DOLORE 8 Luglio Lug 2014 0800 08 luglio 2014

Giorgio Faletti, funerali ad Asti

Presenti anche gli amici Ricci e Beruschi.

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Migliaia di persone hanno partecipato martedì 8 luglio ai funerali di Giorgio Faletti, il celebre attore scomparso il 4 luglio a 63 anni.
Il rito si è svolto nella chiesa Collegiata di San Secondo ad Asti.
Presenti molti esponenti del mondo dello spettacolo: da Antonio Ricci a Enrico Beruschi fino a Paolo Conte e Ugo Conti.
La camera ardente è stata chiusa alle 14 e alle 15 è partito il corteo funebre verso la chiesa.
Durante la cerimonia alcuni amici del cabarettista e scrittore hanno indossato una maglietta bianca che riportava la scritta di un poeta astigiano, Massimo Levo, amico di Giorgio: «Non è vederti, non è sentirti ma tra sussurri respirarti».

BERUSCHI: «UNA CRAVATTA IN SUO ONORE». «Abbiamo lavorato insieme dall'inizio, dai tempi del Derby di Milano, prima del Drive in», ha ricordato Enrico Beruschi. «E poi, io sono stato il primo dei non cantanti a Sanremo, ma lui mi ha battuto perché è arrivato secondo. Io sono più vecchio di lui di 10 anni. La prima chitarra di mio figlio gliel'ha regalata Giorgio. In suo onore ho messo questa cravatta con le note musicali, una cravatta allegra come lui».

PAOLO CONTE: «APPREZZAVO IL SUO SPIRITO ASPRO». Tra gli amici in fila dietro la bara c'era anche Paolo Conte: «Eravamo amici da tempo ma lo apprezzavo moltissimo come scrittore, uno dei miei preferiti», ha affermato il musicista. «Di lui apprezzavo lo spirito rapido, che è tipico dei comici e che lui aveva, di saper leggere i cambiamenti delle cose. L'ultima volta che l'ho visto? Qualche tempo fa, non ricordo di cosa parlammo, mi avrà raccontato una barzelletta».
«Giorgio non amava i funerali. Diceva: 'Se ce la faccio non vengo nemmeno al mio'». È uno dei passaggi del discorso che Massimo Cotto».

FRANCO NERI: «UN ARTISTA A 360°». «Di Giorgio», ha affermato Franco Neri, «ho un ricordo importante perché era un grande artista a 360 gradi. Ricordo che un giorno gli chiesi come si fa a lasciare una impronta sul pubblico. Lui disse: 'Guarda, devi riuscire a raccontare una storia in tre minuti e mezzo che inizia, finisce e che fa ridere tanto'. E così è stato. In uno dei miei primi spettacoli ho fatto l'apertura con lui. L'ultima volta in cui l'ho visto eravamo in aereo. Eravamo seduti vicini e abbiamo scambiato due chiacchiere dicendoci 'alla prossima'. Purtroppo è andata così».

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