Fontana Mascherone 140810180347
LA MODA CHE CAMBIA 10 Agosto Ago 2014 1640 10 agosto 2014

Il turista maleducato va punito come gli italiani

A Roma tre stranieri di notte nella fontana. All'estero farebbero così?

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La fontana del Mascherone a Roma.

Mezzanotte circa di una serena nottata romana che bagna via Giulia di una luce magica.
Per abitudine, lo sguardo va alla fontana del Mascherone, gioiello del barocco voluto dai Farnese - che dominavano certamente a San Pietro, ma moltissimo lì attorno, come testimoniano palazzi e iscrizioni - e naturalmente il nome della strada, la più bella di Roma come la donna amata da Rodrigo Borgia a cui è dedicata.
In questa chiara notte di luna e onusta di tutta questa gloria, la vasca della fontana risulta occupata da tre ragazzotti.
Sono seduti sul bordo e vi hanno immerso i piedi: la ragazza del gruppo, anzi, si è appena accesa una sigaretta.
Un bel pediluvio in relax.
Il tassista borbotta: «A signo' che schifo 'sti turisti, ma guarda 'sti burini, 'ndo credono de esse».
DUE CONTRO TRE. Rapido calcolo. Due contro tre, facciamo uno e mezzo considerata l'altezza dei tacchi.
Quelli saranno come minimo stracarichi di birra e vino. Può funzionare. «Si fermi un minuto». Inchioda. Ha capito. Scende anche lui. «Uscite subito di lì. I tre si guardano, borbottano in inglese qualcosa che, spero scuserete, tradotto suona in un 'e questa che fuck vuole'».
«Questa vuole che usciate subito di lì». «Is that fucking fountain yours?».
SI SONO AMBIENTATI BENE. Saranno in Italia da tre giorni, non parlano la lingua, ma guarda un po' come ne hanno adottati i modi.
È mia, certo che è mia, e questo è il mio Paese, come vi permettete, ignoranti cafoni.
L'atmosfera si scalda. Volano parecchi fuck.
Se ne vanno un secondo prima che il tassista chiami i vigili, che comunque non verrebbero, perché la notte romana sarà piena di naiadi in canottiera come questa e anche peggiori di questa, così come i ponti veneziani affollati di baccanti da quattro soldi e gli scavi di Pompei di epigoni di Andrè Malraux, ed è possibile che siano impegnati in attività più pressanti, forse, sperabilmente, che rimettere al loro posto tre discendenti di Tom Sawyer accomodati in un'opera d'arte come se stessero a pescare pesce gatto sulle rive del Mississippi.
A PARIGI NON SAREBBE COSÌ. Certo, sarebbe bello veder arrivare i vigili con lo sfollagente come accade a Parigi, dove nessuno di questi tre giovani imbecilli si permetterebbe di comportarsi come fa qui.
Però, rientrando verso casa sentendosi dei piccoli eroi, ci si ricorda che, in effetti, lo stesso Paese dei flic che ti impediscono di sederti sul marciapiede, figurarsi in una fontana, nominò ministro della Cultura il suddetto Malraux, autore di un tentato furto di bassorilievi in un tempio di Angkor Vat a scopo di lucro.
E allora vengono alla mente certi atteggiamenti colonialisti che tutti i popoli, alcuni più degli altri, tendono ad adottare nei confronti dei Paesi che vivono e sentono come inferiori.
LE SANZIONI ESISTONO: APPLICHIAMOLE. Nel caso dell'Italia si tratta di una vecchia storia, e di una vecchia colpa. Anzi di due vecchie colpe, che sono però entrambe nostre: la prima, di non applicare sanzioni che esistono e che sono chiarissime.
La seconda, di accettare la sregolatezza altrui come fosse una nostra colpa, come se la nostra - effettiva - scarsa coscienza civica, la nostra rilassatezza nell'applicazione delle leggi, giustificasse e anzi incoraggiasse il cattivo comportamento altrui, senza neanche prendere in considerazione un fatto invece evidente, e cioè che se cittadini di Paesi così evoluti, così civili, una volta usciti dallo sguardo occhiuto dei rispettivi flic danno sfogo a una sostanziale inciviltà, a una bestialità di fondo che solo il rischio di una pena riesce a tenere a freno, questa dovrebbe essere un'aggravante, e non una giustificazione.
E I PAESI D'ORIGINE DOVREBBERO SCUSARSI. I fornicatori del ponte veneziano dovrebbero essere rimpatriati nella civilissima Svezia con richiesta di scuse ufficiali da parte del governo svedese, e causa per danni morali, e il turista svizzero che in patria guida a passo di lumaca e mi riprende pubblicamente se parcheggio un centimetro fuori dalle strisce, mentre in Italia sfreccia a 200 all'ora incurante dei limiti di velocità, dovrebbe essere raggiunto da doppia denuncia per aver aggiunto al dolo il manifesto disprezzo per le leggi di un altro Paese.
Non vediamo, non vedo l'ora di leggere sulla Columbia Missourian che i tre Tom Sawyer hanno dovuto pagare la pulizia della fontana del Mascherone. Anche il mascherone che non hanno nemmeno sfiorato.

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