CULTURA 24 Luglio Lug 2014 0532 24 luglio 2014

Film novità 2014, da «Io Rom Romantica» a «22 Jump Street»

Al cinema la pellicola di Halilovic sul tema dell'integrazione.

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Dopo Transformers 4 – L'era dell'estinzione, è un altro sequel a monopolizzare l'attenzione settimanale: 22 Jump Street, grazie all'accoppiata ormai collaudata composta da Channing Tatum e Jonah Hill, è arrivato infatti nelle sale per regalare risate e divertimento con il secondo capitolo della riuscita parodia dei film polizieschi, questa volta ambientato nel mondo del college.
Gli amanti delle commedie senza impegno possono però scegliere anche tra altre due proposte: Una notte in giallo, in cui la simpatica e brillante Elizabeth Banks dovrà affrontare una serie di eventi da incubo pur di riuscire a ottenere il lavoro dei propri sogni, e la poco riuscita Provetta d'amore, dall'iniziale spunto non privo di interesse che viene poi penalizzato da una sceneggiatura fragile e ricca di stereotipi e volgarità.
2047, UN CAST SPRECATO. Le tematiche sociali, invece, sono alla base di altre tre opere distribuite nei cinema in questi giorni. Si inizia con il particolare 2047 – Sights of Death che, dopo un buon incipit, spreca un po' un cast d'eccezione con una sceneggiatura non convincente e dei dialoghi poco curati.
Azione, violenza e thriller sono invece alla base di Anarchia – La notte del giudizio, sequel del film con protagonista Ethan Hawke, che ribalta la precedente prospettiva con cui veniva narrata la “purificazione” periodica consentita dal governo per controllare la criminalità al centro della trama.
UNA 18ENNE ROM SOSPESA TRA DUE REALTÀ. È invece dedicato ai più giovani Io Rom Romantica: il film diretto da Laura Halilovic si avvicina ai problemi dell'integrazione e dell'emarginazione attraverso lo sguardo sul mondo di una 18enne sospesa tra due realtà e culture.
In concomitanza con il tour italiano dei The National i cinema offrono inoltre la possibilità di assistere al documentario Mistaken for strangers in cui la vita on the road della band si unisce al complesso rapporto esistente tra Tom Berninger, regista del progetto, e suo fratello Matthew, leader del gruppo.

22 Jump Street, un sequel tutto da ridere

Chi ha amato 21 Jump Street non potrà che apprezzare anche il suo sequel, intitolato senza molta inventiva 22 Jump Street.
Jenko (Channing Tatum) e Schmidt (Jonah Hill) ricevono dal capitano Dickson (Ice Cube) una nuova missione: fingersi due matricole del college e scoprire chi si cela dietro un'attività criminale. Mentre Jenko si ambienta con facilità nel mondo della squadra di football e delle confraternite del campus, Schmidt si avvicina alla bella studentessa d'arte Maya (Amber Stevens). Il nuovo contesto in cui lavorano farà emergere le differenze tra i due agenti e il loro rapporto verrà messo alla prova.
Phil Lord e Christopher Miller si affidano alla bravura dei loro due protagonisti per far divertire, e il risultato voluto è ottenuto senza fatica: Channing Tatum equilibra bene la prestanza fisica alla leggerezza e Jonah Hill è perfettamente a suo agio nella parte del nerd che riesce a conquistare il cuore della bella ragazza.
UNA COMMEDIA SCANZONATA. Le interazioni dei due interpreti con Ice Cube, inoltre, sono tra i momenti più esilaranti e danno vita a uno dei passaggi più divertenti (il pranzo in famiglia) del lungometraggio che, pur essendo sopra le righe e sfruttando tutti i possibili stereotipi, sa proporre una commedia scanzonata costruita come una parodia ben confezionata e ritmata dei film polizieschi. I problemi di cuore di Schmidt e quelli esistenziali di Jenko sono trattati ovviamente con grande superficialità ma permettono alla sceneggiatura di gestire un sequel soddisfacendo i fan e gettando le basi per l'inevitabile prossimo capitolo della serie. Tra i passi di danza di Tatum, l'incapacità di lottare di Hill, il carisma di Ice Cube e una grande dose di doppi sensi, volgarità, e battute poco politically correct, 22 Jump Street passa dai riti di iniziazione ai party organizzati per il periodo dello spring break senza mai rallentare o mettere in secondo piano il feeling perfetto raggiunto dalle star. Senza impegno e senza fatica, il film risulta un perfetto pop corn movie da gustare per rilassarsi e nulla più. Riuscito.

Regia: Phil Lord, Chris Miller; genere: commedia (Usa, 2014); attori: Channing Tatum, Jonah Hill, Peter Stormare, Wyatt Russell, Amber Stevens, Ice Cube, Dave Franco, Jillian Bell.

2047 - Sights of Death, la dittatura del futuro

Nonostante un budget non troppo elevato, 2047 - Sights of Death è un'opera interessante dalla trama accattivante, purtroppo penalizzata da dei dialoghi non molto brillanti e dall'eccessiva retorica.
Nell'anno 2047 il mondo è in mano a un governo disposto a eliminare tutti gli oppositori. L'agente Ryan Willburn (Stephen Baldwin) lavora per l'organizzazione GreenWar e durante una missione si ritrova in una zona contaminata in cui rischia la sua vita. Lì Ryan troverà delle prove degli atroci genocidi compiuti da chi ha il potere e conoscerà la giovane Tuag (Neva Leoni), sopravvissuta al massacro. Sulle loro tracce arriveranno il colonnello Asimov (Rutger Hauer), il maggiore Anderson (Daryl Hannah) e un gruppo di mercenari.
AMBIENTAZIONE POST APOCALITTICA. L'ambientazione post apocalittica riesce a risultare realistica grazie a un buon uso delle limitate risorse a propria disposizione e all'utilizzo intelligente di semplici effetti speciali. La qualità degli interpreti è indubbia e lo spunto narrativo è buono; 2047 - Sights of Death fatica però a trovare una chiave di lettura originale dal momento in cui entrano in scena gli spietati militari a servizio del governo. I loro discorsi e le azioni che compiono sono fin troppo prevedibili e ripetitivi, imbrigliando le vecchie glorie del cinema in un'espressività statica e monocorde. La regia di Alessandro Capone è funzionale alla storia ma il film sembra essere un'occasione purtroppo sprecata, appesantita anche da una colonna sonora invadente e da un'enfasi eccessiva nel presentare gli elementi sociali. Interessante.

Regia: Alessandro Capone; genere: fantascienza (Italia, 2014); attori: Michael Madsen, Daryl Hannah, Danny Glover, Stephen Baldwin, Rutger Hauer.

Anarchia - La notte del giudizio, purificazione e istinti omicidi

Dopo il successo al botteghino di The Purge, il regista James DeMonaco torna a esplorare la tematica della purificazione semestrale della durata di sei ore, creata per dare spazio alla violenza e agli istinti omicidi repressi della popolazione in Anarchia – La notte del giudizio.
Al centro della storia non c'è più una famiglia benestante che si rinchiude in casa protetta dai propri sistemi di sicurezza all'avanguardia, ma cinque persone che si incontrano e promettono di aiutarsi a vicenda con lo scopo di sopravvivere allo sterminio approvato dal governo.
LA CRITICA ALLA SOCIETÀ. Sono infatti gli elementi sociali a creare la base degli eventi narrati dal sequel, ambientato in un vicino futuro, mostrando la 'purificazione' dalla prospettiva opposta rispetto a quella scelta per The Purge. Una cameriera, una madre single, un padre in cerca di vendetta sono solo alcuni dei personaggi che vengono utilizzati per dare spazio a discussioni etiche e morali senza però perdere di vista la struttura da thriller e ricca d'azione che fa da cornice alle sparatorie e alle sequenze d'azione. La sceneggiatura di DeMonaco non risparmia situazioni allegoriche ma esagera un po' nel suo tentativo di offrire spunti di riflessione seri pur utilizzando proprio un'eccessiva violenza come mezzo per criticare la società.
L'atmofera un po' vicina al cinema di Carpenter non maschera i difetti di un progetto esplicitamente inseribile nel genere dei b-movie, tuttavia Anarchia - La notte del giudizio riesce a intrattenere con il suo mix di thriller sociale a tinte horror. Cupo.

Regia: James DeMonaco; genere: thriller (Francia, Usa, 2014); attori: Frank Grillo, Kiele Sanchez, Zach Gilford, Carmen Ejogo, Edwin Hodge, Justina Machado.

Io Rom Romantica, tra sogni ed emarginazione

Viene presentato in anteprima al Giffoni Festival, l'evento dedicato ai giovani appassionati di cinema e tivù a Giffoni Valle Piana, il film Io Rom Romantica.
La protagonista è Gioia (Claudia Ruza Djordjevic): una ragazza rom che vive a Torino con la sua famiglia. Suo padre Armando (Antun Blazevic) è angosciato dal fatto che la ragazza a 18 anni non sia ancora sposata e si comporti come una gagè, una non rom. Gli italiani, invece, la considerano ancora una zingara facendola sentire ancora più emarginata e senza prospettive future.
QUEL CONSIGLIO PREZIOSO. Sarà il consiglio di un'amica a far vivere a Gioia un'esperienza che la porta a capire che il suo sogno è diventare regista. La teenager decide quindi di rivolgersi ad Alessandro (Marco Bocci), il meccanico del quartiere, per avere un aiuto nell'inseguire il suo sogno.
La tematica adatta al pubblico più giovane e la scelta di avvicinarsi ai problemi dell'integrazione attraverso gli occhi di un'adolescente sospesa tra due mondi rendono il film diretto da Laura Halilovic un progetto molto interessante che potrebbe riuscire nel difficile compito di offrire un piccolo ritratto della società contemporanea in modo originale e senza troppa retorica. Promettente.

Regia: Laura Halilovic; genere: drammatico (Italia, Bosnia, 2014); attori: Claudia Ruza Djordjevic, Marco Bocci, Antun Blazevic, Lorenza Indovina, Dijana Pavlovic, Giuseppe Gandini.

Mistaken for strangers, nel mondo dei The National

Chi entra in sala per assistere al documentario Mistaken for strangers con l'obiettivo di addentrarsi nel mondo della rock band The National è destinato a rimanere sorpreso. Il lungometraggio realizzato da Tom Berninger, fratello del leader del gruppo Matthew, è infatti un'interessante analisi del peso del successo sulle persone che sono a contatto con una rock star, degli inevitabili e spesso dolorosi confronti con la loro fama, e sul difficile tentativo di mantenere vivi i legami in famiglia nonostante gli impegni musicali.
Mistaken for strangers inizia con la scelta di Tom di accettare l'invito di unirsi allo staff del gruppo mentre è in tour, sfruttando l'occasione per mettere a frutto la sua passione per il cinema realizzando un documentario che immortali quanto accade durante la serie di concerti organizzati dall'Europa agli Stati Uniti.
UN RACCONTO COMMOVENTE. Le immagini mostrano la pressione vissuta ogni sera prima di un concerto a causa delle alte aspettative dei fan che si attendono una performance memorabile e al tempo stesso quelle di Tom che vorrebbe dimostrare a tutti di non essere lì solo perché fratello di Matthew, ma per propri meriti. La tensione non sempre è positiva e la poca preparazione del filmmaker e il suo rapporto conflittuale con gli altri e se stesso emerge sempre più chiaramente, fino ad avere conseguenze inaspettate.
L'onestà che traspare dal lungometraggio è evidente e in modo del tutto originale rende giustizia alla bravura della band e alla bellezza delle loro canzoni. I difetti del documentario, tra cui l'incapacità del regista di realizzare delle interviste interessanti, vengono mimetizzati da un racconto a tratti commovente e dalla buona musica, fino a un finale aperto che celebra i legami familiari con grande forza. Emozionante.

Regia: Tom Berninger; genere: documentario (Usa, 2014).

Provetta d'amore, volgarità, eccessi e poco altro

Un inizio da commedia romantica dedicata a una coppia innamorata che cerca di concepire un figlio lascia ben presto spazio in Provetta d'amore a una storia sopra le righe dalla struttura estremamente esile costruita solo su gag, eccessi e battute volgari.
Audrey (Olivia Munn) e Tommy Macklin (Paul Schneider) cercano di avere un figlio ma lo sperma dell'uomo sembra 'confuso'. La giovane viene così a conoscenza del fatto che il marito avesse donato il suo seme a una clinica per la fertilità pur di avere i soldi necessari a comprarle un costoso anello di fidanzamento. Tommy decide quindi di provare a recuperare l'ultimo campione in grado di farlo diventare padre, con l'aiuto dei suoi amici e di un improbabile membro della mafia indiana.
LA SECONDA PARTE DELUDE. Fino a quando Schneider deve interpretare il ruolo di un uomo in crisi di identità e alle prese con le sue insicurezze il film diretto da Jay Chandrasekhar riesce a sostenersi in modo incerto ma comunque apprezzabile. I problemi emergono invece nella seconda parte quando la trama del lungometraggio scivola in una lunga sequenza di assurdità e scene surreali che provano a far ridere senza quasi mai riuscirci. Provetta d'amore sembra così progressivamente perdere di vista lo spunto narrativo iniziale e naufraga inevitabilmente verso il suo epilogo tra personaggi secondari stereotipati, una protagonista femminile interpretata in modo monotono da Oliva Munn ed eventi suddivisi quasi equamente tra stucchevoli e fastidiosi. Inutile.

Regia: Jay Chandrasekhar; genere: commedia (Usa, 2012); attori: Paul Schneider, Olivia Munn, Aisha Tyler, Kevin Heffernan, Constance Zimmer.

Una notte in giallo, applausi per Elizabeth Banks

Il regista e sceneggiatore Steve Brill può ringraziare Elizabeth Banks: è infatti l'attrice a sostenere con la sua bravura e spigliatezza la commedia Una notte in giallo, priva di altri motivi di interesse oltre allo scoprire come la protagonista potrà giungere al fin troppo prevedibile lieto fine.
Meghan Myles (Elizabeth Banks) è la conduttrice di un programma di informazione di Los Angeles che viene trasmesso ogni mattina alle cinque. Dopo essere stata lasciata dal fidanzato e aver perso un'occasione professionale molto importante, la giornalista si lascia convincere dalle sue amiche Rose (Gillian Jacobs) e Denise (Sarah Wright Olsen) a trascorrere la sera in un locale, dove incontra l'affascinante e gentile barista Gordon (James Marsden) con cui trascorre la notte. Quando si sveglia Meghan scopre di aver ancora la possibilità di ottenere il lavoro dei suoi sogni se riuscirà a presentarsi negli studi televisivi in tempo, ma tutto sembra andare storto.
SPIRITOSO E GRADEVOLE. La lunga serie di incontri surreali e di incidenti vissuti da Meghan non è composta da singoli elementi tutti allo stesso livello di efficacia e comicità: l'iniziale disguido con un tassista dal temperamento complicato (Ken Davitian) introduce bene le incomprensioni e i pregiudizi che può vivere una donna semplicemente a causa del suo aspetto, mentre l'interazione con un ebreo ortodosso e l'intransigente autista di bus interpretata da Niecy Nash sono fin troppo esagerati nell'estremizzazione degli eventi e falliscono nel raggiungere l'effetto sperato.
Elizabeth Banks, però, riesce a rendere simpatico il personaggio di Meghan, così fuori dal mondo da rischiare di passare per una svampita con poco cervello, e James Marsden nel ruolo di una versione contemporanea del cavaliere pronto ad accorrere in soccorso di una donna in difficoltà è una piacevole parentesi grazie ai suoi dialoghi con le amiche della protagonista, due figure delineate in modo privo di sfumature ma efficace alla narrazione.
Una notte in giallo avrebbe potuto osare di più e sviluppare in modo più approfondito alcune delle tematiche sfiorate, ma il risultato finale è un lungometraggio spiritoso e ben interpretato che soddisfa chi vuole rilassarsi al cinema senza eccessiva volgarità. Gradevole.

Regia: Steve Brill; genere: commedia (Usa, 2014); attori: Elizabeth Banks, James Marsden, Gillian Jacobs, Oliver Hudson, Willie Garson.

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