destinare una parte dei locali anche per l'attività didattica, formativa e di ricerca dell'Istituto stesso e della biblioteca».

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