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16 Novembre Nov 2013 0830 16 novembre 2013

Tale e quale show, il successo del trash

Successo di ascolti per il format di RaiUno.

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Il programma ha calato il sipario portandosi a casa 5.524.000 spettatori (23,74% di share).

All'inizio erano ben pochi quelli che avrebbero scommesso sul successo di Tale e quale Show. Eppure, con l'ennesima baracconata condotta dal sempiterno abbronzato (anche se non più nella tonalità del cuoio) Carlo Conti, la rete ammiraglia di Viale Mazzini ha sbaragliato ancora una volta gli ascolti.
L'ULTIMA PUNTATA IN ONDA. Mercoledì 13 novembre è andata in onda l'ultima puntata della terza edizione del format che fa gareggiare a suon di gorgheggi 10 vip più o meno sgangherati, tra coloro che abitualmente fanno la questua un po' in tutto il palinsesto delle reti generaliste, quando non riesce loro di arraffare un programma di cucina su Sky.
Così. tra vecchie glorie ormai in disarmo (Riccardo Fogli e Fiordaliso) e qualche eterna promessa dello showbiz nostrano scampata a Chi l'ha visto? (è il caso, per esempio, della rediviva Silvia Salemi), il programma ha calato il sipario portandosi a casa 5.524.000 spettatori (23,74% di share), dopo che la penultima puntata dell'8 novembre aveva raggiunto i 6.854.000 di ascolto medio e il 29,40% di share, con un picco di 8.021.000 poco prima delle 22.
L'ALTERNATIVA AL SONNIFERO. Insomma, come a dire che gli italiani hanno capito che c'è un buona alternativa ai sonniferi per combattere l'insonnia: sintonizzarsi su RaiUno.
Nato in Spagna con il titolo di Tu cara me suena, Tale e quale Show è stato portato in Italia nel 2012 da Endemol con l'idea di farne il programma autunnale preferito dai pensionati d’Italia.
Ma all'insegna del “vecchio è meglio”, in una pacchianissima operazione nostalgia, in un mix carnevalesco a metà strada tra Re per una notte e il più recente I migliori anni il programma, puntata dopo puntata, è riuscito ad allineare anche i critici più scettici ai gusti decisamente meno snob di un folto pubblico di casalinghe nostalgiche.

La ricetta: 10 volti noti e tre giurati

Un'esibizione durante una puntata.

A chi avesse avuto di meglio da fare i venerdì degli ultimi due mesi (la finale è andata in onda mercoledì per lasciare il posto a Italia-Germania), il programma è semplice da spiegare: 10 volti noti vengono fatti esibire sul palco davanti a un terzetto di giurati le cui età, se sommate, portano dritti dritti al Cretaceo superiore (a parte il viso ancora bello di Loretta Goggi, le telecamere ci hanno regalato indimenticabili primi piani delle paresi facciali di Claudio Lippi e Christian De Sica).
IMITARE ALTRI PERSONAGGI CELEBRI. La gara sta tutta nel riuscire a imitare al meglio personaggi celebri del mondo della canzone, anche – o potremmo dire soprattutto - nel look. Gli sventurati concorrenti, infatti, devono sembrare il più possibile fisicamente identici all'originale, da cui, grazie all'apoteosi del trucco&parrucco, l'immancabile effetto Halloween (il resto del meccanismo della gara poco importa: sostanzialmente il vincitore di ogni puntata devolve in beneficenza 5 mila euro).
Così, in queste settimane, il pubblico di RaiUno ha potuto godere dello spettacolo edificante (si fa per dire) di un Riccardo Fogli in versione drag queen intento a imitare la sua ex fiamma Patty Pravo o di un Amadeus nei panni di Sandy Marton (che ha avuto come supporter Fiorello, che su Twitter invitava a votarlo per non farlo arrivare ultimo).

FRIZZI NEI PANNI DI LE BON. Per non parlare poi di Fabrizio Frizzi che, in aderentissimi pantaloni di pelle e trucco da statua di cera di Madame Tussauds, ha straziato The Wild Boys di Simon Le Bon (guarda il video qui su). L'ex Duran Duran, ormai del tutto rincitrullito pure lui, ha addirittura postato l'esibizione del Fabrizione nazionale sul suo profilo Twitter con un cinguettio: «Whooops I done it again» (“L’ho fatto di nuovo”). Contento lui...
Ma come si spiega quindi il grande successo di questo capolavoro del trash? Nel solito modo in cui certe formule televisive riescono ancora ad accaparrarsi il sonnacchioso pubblico generalista del Bel Paese: nostalgia del «si stava meglio quando si stava peggio», un po' di amarcord in salsa nazional-popolare e il consueto cattivo gusto dosato con attenzione.
QUALCHE MOMENTO DI DIVERTIMENTO. C'è da dire che di puntata in puntata lo spettacolo ha migliorato i ritmi ed è riuscito, a onor del vero, a regalare qualche momento di sano (e leggero) divertimento, come i siparietti di Michele Cirilli, che ogni settimana se ne è uscito con una riuscita interpretazione comica in bilico fra tributo e orrore (una per tutti: quella di Orietta Berti, spaventosamente identica all'originale).
Per la cronaca: nella puntata del 13 novembre ha vinto Attilio Fontana, che imitava Lucio Battisti. Chiara Noschese, Riccardo Fogli e Fiordaliso, invece, sono stati definitivamente eliminati e non potranno partecipare al mini-torneo che, venerdì 22 novembre, vedrà i primi otto classificati di quest'edizione sfidare Serena Autieri, Paolo Conticini e Giò Di Tonno (vincitori delle edizioni precedenti). Kaspar Capparoni non ci sarà: a malincuore ha dovuto rinunciare per precedenti impegni di lavoro. Ce ne faremo una ragione.

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