CULTURA 6 Luglio Lug 2014 1340 06 luglio 2014

Cina, Li Peng pubblica l'autobiografia

Il premier di Piazza Tienanmen si racconta.

  • ...

da Pechino

In Cina sono uscite le memorie ufficiali dell'ex premier Li Peng. E a sorprendere è che l'ormai 85enne ha negato di essere il figlio adottivo di Zhou Enlai, smentendo i tanti che sono convinti della parentela dei due. Anche perché la relazione spiegherebbe, sempre secondo i suoi detrattori, la rapida ascesa politica di Li.
Ma non è finita, perché nella sua biografia, l'ex premier, non ha menzionato gli incidenti che portarono al massacro del 4 giugno 1989 in Piazza Tienanmen (nel 2014 s'è celebrato il 25esimo anniversario). Peccato che all'epoca fosse stato proprio Li a dichiarare la legge marziale a Pechino a seguito delle proteste di piazza.
NON ERA FIGLIO DI ZHOU. Per prima cosa, le memorie di Li hanno voluto dissipare ogni dubbio su chi lo vuole figlio adottivo di Zhou, abile politico e uno dei più importanti dirigenti di Partito comunista cinese (Pcc) ai tempi di Mao, che non ebbe mai figli naturali.
L'ex primo ministro in carica dal 1987 al 1998 ha precisato come l'uomo con la moglie si siano «presi cura di molti figli di 'martiri'»: «Tenevano a me quanto agli altri discendenti dei loro compagni d'armi. Li chiamavamo tutti zio Zhou e mamma Deng».
Li, infatti, era figlio di due leader del Pcc, entrambi morti prima ancora che la Rivoluzione fosse completata.
SILENZIO SU TIENANMEN. Per evitare di affrontare lo spinoso tema di Piazza Tienanmen, l'ex premier ha però deciso di raccontarsi dalla sua nascita, avvenuta nel 1928, fermandosi al 1983, anno in cui divenne vice premier. Così c'è spazio per conoscere il suo percorso di studio e i suoi rapporti con gli altri quadri del Pcc, ma niente di quei drammatici giorni del 1989. Eppure Li, almeno all'estero, ha legato il suo nome proprio a quegli eventi.
SVELATI I SEGRETI POLITICI. «Un libro di grande valore storico» e scritto «con sincera emozione», l'ha definito l'agenzia di stampa governativa Xinhua.
Il portale d'informazione in lingua cinese con base negli Stati Uniti gestito da esuli e dissidenti Duowei ha, invece, notato che sono sempre di più i funzionari in pensione che pubblicano le loro memorie rivelando le strategie politiche e le decisioni che hanno portato la Repubblica popolare a diventare l'attuale potenza.

Li aveva già raccontato la costruzione della Diga delle tre gole

Nella sua biografia Li non fa mai riferimento agli scontri di Piazza Tienanmen, fatti per cui è diventato famoso in Occidente.

In realtà non è la prima volta che Li si svela. Tra il 2003 e il 2006 aveva pubblicato anche un'altra serie di diari. In quel caso si trattava di scritti che raccontavano dal 1981 - l'anno in cui il politico era viceministro dell'Energia - il controverso progetto della Diga delle tre gole costruita sul Fiume Azzurro, fino al 2003, quando il bacino cominciò a essere riempito.
In quei diari, l'ex premier affermò il valore che l'esperienza aveva rappresentato per sé e per la sua famiglia, che ancora oggi sembra conservare molto potere nel settore dell'elettricità.
AZIENDA ORA NEI GUAI. Peccato che ultimamente la China Three Gorges Corporation, la società che s'è occupata della costruzione della diga - la più grande centrale idroelettrica del mondo - sia stata messa sotto inchiesta per corruzione e due amministratori sono stati rimossi.
Il team governativo anti-corruzione voluto dal presidente Ji Xinping ha dichiarato al quotidiano di Hong Kong South China Morning Post che alcuni funzionari sono ritenuti colpevoli di nepotismo e accordi discutibili ottenuti forzando le procedure.
ALTRI SCRITTI MISTERIOSI. Nel 2010, invece, apparvero delle memorie attribuite a Li che riguardavano le vicende interne al Pcc e che svelavano alcuni aspetti sconosciuti del massacro di Piazza Tienanmen. Furono pubblicate online con il titolo Il momento critico, ma scomparvero subito dalla Rete.
In realtà l'editore di Hong Kong Bao Pu, figlio del braccio destro dell'ex primo ministro e segretario generale del Pcc Zhao Ziyang, era venuto in possesso dei manoscritti, ma fu costretto dalle autorità ad abbandonare il progetto di pubblicarli.
TUTTA COLPA DI DENG. Li rese noti, invece, un piccolo editore americano ma Li Peng non confermò mai la paternità degli scritti.
D'altra parte quelle memorie a lui attribuite scaricavano tutta la responsabilità della legge marziale su Deng Xiaoping, all'epoca degli scontri di Piazza Tienanmen leader della Cina.
Non solo. Consapevoli e concordi delle decisioni prese allora sarebbero stati anche Wen Jiabao e Hu Jintao, rispettivamente premier e presidenti appena sostituiti.
I SEGRETI DI ZHAO ZIYANG. Finora, però, l'unico libro che ha affrontato le vicende del 1989 è stata l'autobiografia di Zhao, il leader che s'è fatto conoscere per essere sceso in piazza a parlare con gli studenti. L'ex segretario del Pcc, finito anche agli arresti domiciliari, registrò di nascosto le sue memorie su musicassette dell'Opera di Pechino.
Alla sua morte avvenuta nel 2005, il materiale fu trovato e fatto uscire clandestinamente dal Paese. Venne reso noto proprio da Bao che trascrisse tutto e pubblicò un libro titolandolo Prigioniero di Stato. Ulteriore tassello per fare luce sugli anni più scuri del Dragone.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso