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DOPO IL CONCLAVE 14 Marzo Mar 2013 1500 14 marzo 2013

Il discorso di Bergoglio, le parole sante del papa

Il saluto di Francesco a San Pietro.

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Il 26 agosto 1978 è stato eletto papa il cardinale Albino Luciani che scelse il nome di Giovanni Paolo I.
Appena eletto, avrebbe voluto parlare alla folla, ma il cerimoniere glielo impedì, obiettando che non fosse nella tradizione. Il sommo padre si pronunciò quindi nella benedizione 'Urbi et orbi' e con le mani inneggiò ai credenti che gli dedicarono un lungo applauso.
Il suo pontificato fu tra i più brevi della storia. La sua morte avvenne infatti dopo soli 33 giorni dalla sua elezione al soglio di Pietro. Viene ricordato con gli affettuosi appellativi di 'papa del sorriso' e 'sorriso di Dio'.

Il breve discorso subito dopo l'elezione è una consuetudine solo recente. Tradizionalmente, il nuovo papa si limitava ad apparire dopo l'annuncio e a impartire, intonandola, la benedizione solenne urbis et orbis, accompagnata dall'indulgenza plenaria per il fedeli.
Il primo pontefice ad affacciarsi dalla loggia centrale della basilica di San Pietro fu Pio XI (Achille Ratti), nel 1922. In precedenza l'affaccio papale avveniva qualche giorno dopo la fumata bianca, e non a San Pietro, ma a San Giovanni in Laterano.
LA BENEDIZIONE COI NUOVI MEDIA. Da quando esistono i mezzi di comunicazione di massa 'in tempo reale', in breve dalla diffusione della radio in poi, la benedizione è stata estesa anche ad ascoltatori non fisicamente presenti, testimonianza del fatto che la sensibilità mediatica della Chiesa cattolica è nata ben prima dei social network.

L'esordio di Francesco: «Fratelli e sorelle, buonasera»

La sera del 13 marzo, al quinto scrutinio, è stato eletto papa Jorge Mario Bergoglio, che ha assunto il nome di Francesco. È il primo papa proveniente dal Sudamerica.
Nel suo primo discorso nelle vesti di vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, dopo aver salutato affettuosamente la folla con un cordiale e semplice 'buonasera', ha chiesto di pregare per il vescovo emerito Benedetto XVI, recitando insieme con tutti i fedeli la preghiera del 'Padre nostro', dell'Ave Maria e del 'Gloria al Padre'.
In seguito ha ricordato lo stretto legame tra il papa e la Chiesa di Roma «che presiede nella carità tutte le Chiese» con un riferimento implicito alle parole introduttive della lettera ai Romani di Ignazio di Antiochia. Ha poi chiesto ai fedeli di pregare anche per lui sottolineando questo momento chinando il capo e rimanendo in silenzio per circa 30 secondi. Dopo aver impartito la benedizione 'Urbi et orbi' e prima di congedarsi, ha nuovamente salutato i fedeli in piazza San Pietro, ringraziandoli per la loro accoglienza.
Si è presentato senza l'abito corale preparato nella sacrestia della cappella Sistina dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie Guido Marini e previsto per l'occasione. Solo al momento della benedizione il nuovo pontefice ha indossato la mozzetta, che poi ha subito tolto.
A differenza di Albino Luciani non ha voluto che il suo nome fpsse seguito dal numero primo.

Il discorso di Francesco ha fatto emergere elementi singolari rispetto a quelli dei suoi predecessori, a cominciare con il colloquiale: «Fratelli e sorelle, buonasera» con cui ha esordito (guarda il video).
Nel suo discorso Jorge Mario Bergoglio non si è mai definito «papa», ma soltanto «vescovo». Umiltà di servitore (come dichiarano gli appartenenti al suo ordine, i gesuiti) o diffidenza tipica del gesuita per la più alta carica della Chiesa cattolica (come pensano alcuni commentatori)?
SENZA STOLA E MOZZETTA. Altro aspetto notevole: Bergoglio è il primo papa della storia a presentarsi senza stola e «mozzetta», la mantellina corta portata dagli alti ecclesiastici.
Anche questo potrebbe essere un segno di umiltà, di rinuncia al lusso, un simbolico avvicinamento allo spirito francescano.
DUE PREGHIERI COI FEDELI. Singolare anche che Francesco abbia pregato due volte in compagnia dei fedeli: la prima invocando preghiera silenziosa per lui, poi recitando Pater, Ave e Gloria.
Il papa non ha cantato, ma solo recitato la benedizione solenne.

Il discorso di Benedetto XVI: «Carissimi fratelli e sorelle»

Il 19 aprile 2005 venne eletto papa Joseph Ratzinger, che scelse il nome di Benedetto XVI.
Il pontefice tedesco, prima di pronunciare le sue prime parole da papa, dedicò un breve saluto ai fedeli con le braccia al cielo e un sorriso disteso. Le sue prime parole furono: 'Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore della vigna del Signore'. Benedetto XVI ha mantenuto un comportamento formale seguendo fedelmente il cerimoniale.

Il discorso di Bergoglio è stato molto differente rispetto a quello di Josef Ratzinger.
Benedetto XVI ha sempre manifestato cura e premura verso la liturgia preconcialiare, quindi verso un generale tono di rituale solennità: nel 2005 cantò la benedizione, subito dopo il discorso che si aprì con un cordiale, ma sostenuto: «Carissimi fratelli e sorelle» (guarda il video).
Il VIGNAIOLO UMILE. Il punto che resta nella memoria nel discorso di Ratzinger è l'essersi definito un «umile lavoratore nella vigna del Signore», metafora frequentissima nelle sacre scritture, dall'antico testamento alla parabola dei vignaioli malvagi dei Vangeli sinottici, naturale per un teologo.

Giovanni Paolo II si presentò lodando Gesù Cristo

Era il 16 ottobre 1978 quando fu eletto papa Karol Józef Wojtyla, che scelse il nome di Giovanni Paolo II. Il vescovo di Cracovia fu il primo papa non italiano dopo 455 anni. Durante il primo discorso ai fedeli in Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II infranse il cerimoniale e rivolse un saluto alla folla prima di impartire la tradizionale benedizione 'Urbi et Orbi'.

Prima di quello che il 28 febbraio è diventato papa emerito, è stata la volta di Karol Wojtyla.
Il suo discorso a braccio subito dopo la fumata bianca, la sera del 16 ottobre 1978, inaugurò un nuovo stile di comunicazione. Senza dare tempo ai cerimonieri pontifici di fermarlo, il neoeletto Giovanni Paolo II esordì con la tradizionale formula di saluto cattolica: «Sia lodato Gesù Cristo» (guarda il video).
IL NUOVO STILE DI WOJTILA. Probabilmente sentì il bisogno di dire qualche parola per 'rompere il ghiaccio' dopo un'elezione che nessuno si aspettava, né i commentatori della Rai dell'epoca (che infatti pronunciarono il suo nome con difficoltà), né gli stessi redattori dell'Osservatore Romano (che dovettero trovare informazioni sul giovane cardinale polacco all'ultimo minuto).
Nell'occasione quello di Wojtyla fu un discorso in cui si confessavano anche imbarazzi e debolezze, cominciando dal «ho avuto paura» e concludendo con il «mi corrigerete», liberatorio per lui e per i milioni di spettatori.

Paolo VI fermato dai cerimonieri come Giovanni Paolo I

Il primo papa ad accennare un tentativo di discorso a braccio subito dopo l'elezione è stato però Paolo VI - al secolo Giovanni Battista Montini - nel 1963, ma venne subito fermato dai cerimonieri pontifici.
La stessa cosa successe a Giovanni Paolo I: anche lui dovette aspettare l'Angelus, la domenica successiva, per parlare con i fedeli accorsi in Piazza San Pietro (guarda il video).

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