CULTURA 10 Luglio Lug 2014 0601 10 luglio 2014

Film novità 2014, da «Muscle Shoals» a «Mai così vicini»

Nelle sale il documentario sugli Studios che hanno lanciato la regina del soul.

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Il mese di luglio prosegue dal punto di vista cinematografico con un'altra settimana che si potrebbe definire senza troppe esitazioni “riempitiva”: tra le nuove uscite nessun titolo sembra infatti in grado di attirare un numero di spettatori in grado di modificare in modo significativo la classifica dei film più visti.
Il cinema italiano propone tre lungometraggi interessanti ma non privi di difetti. La madre, ispirato a un romanzo di Grazia Deledda, indaga nei conflitti interiori di una madre dopo la scoperta della passione di suo figlio, un affascinante prete, per una donna che frequenta la sua chiesa e nei dubbi dell'uomo la cui fede viene messa a dura prova. Il film, diretto da Angelo Maresca, può contare sulla presenza di Carmen Maura per mettere in secondo piano esagerazioni narrative e visive.
L'ESTATE STA FINENDO, QUALCHE STEREOTIPO DI TROPPO. L'estate sta finendo, invece, prova ad analizzare la vita e la moralità dei giovani contemporanei ma il regista e sceneggiatore Stefano Tummolini fatica più del dovuto ad allontanarsi da pregiudizi e stereotipi pur sperimentando un'originale atmosfera che vira verso il thriller nella sua seconda metà. L'ultima uscita made in Italy della settimana è Paranormal Stories: un progetto composto da diversi episodi, non tutti all'altezza delle aspettative, dalle atmosfere horror e thriller.
Arriva dagli Stati Uniti, ed è ispirato a una storia vera, Il Paradiso per Davvero: un racconto che riesce nel suo intento di trasmettere un messaggio positivo e di speranza ma soffre a causa di una confezione più adatta alla programmazione televisiva che al grande schermo.
LA RICOSTRUZIONE, LA SORPRESA VIENE DELL'ARGENTINA. La commedia Mai così vicini si sostiene grazie alla bravura dei suoi due protagonisti, Michael Douglas e Diane Keaton, che sanno mettere in ombra tutti i punti deboli del lungometraggio diretto dall'esperto Rob Reiner.
L'argentino La ricostruzione è forse la sorpresa del weekend: l'opera diretta da Juan Taratuto in modo delicato e sensibile affronta il tema del lutto con una storia semplice ma realistica, in grado di emozionare.
L'ultimo nuovo titolo in uscita questa settimana è infine il documentario Muscle Shoals - Dove nascono le leggende che narra in modo lineare ma efficace l'importanza della città di Muscle Shoals, in Alabama, per il mondo della musica grazie ad aneddoti e materiale inedito.

Il Paradiso per Davvero, un messaggio di speranza

Tratto dall'omonimo bestseller, Il Paradiso per Davvero racconta la storia di quanto accaduto a una famiglia statunitense molto religiosa.
Todd Burpo (Greg Kinnear) lavora in una piccola comunità non solo come pastore della chiesa locale, ma anche come vigile del fuoco volontario e imprenditore. In un anno già difficile a causa dei problemi finanziari, la vita di Todd e sua moglie Sonja (Kelly Reilly) rischia di avere una svolta drammatica quando loro figlio Colton (Connor Corum) viene ricoverato in ospedale d'urgenza e viene sottoposto a una delicata operazione chirurgica. Durante l'attesa Sonja chiede il sostegno della comunità che prega per la salvezza del bambino, mentre Todd ha un momento di debolezza e si arrabbia con Dio. Colton sopravvive ma al suo risveglio inizia a parlare di un'esperienza inspiegabile che mette in crisi la famiglia di Todd e molti fedeli. Il bambino sostiene infatti di essere stato in paradiso e aver incontrato Gesù.
Il Paradiso per Davvero, pur possedendo un messaggio di speranza e provando a indagare su tematiche molto discusse come quelle delle esperienze pre-morte, non si solleva da un livello tecnico e artistico potenzialmente destinato alla prima serata televisiva.
I DUBBI ESISTENZIALI DI TODD. La rappresentazione dei dubbi del protagonista di fronte alle parole del figlio, e la sua crisi nei confronti della fede, dovrebbero dare voce alle perplessità di chi si avvicina per la prima volta alla storia ma le sue indagini per scoprire eventuali spiegazioni scientifiche e razionali sono solo accennate e mai approfondite realmente, lasciando sempre in primo piano la voglia e quasi necessità di poter essere certi dell'esistenza del paradiso per affrontare gli ostacoli della quotidianità. Tecnicamente il lungometraggio diretto da Randall Wallace è di livello mediocre e la rappresentazione di quanto vissuto da Colton è fin troppo irreale per potersi convincere fino in fondo di quanto afferma il bambino. È quindi solo l'esperienza del cast a evitare che il risultato finale sia un vero disastro e il messaggio all'insegna della speranza non venga vanificato tra situazioni troppo retoriche per emozionare o involontariamente comiche. Destinato a un pubblico prevalentemente di credenti, I Paradiso per Davvero cerca di infondere nuova linfa alla fede che esista qualcosa oltre la morte, un luogo dove ritrovare le persone amate a cui abbiamo detto addio e si possa finalmente essere felici. L'obiettivo, pur con qualche tentennamento, è raggiunto ma sarebbe stato necessario sostenere con maggiore cura l'intero progetto per evitare di scivolare nell'eccesso di zuccheri alla base dell'ottimismo che anima la parte finale del lungometraggio. Speranzoso.

Regia: Randall Wallace; genere: drammatico (Usa, 2014); attori: Greg Kinnear, Kelly Reilly, Thomas Haden Church, Margo Martindale, Connor Corum.

La madre, dagli scaffali al cinema

Tratto da un romanzo di Grazia Deledda, il film La madre offre un racconto in cui passione e spiritualità si scontrano, animando dilemmi interiori e facendo emergere segreti dal passato.
Don Paolo (Stefano Dionisi) si occupa di una parrocchia romana e gode del rispetto dei credenti che frequentano la sua chiesa, soprattutto di un ragazzino che vorrebbe seguirne l'esempio ed entrare in seminario. Il prete, però, nasconde un segreto: la passione che lo lega alla bella Agnese (Laura Baldi). La madre di Paolo, Maddalena (Carmen Maura) segue con crescente preoccupazione questo allontanamento del figlio dalla fede e inizia ad avere delle conversazioni con il defunto Don Quirico (Luigi Burruano) che aveva deciso di lasciare la Chiesa per seguire i piaceri della vita.
Angelo Maresca costruisce bene il contrasto tra la freddezza della vita che la madre vuole per il figlio e degli ambienti religiosi, mostrati con dettagli architettonici e cromatici quasi in bianco e nero, e la bruciante sensualità del rapporto proibito, mostrato senza filtri. Carmen Maura non delude e regala una performance intensa nel ruolo di una donna indurita dalle difficoltà della vita e da un passato doloroso.
IL RIFUGIO DELLA FEDE. L'unico rifugio della madre, quella fede incrollabile, viene messo in discussione nell'assistere alla scelta del figlio di lasciarsi andare, ribellandosi a una vita delineata per lui proprio da Maddalena. Don Paolo è infatti consapevole dei sacrifici che comporta la tonaca ed è nel rapporto con il giovane che vuole concretizzare la sua vocazione che Stefano Dionisi riesce a mostrare nel migliore dei modi le incertezze e le debolezze del suo personaggio, mentre in altri passaggi vi sono elementi troppo sopra le righe o al contrario abbozzati. La regia di Angelo Maresca, anche se troppo cadenzata, possiede una propria personalità già ben definita nonostante la poca esperienza dietro la macchina da presa e La madre, pur scivolando negli eccessi e nella retorica, giunge al suo epilogo senza troppi intoppi. Introspettivo.

Regia: Angelo Maresca; genere: drammatico (Italia, 2014); attori: Carmen Maura, Stefano Dionisi, Laura Baldi.

La ricostruzione, equilibrio tra lacrime e sorrisi

Dopo essere stato proiettato in anteprima durante l'edizione 2013 delle Giornate degli Autori, sezione indipendente della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, arriva ora nelle sale il film argentino La ricostruzione.
Il protagonista della storia è Eduardo (Diego Peretti): un uomo solitario che lavora nel campo petrolifero nell'area della Patagonia. Uno dei pochi amici che gli rimangono, Mario, gli chiede di raggiungerlo nella città di Ushuaia per avere un aiuto nel gestire il negozio di cui è proprietario durante un suo ricovero in ospedale. Eduardo fatica ad adeguarsi al clima familiare e al contatto con il prossimo, ma accetta ugualmente. La sua presenza si rivelerà però essenziale quando la serenità della famiglia di Mario viene spezzata per sempre.
FOTOGRAFIA SUGGESTIVA. Il regista Juan Taratuto dirige con sicurezza il film di cui è anche autore della sceneggiatura e riesce a tenersi lontano da ogni eccesso di sentimentalismo e retorica nella sua rappresentazione di come venga affrontato il dolore di una perdita. Il lungometraggio, anche grazie a una suggestiva fotografia e a un'emozionante colonna sonora che si avvale delel canzoni di Alexi Murdoch, equilibra bene gli elementi drammatici con la leggerezza e inaspettata dolcezza del protagonista nel relazionarsi con le figlie adolescenti di Mario e fa sorridere in modo sincero in più occasioni, come le lezioni di guida o l'astuto modo per superare brillantemente un esame di matematica. Senza il bisogno di rivelare troppo quanto accaduto in passato, La ricostruzione non si lascia mai andare alla facile compassione e rimane ben ancorato alla realtà, risultando proprio grazie a questo aspetto efficace nella sua narrazione. Emozionante.

Regia: Juan Taratuto; genere: drammatico (Argentina, 2013); attori: Diego Peretti, Claudia Fontan, Alfredo Casero, Eugenia Aguilar.

L'estate sta finendo, una generazione allo sbando

Lo sceneggiatore Stefano Tummolini ritorna dietro la macchina da presa per firmare L'estate sta finendo: un racconto a tinte drammatiche che si addentra nelle luci e nelle ombre dei 20enni contemporanei, sospesi tra bisogno di amare, incapacità di vivere e perdita di valori.
Lo studente di giurisprudenza Domenico (Andrea Miglio Risi) invita i suoi amici a trascorrere un weekend sul litorale romano prima di iniziare gli ultimi esami. L'ambizioso futuro avvocato Fabrizio (Marco Rossetti) con la sua ragazza Katia (Ilaria Giachi), la bella e superficiale Giulia (Nathalie Rapti Gomez) insieme al musicista alternativo Davide (Fabio Ghidoni) con cui ha una storia d'amore, e la studentessa di filosofia Flavia (Nina Torresi) sono pronti a partire quando arriva a sorpresa Guido (Giuseppe Tantillo), il cugino di Domenico che vive a Palermo ma è a Roma per un concorso. A unirsi al gruppo arriverà poi Manuel (Stefano Fardelli), un ballerino e attore che ha vinto un popolare talent show ma la cui carriera è in crisi. Il fastidio nei confronti dell'arrivo di quell'elemento così estraneo alla loro vita, apparentemente perfetta e brillante, è evidente e sarà proprio il cugino Domenico a vivere con particolare imbarazzo la semplicità di Guido. Il weekend prende subito una piega negativa che avrà delle conseguenze tragiche a cui assisterà il giardiniere Vittorio (Antonello Fassari), accusato in passato di aver ucciso la moglie.
PIÙ DA PICCOLO CHE GRANDE SCHERMO. L'estate sta finendo cerca di puntare i riflettori sulle zone oscure di una generazione in cui la fama e il successo assumono sempre più importanza, facendo perdere di vista gli aspetti importanti della vita. Tummolini esagera un po' troppo nell'estremizzazione di questa realtà e porta in scena vari stereotipi dei 20enni di oggi delineandoli quasi senza sfumature: dal bello della situazione che tratta le ragazze come se fossero oggetti alla filosofa dall'animo sensibile, senza dimenticare il cantante impegnato dai valori irreprensibili e il ballerino bisessuale disposto a tutto pur di avere un'occasione per emergere. Se questa difficoltà nel mostrare personaggi bidimensionali poteva essere accettabile nei comprimari della storia, è invece più incomprensibile e limitante quando si verifica anche nei due protagonisti che vengono mostrati in netta contrapposizione fin dall'inizio, tra chi vive ancora in famiglia e nel Sud e chi in una metropoli ricca di vita come Roma. Nonostante la regia curata con qualche citazione ai grandi maestri del cinema tra cui Alfred Hitchcock, e l'ottima fotografia di Raoul Torresi, L'estate sta finendo si avvicina più a un prodotto destinato alla televisione che al cinema a causa di dialoghi poco realistici interpretati in modo poco spontaneo e alla sceneggiatura incapace di equilibrare una prima parte lenta e cadenzata con il susseguirsi di eventi che precedono un epilogo fin troppo rapido e incapace di creare la giusta atmosfera drammatica. Stereotipato.

Regia: Stefano Tummolini; genere: drammatico (Italia, 2013); attori: Andrea Miglio Risi, Marco Rossetti, Nathalie Rapti Gomez, Nina Torresi, Antonello Fassari, Fabio Ghidoni.

Mai così vicini, spazio a Douglas-Keaton

La bravura del cast e del regista Rob Reiner sostiene una commedia dalla trama poco sostanziosa che continua a seguire la tendenza hollywoodiana di creare su misura per le star non più giovani progetti costruiti sulle caratteristiche specifiche della loro età, sulle atmosfere più delicate e sui contrasti generazionali. Rispetto al recente The Big Wedding, Mai così vicini riesce a convincere maggiormente grazie all'ottimo feeling tra i due protagonisti e a una trama prevedibile ma scorrevole.
Oren Little (Michael Douglas) è un agente immobiliare di successo ma scontroso e burbero. Suo figlio Luke gli chiede di occuparsi di sua figlia Sarah durante il periodo che dovrà scontare in prigione e l'uomo accoglie con freddezza la bambina. Leah (Diane Keaton), la sua vicina di casa, stabilisce invece immediatamente un legame con Sarah e inizia a stringere amicizia anche con il nonno riluttante.
REINER NON DELUDE. Rob Reiner è un vero esperto in commedie e lo dimostra ancora una volta gestendo bene la sceneggiatura e il cast a sua disposizione, mimetizzando i difetti ed enfatizzando i pregi. I personaggi, un po' troppo esagerati nella contrapposizione caratteriale, vengono però interpretati con attenzione da Michael Douglas e Diane Keaton e la loro evoluzione appare piuttosto realistica seppur prevedibile fin dai primi minuti. Mai così vicini non brilla certo per originalità ma è un'ottima scusa per apprezzare ancora una volta la bravura di due star di grande esperienza alle prese con un film leggero e piacevole. Zuccherato.

Regia: Rob Reiner; genere: commedia (Usa, 2014); attori: Michael Douglas, Diane Keaton, Sterling Jerins, Paloma Guzman.

Muscle Shoals, dove nascono le leggende

Il documentario diretto da Greg 'Freddy' Camalier racconta il motivo per cui la città di Muscle Shoals, in Alabama, è diventata una meta importante per il mondo musicale.
È proprio lì, infatti, che sono nati gli studi di registrazione Fame Studios, fondati da Rick Hall e che hanno ospitato artisti come Aretha Franklin e Otis Redding, e il Muscle Shoals Sound Studio, nato da un'idea di un gruppo di artisti chiamati The Swampers e dove sono stati sviluppati album di star come Bob Dylan e i Rolling Stones.
Grazie alle testimonianze di numerosi artisti, tra cui proprio la regina del soul Aretha Franklin e il rocker Bono degli U2, si può scoprire l'alone di magia che circonda questo luogo diventato in pochi decenni iconico e la sua particolarità di aver saputo superare gli ostacoli causati dalle diversità razziali in anni molto difficili dal punto di vista sociale.
UN RACCONTO RICCO DI FASCINO. Le note di alcuni dei brani più amati di sempre accompagnano questo racconto ricco di fascino e suggestione in grado di coinvolgere anche i non appassionati, approfondire una figura importante e poco conosciuta come quella di Rick Hall e mostrare dei materiali audio e video inediti di gran valore. Muscle Shoals - Dove nascono le leggende possiede una struttura estremamente classica ma efficace, in grado di arricchire culturalmente e allo stesso tempo di intrattenere lo spettatore. Trascinante.

Regia: Greg Freddy Camalier; genere: documentario (Usa, 2013).

Paranormal Stories, a cavallo tra thriller e horror

Il film a episodi Fantasmi - Italian Ghost Stories, prodotto da Gabriele Albanesi, ritorna nelle sale con una nuova storia inedita che lega le cinque parti diverse di cui si compone.
Paranormal Stories si apre con un ragazzino rimasto solo a casa che approfitta della situazione per vedere un dvd 'proibito' contentente dei cortometraggi a tinte horror. In 17 novembre un giovane ritorna nella vecchia casa di famiglia per liberarla dagli oggetti del padre, morto da poco, ma il ritrovamento del diario dell'uomo scatena delle immagini sanguinose, forse incubi o allucinazioni... Si passa poi a Offline con la sua storia di una macabra apparizione via internet di un ragazzo morto suicida. La medium si allontana quindi dalle atmosfere horror per addentrarsi in brividi a sfumature psicologiche, un po' come il malinconico Fiaba di un mostro con la sua storia di un bambino emarginato e deriso fino a causare estreme conseguenze. L'ultimo episodio proposto è Urla in collina: tre ragazze in vacanza investono quello che sperano sia un animale lungo la strada per arrivare in hotel ma la loro notte in albergo si rivelerà un vero incubo.
RECITAZIONE INNATURALE. La qualità di Paranormal Stories, soprattutto a causa della sua struttura a episodi, è molto incostante e, essendo prive di un legame narrativo, l'accostamento delle diverse parti non aiuta a nascondere i diversi livelli raggiunti. Se Offline, nonostante la sua estrema semplicità, riesce comunque a creare qualche brivido, Urla in collina fatica a raggiungere il suo obiettivo e i momenti più violenti soffrono eccessivamente le conseguenze della natura a basso budget che fa risultare dei passaggi al limite della parodia. Tesa e triste, invece, l'atmosfera creata da Fiaba di un mostro. La medium e 17 novembre, infine, mostrano visivamente il meno possibile per provare ad aumentare la tensione psicologica. La parte narrativa che unisce tutte queste storie paranormali risulta inoltre meno convincente del previsto a causa di una recitazione innaturale che caratterizza purtroppo i due piccoli interpreti. Il progetto, tuttavia, ha dei buoni momenti e degli spunti interessanti e, senza entusiasmare, potrebbe riuscire a soddisfare un pubblico appassionato del genere cinematografico. Frammentato.

Regia: Tommaso Agnese, Marco Farina, Andrea Gagliardi, Roberto Palma, Stefano Prolli, Omar Protani, Gabriele Albanesi; genere: horror, thriller (Italia, 2010); attori: Primo Reggiani, Guia Quaranta, Carola Clavarino, Laura Gigante, Chiara Brunamonti, Lorenzo D'Agata.

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