CULTURA 20 Febbraio Feb 2014 0600 20 febbraio 2014

Cinema, 12 anni schiavo arriva nelle sale

Film: il capolavoro di Steve McQueen sbarca in Italia. Grande attesa anche per The Lego Movie. E per Saving Mr. Banks.

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Le nuove proposte cinematografiche in arrivo nelle sale sono all'insegna della qualità e delle emozioni forti.
Dopo le numerose vittorie ai premi internazionali più prestigiosi e le ben nove nomination agli Oscar, 12 anni schiavo arriva finalmente anche nei cinema italiani. Il film diretto da Steve McQueen è una storia dura ed emozionante interpretata ottimamente dal suo intero cast, in cui non manca nemmeno Michael Fassbender, da sempre amico e collaboratore del regista.
POMPEI RIVIVE SUL GRANDE SCHERMO. Drammatico e doloroso risulta anche Lone Survivor, lungometraggio diretto da Peter Berg adattando per il grande schermo la storia vera di una missione dei Navy Seals terminata in tragedia tra le montagne dell'Afghanistan.
Il regista Paul W. S. Anderson non si smentisce e con Pompei regala un'avventura spettacolare, ricca di azione e un pizzico di romanticismo, ambientata nelle drammatiche ore che hanno segnato per sempre la storia della città italiana.
Unisce dramma e commedia, invece, Saving Mr. Banks che ripercorre le fasi che hanno portato alla realizzazione del capolavoro del cinema Mary Poppins attraverso la storia personale della scrittrice P. L. Travers e dei tentativi compiuti da Walt Disney e dal suo team per ottenere la sua fiducia.
LA DURA VITA DELL'IMPRENDITORE. The Lego Movie si rivela poi una delle grandi sorprese di questi primi mesi del 2014 con un mix irresistibile di comicità, divertimento, azione, colori e lezioni di vita destinate a grandi e piccini.
Il mondo dei bambini è al centro anche della commedia Amori elementari: un progetto interessante che propone uno sguardo sull'amore e sulla passione per lo sport da parte di chi sta vivendo il complicato periodo che unisce l'infanzia all'adolescenza.
L'attualità è infine al centro del documentario Solving, dedicato alla crisi economica vista dal punto di vista di un imprenditore, e dell'opera prima Una domenica notte, una commedia ambientata nel mondo del cinema che mostra le difficoltà di un regista nel riuscire a realizzare il proprio progetto.

12 anni schiavo

Steve McQueen conferma tutta la sua forza espressiva e il suo talento nell'avvicinarsi alla realtà con uno sguardo attento, spesso brutale, ma mai gratuito sulla violenza e sul dramma, purtroppo senza tempo, della schiavitù.
12 anni schiavo segue quanto raccontato nel suo memoriale da Solomon Northup (Chiwetel Ejiofor): un violinista, artigiano e padre di famiglia che viene drogato e privato dei suoi documenti, prima di essere venduto a un mercante di schiavi e iniziare a lavorare nelle piantagioni della Louisiana di proprietà di William Ford (Benedict Cumberbatch) ed Edwin Epps (Michael Fassbender). A offrire all'uomo un po' di conforto è la presenza di Eliza (Adepero Oduye) e della caparbia e bellissima Patsey (Lupita Nyong'o), che aiuteranno Solomon a non lasciarsi mai andare alla disperazione e a combattere per riconquistare la propria libertà e dignità.
Il film di McQueen è una lezione necessaria e dolorosa che, nonostante l'ambientazione nel passato, riesce a far riflettere e avere uno stretto legame con il presente. 12 anni schiavo sottolinea con tagliente onestà e sfumature quasi poetiche la forza interiore di uomini e donne privati della propria identità, picchiati e trattati come oggetti, ma tuttavia mai distrutti dai propri aguzzini. Ejiofor è impeccabile nell'esprimere tutte le espressioni della sofferenza e del rimpianto senza tuttavia mai elevare il proprio personaggio a uno stato eroico, mantenendolo sempre un essere umano nella stessa condizione di chi gli sta accanto.
È però l'esordiente Nyong'o a colpire dritto al cuore con un insieme perfettamente equilibrato di innocenza e dignità, anche nell'invocare la propria morte o subire impotente ogni tipo di violenza fisica. La natura umana, così complessa e ricca di contrasti e contraddizioni, è da sempre una materia che McQueen plasma e analizza con rara maestria e, dopo Hunger e Shame, il regista riesce nel difficile compito di raccontare una ferita ancora aperta obbligando a comprendere pienamente la gravità e l'atrocità dell'orrore perpetrato su persone innocenti di ogni età in qualsiasi epoca storica. McQueen ha saputo avvicinarsi alla tematica con profonda onestà e la messa in scena vivida rende 12 anni schiavo un film indimenticabile destinato a lasciare il segno a lungo nella coscienza degli spettatori e nella storia del cinema. Necessario.

Regia: Steve McQueen; genere: drammatico (Regno Unito, Usa, 2013); attori: Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Lupita Nyong'o, Paul Giamatti, Paul Dano, Brad Pitt, Sarah Paulson, Alfre Woodard, Dwight Henry.

Amori elementari

Pur avendo come protagonisti dei ragazzini, Amori elementari prova a rivolgersi a un pubblico adulto ricordando l'innocenza e l'intensità dei primi amori e delle passioni giovanili, riuscendoci a tratti.
Un gruppo di pattinatori e giocatori di hockey parte dalle Dolomiti per arrivare in Russia, dove gli atleti dovranno partecipare a un torneo sportivo. Tra di loro c'è la timida Matilde, la misteriosa Agata, l'ambito Tobia, il solitario Benny e la coppia composta da Katerina e Alexsej.
L'approccio quasi da favola a questa avventura all'insegna del romanticismo e dello sport rischia sempre di essere stucchevole ed esagerata nella sua rappresentazione, ma il regista Sergio Basso riesce sempre a mantenere la situazione ben ancorata alla realtà. La prospettiva è quella dei più piccoli, con tutto il loro entusiasmo e stupore di fronte alle prime esperienze e ritrae con naturalezza quel periodo di passaggio tra l'infanzia e l'adolescenza. Il film possiede inoltre un ritmo scorrevole e piacevole che suscita un po' di nostalgia per quei sentimenti semplici senza filtri tipici dei bambini. Genuino.

Regia: Sergio Basso; genere: commedia (Italia, Russia, 2013); attori: Cristiana Capotondi, Andrey Chernyshov, Olga Pogodina, Rachele Cremona, Andrea Pittorino, Laura Gaia Piacentile, Bonny Mappilamattel, Anna Potebnya, Maxim Bychkov, Camilla Filippi.

Lone Survivor

Peter Berg non risparmia quasi nulla allo spettatore nel ricreare la vera storia della missione di quattro Navy Seals che, sulle montagne dell'Afghanistan, cadono in una tragica imboscata che li obbligherà a combattere in modo eroico. Lone Survivor si basa infatti sul racconto di Marcus Luttrell e per mantenere alto il livello di realismo e intensità emotiva si affida alla bravura dei suoi protagonisti: Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emile Hirsch e Ben Foster.
I primi minuti in cui viene mostrato il duro allenamento dei SEALS lascia ben presto lo spazio alle storie di cinque uomini di cui si lascia emergere con onestà e sensibilità il lato più personale e vulnerabile fin dal risveglio nella base di Bagram. Matthew 'Axe' Axelson (Foster), Danny Dietz (Hirsch), Luttrell (Wahlberg), e Michael Murphy (Kitsch), fanno parte dello stesso team comandato da Erik Kristensen (Eric Bana) e, in attesa di una nuova operazione, trascorrono il tempo allenandosi, scherzando tra colleghi, e sopratutto mantenendo i contatti con le fidanzate, le mogli, i figli che li attendono in patria. Il tentativo di eliminare Ahmad Shah, un pericoloso leader talebano, si trasforma presto in tragedia dopo che i quattro marine in missione incontrano tre pastori afghani. L'operazione Red Wings viene ripercorsa da vicino in tutte le sue fasi e il film diretto da Peter Berg, nonostante qualche libertà stilistica nel gestire la regia, riesce a rendere le sequenze d'azione incalzanti ed emotivamente sconvolgenti pur sapendo fin dall'inizio che lo scontro finirà in modo drammatico. Le sparatorie, gli inseguimenti tra le montagne rocciose, le ferite e i disperati tentativi di sopravvivere non possono lasciare indifferenti e il rapporto tra membri della squadra è costruito in modo tale da creare il giusto coinvolgimento emotivo durante delle sequenze che rischierebbero di limitarsi a essere l'ennesima rappresentazione di uno scontro armato. Il cast, invece, è riuscito a creare il feeling giusto per poter ricordare che i protagonisti sono amici, padri, fidanzati, mariti e figli posti di fronte a una situazione estrema in cui il dolore, la tensione, la sofferenza e lo smarrimento non impediscono tuttavia di preoccuparsi degli altri o di dimenticare la propria umanità. Il regista celebra in modo adeguato, e non troppo retorico, i sacrifici dei militari, e la luminosa fotografia di Tobias A. Schliessler enfatizza la bellezza selvaggia della natura in cui si svolgono gli eventi, fino all'epilogo in cui bene e male si mescolano ancora una volta, dimostrando come siano le scelte compiute dagli individui a dimostrarne il valore, a prescindere dalla nazionalità o dalle idee politiche e religiose. Berg costruisce con sapienza un lungometraggio in grado di lasciare il fiato in sospeso e commuovere, dimostrando inoltre delle ottime capacità tecniche nel saper gestire i passaggi più concitati. Coinvolgente.

Regia: Peter Berg; genere: azione (Usa, 2013); attori: Mark Wahlberg, Taylor Kitsch, Emile Hirsch, Ben Foster, Yousuf Azami, Ali Suliman, Eric Bana, Alexander Ludwig, Rich Ting, Dan Bilzerian.

Pompei

Il regista Paul W.S. Anderson non abbandona la sua passione per la spettacolarità e gli effetti speciali nemmeno avvicinandosi alla storia e, con Pompei, realizza un blockbuster un po' atipico e, quasi inaspettatamente, godibile.
Milo (Kit Harington) è uno schiavo che lavora su una nave nella Pompei del 79 d.C., ma spera di poter ottenere la libertà e sposare l'amata Cassia (Emily Browning), non sapendo che la ragazza è già promessa sposa di un senatore romano (Kiefer Sutherland) e di essere stato venduto a un nuovo proprietario. La situazione precipita quando il Vesuvio esplode e Milo si ritrova distante dalla donna di cui è innamorato e dal suo migliore amico, il gladiatore Attico (Adewale Akinnuoye-Agbaje).
Pompei non brilla sicuramente per accuratezza storica o profondità nel portare in scena situazioni sociali e una dimensione interiore apparentemente sconosciuta ai protagonisti, ma offre una corsa contro il tempo ad alto tasso di spettacolarità e un ritmo incalzante che fa scorrere senza noia il film, interpretato con poco trasporto ma adeguata naturalezza da un cast di buon livello, in cui non sfigurano nemmeno gli interpreti più giovani come Kit Harington ed Emily Browning. Superando i difetti della sceneggiatura e un uso non troppo curato del 3D, Pompei intrattiene senza difficoltà, grazie anche all'esperienza nel settore del suo regista. Adrenalinico.

Regia: Paul W.S. Anderson; genere: azione (Usa, 2014); attori: Kit Harington, Carrie-Anne Moss, Emily Browning, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Jared Harris, Kiefer Sutherland, Jessica Lucas, Dylan Schombing, Jean-Francois Lachapelle, Rebecca Eady.

Saving Mr. Banks

La nascita di Mary Poppins, vero capolavoro del cinema targato Disney che fa innamorare ancora oggi bambini e adulti di ogni generazione, viene raccontata nel film Saving Mr. Banks.
La scrittrice P.L. Travers (Emma Thompson), un'australiana che vive nel Regno Unito un'esistenza solitaria e scontrosa, viene chiamata a Hollywood per incontrare Walt Disney (Tom Hanks) e il suo team di sceneggiatori e compositori. L'obiettivo è infatti quello di adattare per il grande schermo il personaggio della tata Mary Poppins, protagonista dei romanzi scritti dalla donna e che possiede un legame profondo con la vita della sua creatrice.
Il film diretto da John Lee Hancock ripercorre in modo parallelo l'infanzia dell'autrice e la difficile trattativa necessaria a ottenere i diritti necessari a realizzare il lungometraggio che ha reso una star Julie Andrews. La sceneggiatura riesce infatti, in modo emozionante e un po' troppo forzato in alcuni passaggi, a rivelare quale fosse stata l'ispirazione di P.L. Travers nel creare il personaggio di Mr. Banks e il motivo per cui quell'apparizione quasi magica nella vita dei bambini rappresenti un tassello di un processo catartico che culminerà proprio nel fidarsi degli altri e nell'affidare loro una parte della propria vita. Emma Thompson è molto brava nel portare in scena la quasi irritante attenzione per ogni dettaglio della scrittrice e il suo sentirsi fuori posto nel mondo fatato e felice creato da Disney, mentre le figure dello sceneggiatore Don Dagradi e dei compositori Robert e Richard Sherman sono tratteggiate con ironia e simpatia. Tra gli interpreti maschili non sfigurano ovviamente Tom Hanks, che gestisce bene una figura iconica come quella di Walt Disney, e il sensibile autista interpretato da Paul Giamatti che risulterà indispensabile nell'evoluzione personale della protagonista, mentre Colin Farrell è un po' troppo stereotipato nella sua rappresentazione di un padre irascibile e dedito all'alcol. Saving Mr. Banks, grazie a una regia scorrevole e attenta e all'utilizzo delle musiche di Mary Poppins, intrattiene e commuove con il suo racconto di accettazione di un passato doloroso e apertura nei confronti del futuro, pur subendo una durata forse eccessiva e un'eccessiva enfasi sui buoni sentimenti che fanno dimenticare persino gli obiettivi economici dell'operazione cinematografica che viene narrata. Speranzoso.

Regia: John Lee Hancock; genere: drammatico (Usa, 2013); attori: Emma Thompson, Tom Hanks, Paul Giamatti, Jason Schwartzman, Bradley Whitford, Colin Farrell, Annie Rose Buckley, Ruth Wilson, B.J. Novak, Rachel Griffiths.

Solving

La crisi economica è la protagonista di Solving: il documentario realizzato da Giovanni Mazzitelli che approfondisce la drammatica tematica dei suicidi degli imprenditori e mostra da vicino la difficoltà dei professionisti nell'affrontare una situazione che non lascia aperta la porta alla speranza tra richieste delle banche, tasse da pagare e clienti che non versano quanto pattuito.
La telecamera segue infatti le giornate dell'imprenditore Salvatore Mignano, che da anni lavora nel campo degli accumulatori di energia, mentre cerca di trovare un modo per non cedere alla disperazione e trovare una soluzione in grado di mantenere in vita la sua azienda e permettere ai suoi dipendenti di avere una vita dignitosa. Il documentario propone anche degli interessanti interventi con giornalisti ed economisti, oltre a inserire inoltre il commento di Tiziana Marrone, moglie di un imprenditore suicida, che obbliga ancora una volta a ricordarsi il volto umano e tragico di un problema sociale senza confini regionali o generazionali.
La regia di Giovanni Mazzitelli è asciutta e funzionale, consapevole di poter mostrare solo alcuni dei tanti lati del problema, ma ugualmente attenta ad approfondire tutti gli spunti utilizzati per la costruzione della propria opera. Attuale.

Regia: Giovanni Mazzitelli; genere: documentario (Italia, 2014); con: Salvatore Mignano, Francesco Alberoni, Franco Di Mare, Sergio Luciano, Tiziana Marrone, Giancarlo Lombardi, Marco Del Gaiso, Vincenzo Piccolo, Guido Marino, Stefania Mignano.

The Lego Movie

Sulla carta l'idea poteva sembrare azzardata o un semplice espediente commerciale per introdurre sul mercato nuovi prodotti, ma The Lego Movie si rivela invece una delle prime sorprese di questa annata cinematografica grazie a un'animazione impeccabile, una sceneggiatura brillante e un divertimento un po' vecchio stile ma irresistibile.
Emmett è un semplice operaio che vive le sue giornate nel pieno rispetto delle regole che gli sono state imposte. Un giorno, però, trova un pezzo di Lego speciale e scopre di essere considerato l'unico in grado di poter fermare i malefici progetti del Presidente Business.
Fin dai primi minuti il film diretto da Phil Lord e Chris Miller stupisce per la sua capacità di rendere fluidi e naturali i movimenti dei protagonisti, che non perdono in nessun momento le caratteristiche tipiche degli amati mattoncini. Le avventure di Emmett si snodano in ambientazioni e situazioni molto diverse tra loro, dando spazio a citazioni di ogni possibile saga cinematografica e letteraria, e persino introducendo personaggi storici come Lincoln, Shakespeare e Michelangelo, affiancato dal suo omonimo membro delle tartarughe ninja. La trama regala sorprese e battute divertenti senza tregua, passando da uno scenario all'altro seguendo le avventure di Emmet, della tenace Wyldstyle, del mistico Vitruvius, di un super egocentrico Batman, e di tanti altri personaggi già pronti a diventare i beniamini dei fan dei Lego come la colorata Unkitty, il poliziotto dalla doppia personalità, o l'astronauta vintage Benny.
The Lego Movie è una storia confezionata con molta cura tecnicamente e narrativamente, in grado di celebrare il potere dell'immaginazione, l'importanza della propria unicità e al tempo stesso della collaborazione, e sopratutto la necessità di rimanere sempre un po' bambini. La parte finale non è priva di retorica, ma non toglie al film la sua capacità di coinvolgere ed emozionare il pubblico di ogni età senza mai essere banale. Originale.

Regia: Phil Lord, Chris Miller; genere: animazione (Usa, 2014); doppiatori: Chris Pratt, Will Ferrell, Elizabeth Banks, Will Arnett, Nick Offerman, Alison Brie, Charlie Day, Liam Neeson, Morgan Freeman, Amanda Farinos.

Una domenica notte

Il regista Giuseppe Marco Albano esordisce dietro la macchina da presa con Una domenica notte: una commedia ambientata nel mondo del cinema, non priva di una sua originalità o veridicità.
Antonio Colucci è un regista quasi cinquantenne che da venti anni non riesce a realizzare film, rimanendo costretto a occuparsi di spot pubblicitari. La sua speranza è quella di riuscire a raccogliere i finanziamenti necessari a girare un horror post apocalittico ma l'impresa si rivela quasi impossibile a causa di un ambiente poco aperto a proposte originali e in cui le raccomandazioni e le conoscenze sembrano essere un requisito fondamentale per lavorare.
Una domenica notte riesce a sfruttare bene l'interpretazione di Antonio Andrisani (autore anche del soggetto da cui è tratto il lungometraggio), nel ruolo del protagonista che l'attore ha saputo delineare con una certa bravura mostrandone luci e ombre, rabbia e voglia di riscatto sociale e personale. L'ambientazione assolata, così in contrasto con le atmosfere horror del progetto al centro della trama, è un elemento interessante che sostiene la struttura di sfide e sconfitte personali narrate senza mai eccessiva drammaticità, ma con un approccio leggero agli eventi quasi tragicomici. La poca esperienza del regista non permette a Una domenica notte di mantenere alto il ritmo e l'interesse, anche a causa del tentativo di approfondire troppe tematiche insieme, rimanendo purtroppo sulla superficie di molti degli spunti introdotti. L'opera prima di Giuseppe Marco Albano non è però priva di pregi e inventiva. Promettente.

Regia: Giuseppe Marco Albano; genere: commedia (Italia, 2013); attori: Antonio Andrisani, Francesca Faiella, Adolfo Margiotta, Anna Ferruzzo, Claudia Zanella, Ernesto Mahieux, Alfio Sorbello, Pietro De Silva, Saman Anthony, Carlo Luca De Ruggieri.

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