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RICONOSCIMENTO 4 Luglio Lug 2014 0035 04 luglio 2014

Premio Strega 2014, vince Francesco Piccolo

Trionfo del favorito. Scurati secondo.

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Francesco Piccolo, vincitore del Premio Strega 2014.

Francesco Piccolo ha vinto la 68esima edizione del Premio Strega con il libro Il desiderio di essere come tutti (Einaudi) grazie a uno stacco di soli 5 voti (140 a 135) da Antonio Scurati, autore de Il padre infedele (Bompiani).
Su 460 aventi diritto al voto si sono espressi in 415 (il 90,2%) dei quali 329 con voto elettronico. Due le schede bianche.
Alla fine nella cornice del ninfeo di Villa Giulia il superfavorito ha trionfato.
«Vivo bene questo momento soprattutto perché stasera comunque è finita. Quando si vivono esperienze forti è bello che sia così», aveva detto Piccolo poco prima che iniziasse lo scrutinio dei voti. Poi si è lasciato andare: «Lo dedico a mia moglie Gabriella, la persona che mi sta più vicino, a Starnone, a Caserta e a Einaudi. Consiglio di avere sempre voglia di alzarsi la mattina e scrivere pagine fregandosene di quando verranno pubblicate», ha commentato. «Spero che gli italiani si appassionino alla storia e capiscano che la vita pubblica e la vita privata sono interconnesse».
SCURATI PERDE E SE NE VA. «Calma olimpica», aveva definito invece il suo stato d'animo Scurati tornato allo Strega dopo aver perso per un voto il premio andato a Tiziano Scarpa nel 2009. Gli è andata male ancora.
Poco prima dell'annuncio aveva capito di aver perso anche questa volta la vittoria e ha detto al tavolo Bompiani dove sedeva: «Che stiamo a fare qui?» e poco dopo se ne è subito andato.
ROMA STANZIA 50 MILA EURO L'ANNO. Tra i primi ad arrivare il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che ha sottolineato: «È importante che Roma continui questa tradizione della sponsorizzazione, non possiamo sottrarci», riferendosi alla rinata collaborazione tra il Premio Strega e il Comune di Roma con uno stanziamento di 50 mila euro l'anno.
«È molto significativo che da tanti anni si tenga nella nostra città e al quale hanno partecipato scrittori importantissimi come Umberto Eco», ha spiegato Marino.
PRESENTI FRANCESCHINI E ALEMANNO. Al tavolo del gruppo Mondadori il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini dal 2014 entrato nel corpo votante dello Strega, con accanto la futura moglie, Michela Di Biase, e qualche posto più in là l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
«Ho frequentato lo Strega da ospite e poi da scrittore invidioso. È un premio che valorizza le opere e così le vendite. Un'occasione importante», ha detto Franceschini, «per premiare la letteratura e anche questa è una delle eccellenze italiane».
SGARBI: «EDIZIONE RINGIOVANITA». In abito lungo nero, con grandi orecchini verdi, il direttore editoriale della Bompiani, Elisabetta Sgarbi, ha detto: «Penso sia stata una serata bella perché è tornata la gara sul filo di lana con libri belli. I lettori indipendenti fanno anche sì che ci possano essere sorprese. È stata un'edizione dello Strega ringiovanita».
Per Paolo Mieli, direttore di Rcs libri, «fa onore a Scurati aver partecipato a un premio dove non era favorito dopo quell'esperienza traumatizzante del 2009. Il rispetto che avevo per lui è aumentato per il modo dignitoso in cui ha combattuto questa partita».
CATOZZELLA: «È UN GIOCO, MI DIVERTO». Era sereno anche Giuseppe Catozzella (alla fine quarto grazie a 48 voti) con Non dirmi che hai paura (Feltrinelli). «È un gioco e mi sto divertendo, ma come in tutti i giochi vincere è più bello. Io però sono già felice di aver vinto la prima edizione del Premio Strega giovani».
Anche Francesco Pecoraro (terzo a sorpresa con 60 voti), che era in corsa con La vita in tempo di pace (Ponte alle Grazie), si è detto «molto contento per il libro perché così ha visibilità e se ne parla bene, ma per me è solo fatica».
CILENTO: «BELLO ESSERE ARRIVATA QUI». E Antonella Cilento (ultima con 30 voti), autrice di Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori), tutta vestita di arancione compreso il ventaglio, ha dichiarato: «L'arancione è il colore di ogni differenza ed è giusto per il mio romanzo che parla del femminile in tutti i suoi aspetti. Alla fine l'importante è che il libro sia arrivato qui e non è un autofiction, non è legato alla realtà, ma è picaresco».
A girare tra i tavoli del ninfeo c'erano Luigi Abete, Bruno Cagli, il direttore di RaiTre Andrea Vianello, Walter Pedullà, Edoardo Nesi.

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