ARTE & DIRITTI 31 Luglio Lug 2014 0800 31 luglio 2014

I Bronzi di Riace truccati da Gerald Bruneau

Stop ai pregiudizi. Tanga sulle statue.

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Un drappo bianco come se fosse una sposa. Un tanga leopardato e un boa fucsia come strumenti di seduzione.
I Bronzi di Riace, simboli della mascolinità, sono stati trasformati in emblemi dell'omosessualità. È questa l'ultima provocazione di Gerald Bruneau (foto).
Come raccontato il 31 luglio da Dagospia, il celebre fotografo (allievo di Andy Warhol e reporter per importanti testate italiane e straniere) si è introdotto a febbraio nel Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria è ha trattato i capolavori dell'arte greca del V secolo a.C. come se fossero opere kitsch.
CONTRO PREGIUDIZI E IPOCRISIE. Le due sculture classiche, adornate, travestite, velate, divengono protagoniste di un'azione rivolta a smascherare pregiudizi e ipocrisie.
Si fanno interpreti di una performance in cui ogni movimento è come un atto di corteggiamento, un gesto amoroso dissacrante e sfrontato.
«Le immagini», ha tenuto a precisare la soprintendente ai Beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomia, «sono state realizzate senza autorizzazione».

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