CULTURA 3 Luglio Lug 2014 0536 03 luglio 2014

Film novità 2014, da «Babysitting» a «Insieme per forza»

Al cinema il documentario di Cooke.

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In attesa dell'arrivo di Transformers 4: L'era dell'estinzione, campione di incassi Oltreoceano e sicuro dominatore delle classifiche di biglietti venduti anche in Italia, arrivano nelle nostre sale alcuni titoli in grado di saziare la fame di cinema degli appassionati ma che presentano forse poca attrattiva per gli spettatori occasionali.
A contendersi l'attenzione del pubblico saranno principalmente la commedia Insieme per forza, che vede riunita sul grande schermo la coppia composta da Adam Sandler e Drew Barrymore in un film esile ma piuttosto piacevole, e l'horror Le origini del male, che prende spunto da una storia vera per mostrare un caso di possessione dalle conseguenze tragiche.
FILM PER TUTTE LE STAGIONI. Dalla Francia arriva poi il film Babysitting dalle premesse simili a una festa in stile Project X ma con una buona dose di valori familiari inseriti nella trama. È ambientato nelle giornate natalizie, ma si adatta a tutte le stagioni, The Best Man Holiday diretto da Malcolm D. Lee e con lo stesso cast del film The Best Man, distribuito nei cinema nel 1999, impegnato questa volta nel mostrare l'evoluzione dei personaggi e l'impatto di un evento drammatico su ognuno di loro.
L'amore e la storia del Brasile sono invece alla base del lungometraggio d'animazione Rio 2096 – Una storia d'amore e di furia, sospeso tra indignazione politica e romanticismo senza tempo.
SERGIO LEONE TORNA NELLE SALE. La tensione anima l'opera prima Surrounded, diretta da Laura Girolami e Federico Patrizi, con protagonista una giovane donna accerchiata da misteriose figure che l'hanno raggiunta nella sua casa isolata in mezzo alla campagna, senza lasciarle vie di fuga.
Il weekend propone ancora il cinema italiano, ma questa volta con un grande classico, grazie al ritorno nelle sale di Per qualche dollaro in più, secondo capitolo della trilogia del dollaro firmata da Sergio Leone.
Due i documentari in uscita questa settimana: l'emozionante Jason Becker: Ancora vivo, dedicato al talentuoso chitarrista la cui carriera si è interrotta troppo presto a causa della Sla, e il tagliente Come fare soldi vendendo droga. Evento limitato, infine, per Madoka Magica – The Movie: La storia della ribellione.

Babysitting, se la festa sfugge di mano

Dalla Francia arriva una nuova commedia leggera e spensierata che sfrutta le conseguenze catastrofiche ed esilaranti di un'incombenza inaspettata.
I genitori del piccolo Rémi (Enzo Tomasini) sono rimasti senza una babysitter per il weekend e decidono di lasciarlo alle cure di uno dei dipendenti del padre, Franck (Phillipe Lacheau).
Il giovane, però, compie 30 anni proprio quel giorno e i suoi amici, tra cui Sonia (Alice David) di cui è innamorato segretamente, decidono di festeggiarlo.
L'ESPEDIENTE DEL FOOT FOOTAGE. La mattina seguente i genitori di Rémi vengono svegliati da una telefonata della polizia che li avvisa della scomparsa di Franck e del loro figlio. La casa, inoltre, è praticamente distrutta e solo in una telecamera potrebbero nascondersi i segreti di quanto accaduto durante la notte.
I risvolti folli e deliranti di una festa sfuggita di mano si uniscono all'espediente del foot footage per dare vita a una commedia che si preannuncia piena di ritmo e situazioni al limite, ma raccontati senza mai perdere di vista l'importanza dei legami famigliari e dell'amore. Leggero.

Regia: Nicolas Benamou, Philippe Lacheau; genere: commedia (Francia, 2014); attori: Philippe Lacheau, Alice David, Vincent Desagnat, Tarek Boudali, Julien Arruti.

Come fare soldi vendendo droga, guida per spacciatori

L'originale struttura visiva di un manuale pratico incontra quella dei videogiochi e dà vita al documentario Come fare soldi vendendo droga, diretto da Matthew Cooke.
I diversi capitoli di cui è composto raccontano come si diventa spacciatori, i modi che permettono di guadagnare rapidamente grandi somme di denaro, i trucchi per sfuggire all'arresto, i problemi che si possono incontrare sulla propria strada e gli aspetti politici della lotta contro la droga.
Attraverso le testimonianze di ex spacciatori, di diverse provenienze geografiche e sociali, il film prova a offrire un ritratto accurato dell'attuale situazione del mercato di sostanze stupefacenti, senza troppi filtri o censure.
IL CONTROVERSO INTERVNTO DEL GOVERNO USA. Tra aneddoti e calcoli economici, Come fare soldi vendendo droga passa poi all'analisi di come il governo statunitense abbia deciso di affrontare il problema dello spaccio, approvando anche alcune leggi dagli effetti drammatici per chi si trova coinvolto, a volte in modo inconsapevole, nel traffico di droga e osteggiate anche da star come Susan Sarandon.
La regia di Cooke attribuisce un buon ritmo al documentario che offre un insieme di notizie interessanti che gettano le basi per spunti di riflessione e stimolano la voglia di approfondire gli argomenti. Accattivante.

Regia: Matthew Cooke; genere: documentario (Usa, 2012).

Insieme per forza, commedia a metà

Incomprensibilmente lungo (quasi due ore), il film Insieme per forza mescola troppi elementi in una commedia a tinte romantiche e turistiche molto fragile e piuttosto inutile, che prova a suscitare risate attraverso gag forzate ed esageratamente irrealistiche.
Lauren Reynolds (Drew Barrymore) è una madre separata che accetta di incontrare in un appuntamento al buio Jim Friedman (Adam Sandler), un padre rimasto vedovo da poco. Entrambi genitori, i due non riescono però a trovare la giusta sintonia e la serata si rivela un vero disastro. Quando degli amici comuni decidono di non partire più per un lussuoso viaggio in Africa, entrambi, senza saperlo, ne prendono il posto e partono con la propria famiglia. Il soggiorno all'estero farà scoprire lati diversi del loro carattere e ben presto le figlie di Jim troveranno in Lauren quell'atteggiamento materno necessario a farle sentire più sicure e a far emergere la propria femminilità, mentre i figli della donna entreranno subito in sintonia con l'esuberante Jim.
Tra tanti passaggi zuccherosi e ripetitivi, Insieme per forza risulta maggiormente simpatico durante le assurde apparizioni dell'animatore del villaggio interpretato da Terry Crews, che dal nulla compare abbigliato nei modi più improbabili per cantare brani improvvisati.
UN FINALE PREVEDIBILE. Dopo una parte iniziale fin troppo rapida, quella centrale sembra un lungo spot per i resort africani a cinque stelle, costellato solo di qualche 'incidente' diplomatico tra famiglie e la compagnia di seconde mogli svampite o cittadini locali dai comportamenti bizzarri. L'esile sceneggiatura prova ad approfondire i problemi e le ferite emotive dei protagonisti, soprattutto quando si tratta dei figli della coppia protagonista, ma rimane purtroppo sulla superficie di tematiche molto delicate e ricche di sfumature che vengono invece appiattite e semplificate. Drew Barrymore e Adam Sandler sono a proprio agio con i tempi comici e l'atmosfera celebrativa dei buoni sentimenti, tuttavia è la struttura a basarsi su delle fondamenta già incrinate in partenza e il film non riesce ad aggiustare la situazione nemmeno sul prevedibile finale che gli autori non hanno provato nemmeno per un momento, pur avendo proposto un ostacolo inatteso, a ideare con un epilogo diverso da quello intuibile fin dai primi minuti. La simpatia degli interpeti non viene sostenuta da una struttura narrativa e tecnica all'altezza e Insieme per forza giunge al suo epilogo senza alcun elemento brillante che giustifichi la realizzazione di un lungometraggio fin troppo studiato e mai naturale. Stereotipato.

Regia: Frank Coraci; genere: commedia (Usa, 2014); attori: Adam Sandler, Drew Barrymore, Kevin Nealon, Joel McHale, Bella Thorne, Terry Crews, Jessica Lowe.

Jason Becker: Ancora vivo, il talento è più forte di tutto

Il documentario Jason Becker: Ancora vivo celebra il coraggio e il talento di un chitarrista che ha visto andare in pezzi tutte le sue prospettive future troppo presto a causa della Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla) ma che ha saputo trovare la forza di andare avanti mantenendo intatta la sua passione e voglia di vivere.
Jason Becker a soli 19 anni, nel 1989, aveva ottenuto l'occasione della sua vita e stava per partire in tour con il nuovo gruppo di David Lee Roth quando i medici hanno scoperto il motivo dei suoi problemi fisici e gli hanno annunciato che avrebbe avuto solo un paio di anni ancoa da vivere. I dottori non avevano però fatto i conti con la caparbietà di Jason e con il grande amore della sua famiglia e dei suoi amici. A distanza di oltre 20 anni, Becker è infatti immobilizzato e incapace di parlare con la sua voce, ma riesce ugualmente a comunicare con il mondo e continua a comporre e dare spazio alla sua creatività, dimostrando come i limiti posti sul nostro cammino possano essere superati se si trova dentro di sé la determinazione per farlo e l'aiuto di chi ci sta accanto.
LA MUSICA È PROTAGONISTA. Il documentario diretto da Vile ripercorre i primi passi di Jason nel mondo della musica e, grazie a interviste e video amatoriali, ne sottolinea l'incredibile talento naturale. Il momento della scoperta della malattia viene trattato con la giusta sensibilità, senza mai risultare eccessivamente invadente nel mostrare la quotidianità del chitarrista che ha iniziato una nuova fase della sua carriera come compositore. La musica è co-protagonista del lungometraggio che emoziona e permette di scoprire una figura poco conosciuta a livello mondiale ma non approfondisce molti aspetti che invece avrebbero meritato più attenzione, come l'evoluzione interiore personale di Jason nel corso degli anni o i progressi della ricerca scientifica e dei metodi per affrontare la Sla. Emozionante.

Regia: Jesse Vile; genere: documentario (Regno Unito, Usa, 2012).

Le origini del male, un horror a Oxford

Si inserisce, stilisticamente e per atmosfere, sulla scia del film L'evocazione - The Conjuring il nuovo lungometraggio a tinte horror Le origini del male, che unisce a uno spunto reale una ricostruzione immaginata con protagonista un caso di possessione.
A Oxford il professore universitario Joseph Coupland (Jared Harris) sta effettuando uno studio a cui partecipano due dei suoi studenti, Krissi (Erin Richards) e Harry (Rory Fleck-Byrne), e un appassionato di cinema a cui viene richiesto di occuparsi delle riprese di quanto accade, Brian (Sam Claflin). L'obiettivo della ricerca è dimostrare che quella che comunemente si chiama possessione demoniaca è solo un riflesso negativo della propria psiche che si puà rimuovere scientificamente. Per dimostrare questa teoria il gruppo tiene sotto osservazione ed effettua alcuni esperimenti sulla giovane Jane Harper (Olivia Cooke), che sostiene di essere in contatto con uno spirito. Il regista John Pogue si affida agli elementi più classici per suscitare brividi: una presenza che si impossessa di una giovane innocente, una casa isolata, eventi inspiegabili e una colonna sonora che sottolinea con astuzia l'aumento di tensione.
LA FOTOGRAFIA FA LA DIFFERENZA. Il risultato è un lungometraggio non molto originale ma in grado di ottenere l'effetto sperato, anche grazie alla magnifica fotografia di Mátyás Erdély. I personaggi sono stati ideati senza troppi chiaroscuri: il professore interpretato da Harris si rifugia nelle sue spiegazioni razionali per paura di affrontare quanto accaduto nella sua vita in passato, Brian è il più sensibile e crea subito un legame speciale con Jane, Krissi è la studentessa un po' spregiudicata che vuole fare carriera e Harry è il ragazzo senza una particolare personalità che si lascia trascinare nel progetto più per amore della sua collega che della scienza. Con ruoli così stereotipati è un po' difficile dimostrare la propria bravura e, infatti, tra gli interpreti, è Olivia Cooke a offrire la performance migliore recitando la parte di Jane con la giusta dose di vulnerabilità e violenza. Senza mai ricorrere troppo a sangue o effetti speciali, Le origini del male scivola via tra qualche brivido, specialmente nelle sequenze quasi claustrofobiche ambientate di notte nelle stanze della casa, e un pizzico di orrore nei momenti della possessione, pur non essendo memorabile. Teso.

Regia: John Pogue; genere: horror (Regno Unito, Usa, 2014); attori: Jared Harris, Sam Claflin, Erin Richards, Olivia Cooke, Laurie Calvert, Roy Fleck-Byrne.

Madoka Magica, una storia di streghe

La saga delle giovani maghe protagoniste di Madoka Magica - The Movie si conclude con l'ultimo capitolo intitolato La Storia della Ribellione, nelle sale solo per 24 ore.
Madoka Kaname e Sayaka Miki sono due compagne di classe e amiche che, dopo l'incontro con la misterosa creatura Kyubey, diventano delle streghe destinate a combattere il male. Nell'ultimo tassello della storia, Homura Akemi non riesce a dimenticare del tutto Madoka Magica, che ha rinunciato alla sua natura umana per salvare le giovani maghe dal tragico destino che le attendeva, e continua quindi a combattere per la salvezza dell'umanità.
ANIMAZIONE ACCATTIVANTE. Il lungometraggio d'animazione, diretto da Yukihiro Miyamoto e Akiyuki Shinbou, ha ottenuto in tutto il mondo un grandissimo successo stabilendo incassi record e un'accoglienza calorosa da parte del pubblico, e può contare anche sull'esperienza e il talento del compositore Yuki Kajiura e dello sceneggiatore Gen Urobuchu.
Madoka Magica, con la sua animazione accattivante e la storia appassionante porta con bravura la storia della serie tivù che ha ispirato il progetto sul grande schermo, con grande soddisfazione degli amanti degli anime, dei manga, e di questo ricco settore cinematografico. Conclusivo.

Regia: Yukihiro Miyamoto, Akiyuki Shinbou; genere: animazione (Giappone, 2012).

Per qualche dollaro in più, il secondo capitolo della saga

Dopo Per un pugno di dollari, ritorna nei cinema anche il sequel Per qualche dollaro in più, secondo elemento della trilogia del Dollaro che Sergio Leone ha concluso poi con Il buono, il brutto, il cattivo.
Il film, realizzato nel 1965 ha nuovamente come protagonista l'attore Clint Eastwood, nel ruolo dell'uomo senza nome e passato chiamato il Monco.
Nel Nuovo Messico El Indio (Gian Maria Volonté) viene liberato dai suoi uomini dal carcere in cui era rinchiuso. Il cacciatore di taglie il Monco (Clint Eastwood) e il colonello Douglas Mortimer (Lee Van Cleef) si mettono sulle sue tracce, per soldi e per vendetta. A El Paso i due decidono di infiltrarsi tra le file della banda criminale guidata da El Indio, che sta organizzando una lucrosa rapina. Il duello finale sarà arbitrato proprio dal Monco che assisterà agli eventi attendendone gli sviluppi.
SCENEGGIATURA COMPLESSA. Le aspettative nei confronti di Sergio Leone dopo il successo di Per un pugno di dollari hanno portato il regista a proseguire le sue esperienze nel genere western e il risultato è una sceneggiatura più complessa ma visivamente forse meno d'impatto rispetto al capitolo precedente, nonostante la memorabile scena finale della conta dei morti calcolando il corrispettivo in dollari. Il film, inferiore per qualità rispetto al primo capitolo della trilogia del Dollaro, rimane tuttavia un'opera interessante e da rivalutare nel tempo. Affascinante.

Regia: Sergio Leone; genere: western (Italia, Germania, Spagna, 1965); attori: Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Gian Maria Volonté, Klaus Kinski, Mario Brega.

Rio 2096, viaggio nel Brasile del futuro

L'insieme di tecniche utilizzate da Luiz Bolognesi nel dare vita al lungometraggio d'animazione Rio 2096 - Una storia d'amore e di furia attribuiscono un aspetto visivo molto suggestivo alla storia narrata sul grande schermo che ripercorre la storia di una nazione in modo originale e mai banale.
È il Brasile, con i suoi cambiamenti e contraddizioni, a fare da sfondo, e al tempo stesso a essere protagonista, della relazione che attraversa i secoli tra Abegua, un eroe immortale, e la bella Janaina. L'inizio è ambientato durante gli anni della colonizzazione portoghese, quando il giovane guerriero si trasforma in un uccello nel momento in cui la sua vita e quella della donna amata è messa a rischio, e capisce poi che il suo destino è quello di guidare il proprio popolo contro gli opressori. Il genocidio dei nativi, le rivolte degli schiavi, le sommosse degli Anni 60 e la creazione delle favelas sono solo alcuni dei momenti storici che animano Rio 2096 che, come suggerisce il titolo, si conclude con una rappresentazione cupa e non priva di amarezza della Rio de Janeiro futura in cui i poveri non possono nemmeno accedere all'acqua potabile mentre i ricchi vivono nel lusso e nell'agio.
LA RABBIA DEGLI IMPOTENTI. Il lungometraggio esprime con forza la rabbia vissuta da chi assiste impotente alla perpetua lotta tra bene e male senza apparente possibilità di vittoria. Il protagonista, con i suoi pensieri malinconici e profondi, vive da vicino le conseguenze della violenza e delle discriminazioni sociali e razziali ma non mette mai in secondo piano il suo amore per la donna amata, che diventa ben presto simbolo di una nazione che vuole lottare e spera ancora in un futuro migliore.
Le tematiche e lo stile grafico rendono Rio 2096 un film d'animazione adatto a un pubblico adulto che sia in grado di comprendere la presa di posizione del suo regista e i significati celati sotto la parvenza dell'ennesima storia d'amore intrecciata a quella di un intero popolo. Il lungometraggio scivola in più punti nella retorica ma possiede la capacità di trovare un buon equilibrio tra sentimenti e narrazione politica. Particolare.

Regia: Luiz Bolognesi; genere: animazione (Brasile, 2013).

Surrounded, lo spunto intrigante non basta

Lo spunto intrigante alla base di Surrounded, il film scritto e diretto da Laura Girolami e Federico Patrizi, viene purtroppo vanificato da una recitazione approssimativa e da una sceneggiatura dai troppi passaggi a vuoto.
La protagonista è la giovane insegnante Maryann (Tatiana Luter), rimasta sola in casa dopo che il marito (Daniel Baldock) parte per un viaggio di lavoro. Isolata nella sua villa di campagna distante dal resto del mondo, la donna inizia a percepire qualcosa di strano fino a quando poi, di notte, delle minacciose figure si introducono nella sua casa suscitando in lei il terrore.
L'opera prima si inserisce all'interno del genere home invasion e presenta tutti gli elementi tipici delle opere analoghe. Il problema principale è però l'eccessiva fatica nel creare la giusta tensione. Non bastano infatti una location suggestiva e un'invadente colonna sonora a suscitare i brividi necessari per non rendere il film troppo lento e surreale.
DIALOGHI ARTEFATTI. La prima metà di Surrounded è infatti una lunga introduzione della situazione in cui i dialoghi risultano artefatti e l'interazione tra i personaggi poco naturale, tuttavia il passaggio di atmosfera non agevola però il film. Le reazioni della protagonista appaiono del tutto irreali e il continuo rincorrersi tra potenziale killer e vittima è privo di ogni logica, nonostante l'epilogo provi a giustificare quanto accaduto. Il finale lascia però troppi punti in sospeso e le motivazioni personali non sorprendono e non sconvolgono quanto dovrebbero. Le scelte della regia danno vita a un paio di sequenze interessanti, ma non è sufficiente a ottenere il risultato sperato. Freddo.

Regia: Laura Girolami, Federico Patrizi; genere: thriller (Italia, 2014); attori: Tatiana Luter, Daniel Baldock, Emanuela Birocchi, Sean James Sutton.

The Best Man Holiday, natalizio ma non troppo

Malcolm D. Lee ritorna dietro la macchina da presa per proseguire la storia del gruppo di amici già protagonista nel 1999 di The Best Man.
Il cast originale del primo lungometraggio è stato infatti riunito per realizzare The Best Man Holiday in cui le vacanze di Natale sono il punto di partenza per una reunion che farà emergere tensioni, un evento tragico e una nuova fonte di gioia e speranza che renderà tutti ancora più uniti.
Harper (Taye Diggs) è uno scrittore che dopo un bestseller non è più riuscito a ottenere successo e si ritrova ora a fare i conti con i problemi economici proprio quando sta per nascere sua figlia.
Lance (Morris Chestnut) è un giocatore di football dei New York Giants a un passo da stabilire un nuovo record ed è ancora insieme alla moglie Mia (Monica Calhoun). Julian (Harold Perrineau) è sposato con l'ex stripper Candace (Regina Hall), e la sua ex Shelby (Melissa De Sousa) è diventata la ricca star di un reality. Jordan (Nia Long) è invece una donna in carriera che lavora per la Msnbc.
L'invito di Mia a celebrare le festività insieme darà vita a una serie di incomprensioni e di scontri che hanno radici nel passato.
TANTO UMORISMO E UN PO' DI CINISMO. The Best Man Holiday, nonostante l'ambientazione natalizia, è quasi del tutto priva dell'atmosfera calorosa e gioiosa tanto celebrata anche sul grande schermo in commedie romantiche o drammi familiari dall'inevitabile lieto fine. Il film diretto da Malcolm D. Lee è invece ricco di umorismo a sfumature ciniche e dolore nel mostrare le ultime giornate di vita di una delle protagoniste, in lotta contro il cancro.
A distanza di 15 anni dal primo capitolo, quasi tutti i personaggi sembrano aver perso di vista i valori veramente importanti, messi troppo spesso in secondo piano dalla carriera e dai risentimenti. Nonostante il titolo possa suggerire il contrario, sono le donne a sostenere la trama di The Best Man Holiday e non sono mai messe in secondo piano dai problemi dei mariti e dei compagni. Il cast offre delle perfomance di buon livello e controlla con bravura anche i momenti più divertenti, surreali, romantici o drammatici senza mai superare il limite che renderebbe impossibile lasciarsi coinvolgere dagli eventi. Nonostante un ritmo un po' troppo lento, il film riesce ad addentrarsi ancora una volta nelle vite dei protagonisti e a trasmettere un messaggio positivo. Speranzoso.

Regia: Malcolm D. Lee; genere: commedia (Usa, 2013); attori: Terrence Howard, Morris Chestnut, Sanaa Lathan, Nia Long, Harold Perrineau, Taye Diggs, Regina Hall, Melissa De Sousa.

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