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LA MODA CHE CAMBIA 13 Luglio Lug 2014 1700 13 luglio 2014

Media e politici, parlate di giovani a sproposito

Invece di esaltare le eccellenze, il Paese giustifica i fallimenti.

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Natal (Brasile): la desolazione di Mario Balotelli al termine d'Italia-Uruguay (24 giugno 2014).

Smettetela di parlare a sproposito dei giovani, quando ai giovani non credete affatto, e a chi fra loro si impegna in professioni legate alla cultura ancora meno, ha ammonito Riccardo Muti al termine del concerto molto partecipato in memoria di Candido Speroni, marito di Carla Fendi.
Al teatro Caio Melisso di Spoleto c'era una platea che, nella piccola enclave teatrale settecentesca, schierava politici e imprenditori e giornalisti, e in collegamento dal teatro Menotti altre centinaia di appassionati.
Sul palco suonava la 'sua' orchestra, la Luigi Cherubini che, a 10 anni dalla costituzione, ha già arricchito di elementi decine di orchestre di primo livello, moltissime delle quali straniere, e che vanta un carnet di impegni pluriennale.
Muti ha alternato battute («Sono stato accolto al mio vecchio liceo napoletano da una lapide in memoria») a staffilate («chiude un'orchestra dopo l'altra; è ovvio che per questi ragazzi le chance in Italia si riducano»).
Ha suggerito anche ai media, «sempre pronti a inchinarsi al primo straniero venuto», di sostenere l'eccellenza, dove e quando la trovino.
ABBIAMO BISOGNO DI MODELLI. Quello che Muti non ha detto, forse perché dato per sottinteso, è che formazioni come quella che dirige, così come gli exploit di Sara Errani e Roberta Vinci, hanno non solo bisogno di essere sostenuti, ma di diventare quello che i media americani definirebbero role model.
Modelli, fonte di ispirazione e di emulazione. Modelli di cui non solo di raccontasse o si desse per inteso, ma si enfatizzassero come valori i sacrifici, la disciplina e lo spirito di squadra, la ricerca continua di eccellenza, la soddisfazione del risultato prodotto da un impegno personale costante.
BASTA CON AMICI E CALCIATORI. Nulla di questo ha, se mai l'ha avuto, un valore in questo Paese, portato al contrario ad apprezzare i furbi, gli sbruffoni, chi cerca e soprattutto trova scorciatoie, e a giustificare sempre e comunque gli errori, i fallimenti, le riuscite mancate.
Gli unici modelli giovanili che siamo stati in grado di portare alle stelle in questi anni sono stati i partecipanti ad Amici e i calciatori.
I primi sono perlopiù attori mediocri di una sceneggiatura di cui non capiscono il senso, limitandosi a urlare qualche testo che non sanno spiegare, figurarsi interpretare, oppure a eseguire alla meno peggio qualche jetée: mostrare la vita degli allievi della scuola di ballo della Scala verrebbe considerato frustrante in un Paese che ama cullarsi nella certezza che anche il più piccolo sforzo meriti la vittoria o comunque gli applausi.
LA NAZIONALE, UNA SQUADRA VIZIATA. Dei secondi, i calciatori, basti dire che i rotocalchi si sono affrettati a mostrare la Nazionale in vacanza anticipata a Miami o a Formentera dopo la clamorosa sconfitta nel Mondiale in Brasile seguita a un ritiro organizzato nello stile di un resort a cinque stelle.
Nessuna squadra è stata viziata come la nostra, nessuna ha fatto, anche in virtù di questo, per contrasto, figura peggiore.
Però continuano a ricevere carezze e attenzioni, queste ultime soprattutto, quando mesi di silenzio mediatico li aiuterebbe, magari, a prendere coscienza di sé.
NESSUNO RACCONTA LE ORE DI STUDIO. Nessuno racconta invece le lunghe notti di viaggio dell'orchestra Cherubini prima di provare per sei ore e di suonare su un palco per altre tre (e sotto la bacchetta di Muti, che non è notoriamente una passeggiata), nessuno racconta e soprattutto mette in valore le ore di studio, ma soprattutto la soddisfazione di un risultato che ottenuto imponendosi rinunce, impegno e disciplina.
Anzi. L'autodisciplina, vedere un articolo sulle cause dell'aumento dell'obesità pubblicato da la Repubblica, viene stigmatizzata come «fonte di possibile frustrazione».
Teniamocene dunque alla larga, qualche santo provvederà. L'Italia ha sempre la scusa pronta in tasca, la giustificazione firmata dalla mamma, l'affondo dell'ultimo minuto forse non certo, ma comunque possibile. Dai dai che ce la fa. E quando non ce la fa, può sempre andare in vacanza a Miami. Con gli applausi della mamma.

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