Passenger Mike Rosenberg 140715194838
MUSICA 15 Luglio Lug 2014 0800 15 luglio 2014

Passenger, cantastorie su YouTube

Rosenberg, da busker a fenomeno globale.

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Newport (Galles): Passenger durante un concerto (15 giugno 2014).

La vicenda di Passenger mette d'accordo la velocità dell'universo digitale di YouTube e la tradizione antica del cantastorie.
Quando faceva ancora parte della sua band, i Passenger, questo 30enne inglese acuto, aperto e profondo usava il suo vero nome, Mike Rosenberg.
BUSKER DAL 2007. Quando nel 2007 la band si sciolse decise di usare il nome del gruppo e cominciò a fare il busker (cantante di strada) per pagarsi i suoi album che vendevano pochissimo.
Tutto ciò fino a che, grazie a YouTube, nel 2012 Let her go, una ballata malinconica, è diventata un fenomeno globale, proiettando Mike in testa alle classifiche di tutto il mondo, lanciandolo in un'attività frenetica ai quattro angoli del globo.

Ciò che colpisce è che Passenger, come il suo grande amico Ed Sheeran, rappresenta l'anima melodica delle nuove generazioni neo acustiche che sono un'alternativa all'universo dei campionatori e della musica usa e getta.
SULLE ORME DI YOUNG E DYLAN. «Sono cresciuto ascoltando Neil Young, Paul Simon e Bob Dylan: è da loro che ho imparato cosa voglia dire la musica che parla a tutti e che è fatta per durare nel tempo», ha raccontato il 15 luglio in un hotel di Roma dove mercoledì 16 ha in programma un concerto e giovedì 17 è ad Ancona.
MUSICA INDIPENDENTE PER 10 ANNI. Il successo non ha fatto perdere la testa al buon Rosenberg: «Grounded» (con i piedi per terra) è una parola ricorrente nelle sue risposte. «Ho fatto musica da indipendente per 10 anni. Suonavo nelle strade ed è lì che ho imparato a osservare la gente e se oggi continuo a fare il busker appena posso è proprio per rimanere con i piedi per terra».

L'anno scorso «è stato un delirio, tra concerti, festival e incontri promozionali non ho avuto respiro». Quest'anno «abbiamo deciso di concederci delle pause. Ho bisogno di vedere i miei amici, di stare per conto mio».
Whisper è un album dall'atmosfera malinconica, con testi con un immaginario cinematografico, cori e suoni naturali.
IL PIACERE DI ASCOLTARE STORIE. «Credo che la ragione del successo della nuova musica acustica e del neo folk sia nel fatto che oggi è tutto così veloce e immediato. La gente però non ha dimenticato il piacere di ascoltare storie, di godere nel sentire la forza dell'unione tra musica e parole che credo sia una delle cose più potenti che l'essere umano abbia a disposizione».

Da quando è cominciato il successo «sono circondato da gente che mi suggerisce di mettere insieme una band, di fare concerti con un'orchestra. Ma io preferisco suonare da solo: in un festival affollato di band e super band, la gente ha bisogno di uno che in un'ora da solo con la chitarra fa ascoltare le sue storie. Come facevano Simon & Garfunkel».
L'IMPORTANZA DELLA RETE. L'obiettivo di Passenger è rimanere «accessibile. Senza YouTube e Facebook non sarei nessuno: così cerco di rispondere ai fan e di rimanere in contatto. Ma le tecnologia è solo uno strumento».
Per fare un disco «non c'è bisogno di affittare un mega studio e farsi sommergere dalle macchine: è più importante stare a proprio agio, con la gente giusta. Come ho fatto io in Australia, dove mi sono fatto conoscere suonando per la strada».

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