Amici Genetica 140715102015
STUDIO 15 Luglio Lug 2014 1040 15 luglio 2014

Genetica, per il Dna gli amici sono come parenti

Svelati coi genomi i segreti dei rapporti tra le persone.

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da Londra

Gli esperti della Yale University hanno analizzato circa 2 mila persone per studiare i legami tra genetica e amicizia.

Vi siete mai chiesti come sia possibile che, diversi come siete, voi e i vostri migliori amici siate, di fatto, così legati?
Dal mondo della scienza è arrivata una curiosa scoperta: gli amici potrebbero essere parte della nostra famiglia, per davvero.
Uno studio americano ha fatto luce su quella speciale scintilla che rende i conoscenti tra le persone più importanti al mondo per ognuno di noi: non sarebbe soltanto una questione di interessi in comune e storie condivise, bensì di genetica.
AMICI (ANCHE) NEL DNA. Secondo gli esperti è, infatti, comune che coppie di amici siano legate nel corredo genetico, esattamente come potrebbero essere dei cugini di quarto grado: «Studiando i genomi abbiamo scoperto che siamo geneticamente simili ai nostri amici», ha spiegato James Fowler dell’Università di California, San Diego. «Abbiamo più Dna in comune con loro rispetto che con degli sconosciuti».
ANALISI SU 2 MILA PERSONE. L'esperto, insieme con Nicholas Christakis della Yale University, ha esaminato coppie di individui, per un totale di circa 2 mila persone, usando come criterio discriminante se fossero amici o meno; attraverso l’analisi del Dna i due scienziati hanno osservato quanto il corredo genetico di ogni coppia si somigliasse, o meno.
Il risultato ha evidenziato che i soggetti amici tra loro avevano un numero maggiore di mutazioni genetiche in comune rispetto alle coppie di persone che non si erano mai viste prima.
CUGINI DI QUARTO GRADO. In media, il corredo genetico in comune tra gli amici è stato simile a quello che hanno tra di loro i cugini di quarto grado: una similarità intorno all’1% del Dna.
«Può non sembrare tanto a una persona comune, ma per un genetista è un numero significativo», ha sottolineato Christakis.

Eredità della mutazione genetica degli esseri umani

Gli amici presentano differenti corredi genetici quando si tratta di controllo dell’immunità.

Le spiegazioni dietro a questa scoperta possono essere diverse. Il fenomeno, hanno illustrato gli scienziati nello studio pubblicato dalla rivista Proceedings of the national academy of sciences, potrebbe essere parte dell’evoluzione naturale.
«Quando di mutazione genetica in mutazione genetica gli essere umani hanno sviluppato l’abilità del linguaggio, avevano bisogno di altre persone con cui parlare», ha spiegato Christakis. E così si sono dovuti trovare amici con cui poter comunicare, selezionando naturalmente tra gli altri umani che erano in grado di parlare.
SELEZIONE PARENTALE. Il processo pare abbia a che fare con la cosiddetta ‘selezione parentale’: gli uomini primitivi avrebbero formato gruppi di persone che erano geneticamente portate a sopravvivere a determinati ambienti, e avevano simili gusti. Il punto sarebbe quindi selezionare naturalmente le persone che ci accompagneranno per la vita, tra quelle con cui è più facile condividere esperienze grazie al fatto che corredi genetici similari sviluppano simili bisogni e abilità.
DIFESA PER LE MALATTIE. Nel corso della ricerca è emerso che i geni più comuni tra amici sono quelli che influiscono sul senso dell’odore, probabilmente perché persone attratte dagli stessi odori si direzionano per natura negli stessi ambienti, creando così maggiori possibilità di incontro e di amicizia.
Al contrario, è emerso anche che gli amici hanno differenti corredi genetici quando si tratta di controllo dell’immunità, ovvero diverse difese naturali alle malattie.
Una possibile spiegazione sarebbe legata alle minori probabilità di contagio e diffusione di epidemie; gli amici, insomma, si aiutano a vicenda anche nella resistenza ai virus, e cercano di non passarsi le malattie.
LEGAMI DI SANGUE. L’idea che gli amici possano essere i nostri cugini di quarto grado non è dopotutto così strana: molti di noi non sanno chi siano i propri lontani parenti, e a certe amicizie, quelle in cui si è cresciuti insieme come se si fosse fratelli, e che hanno definito così intensamente la nostra stessa identità, l’unica cosa che manca è proprio il legame di sangue. E forse neppure quello.

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