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CULTURA 11 Agosto Ago 2014 0700 11 agosto 2014

Sfogliatella, Napoli difende la tradizione

Scontro sui dolci congelati nel capoluogo campano.

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da Napoli

Secondo i cultori della pasticceria, la sfogliatella sarebbe stata inventata intorno al XVIII secolo.

C’è chi l’ha usata come tangente e come strumento di corruzione, per blandire un nemico o addolcire un rivale, per ottenere un mutuo o per dichiararsi in amore. C’è perfino chi ne propone la versione salata.
Raccontano che nel 1862 i Pintauro, maestri di sfogliatelle ma in odor di fronda anti-Borbone, salvarono la testa grazie alle guantiere ricolme di delizie regalate ai (poco) solerti ispettori del sovrano.
IN DIFESA DEL DOLCE. A Napoli la sfogliatella «è moneta sonante». Come l’euro, anzi meglio perché - dicono - «non tradisce e sa di paradiso». Perciò, la tendenza di alcuni produttori a congelarla per poi smerciarla nei supermercati ed esportarla ovunque nel nome della globalizzazione sta scatenando ansie, mormorii, insofferenze.
Arde il fuoco, sotto la cenere. E non c’è marchio dop che tenga.
IL NUOVO FLASH MOB. Per sancire una volta per tutte se sia più gustosa la riccia capricciosa o la più suadente frolla, per dire basta ai 'pasticci' di ogni sorta, per tutelare, senza se e senza ma, la verginità del prelibato dolcetto, frotte di intellettuali-giornalisti-gentecomune intendono riproporre a breve «lo Sfogliatella Mob numero 2», ovvero la seconda edizione dell’happening già sperimentato con successo nel giugno 2012 davanti alla pasticceria Pintauro in via Toledo.
Si leverà, avvertono i nuovi promotori, «un alto e vibrante grido di dolore». Insomma, non sarà zuccherosa ammuina. Né si alimenterà una friabile speranza.

Napoli si mobilita in difesa della sfogliatella

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi è uno dei politici folgorato dalla sfogliatella.

La sfogliatella è intrigante. Perciò, fa discutere. Raccomanda l’esperto: «A chi viaggia, non va mai venduta appena sfornata perché il calore stagnante ne guasterebbe la fragranza. Chi compra, poi, farà bene a chiedere due pacchetti. Uno sarà per casa, l’altro per il viaggio. Perché sarebbe pura utopia pensare di aspettare fino all’arrivo per l’assaggio».
Il poeta Ferdinando Russo, infatti, la spedisce in cielo ai santi. È volitiva, è sfuggente.
DIFFUSA NEI PALAZZI. Il deputato Francesco Barbato (Italia dei valori) nella seduta del 23 giugno 2011 ne offrì in aula Silvio Berlusconi sperando di convincerlo a dire sì a un delicato rendez vous politico. La cancelliera tedesca Angela Merkel non riesce a farne a meno ogni volta che si reca in vacanza a Ischia. Idem per Stefania Prestigiacomo, ex ministro e siciliana amante degli zuccheri.
PASSIONE DEL CAV. L'ex Cavaliere, da presidente del Consiglio, concludeva le riunioni di governo più ostiche offrendo sfogliate ai ministri in lite in segno di distensione. Ma nel 2010 - raccontano - rimase insensibile al vassoio con 20 dolcetti spediti a Palazzo Grazioli da due aspiranti candidate campane che agognavano un posto in lista per le elezioni regionali.
ZUCCHERO E POLITICA. Freschissime sfogliatelle doc ha offerto anche il parlamentare del Partito democratico ed ex sindaco di Portici Enzo Cuomo quando nel maggio 2014 ha invitato a cena a casa sua i 'papaveri' locali del Pd allo scopo di raggranellare voti per Pina Picierno, la capolista renziana alla elezioni europee.
A rifornire di ricce e frolle il frigorifero di Cuomo ha provveduto Mario Guida, lo stesso pasticciere che a gennaio ha avuto l’onore di far gustare le sue sfogliatelle a papa Francesco in Vaticano.

Indro Montanelli le riceveva a chili via aereo

La sfogliatella è uno dei simboli di Napoli secondo la tradizione.

A Indro Montanelli, da direttore del quotidiano Il Giornale, ne arrivavano a chili in aereo, fragranti e appetitose sui vassoi da viaggio. Per accattivarsene le simpatie, c’era chi puntava sulle mozzarelle di bufala (la passione primaria) e chi sulle dolci sfogliatelle, che il grande giornalista amava con intensità.
Narrano che da direttore de Il Mattino (1993-94), anche un altro grande del giornalismo, il romagnolo Sergio Zavoli, non disdegnasse l’appuntamento quasi quotidiano con la dolce trasgressione. C’è chi ricorda, sorridendo: «Sapeva gustarla lentamente, come insegnano i più rinomati cultori della materia».
SÌ ALLA VENDITA IN STRADA. In questi giorni, invece, il sindaco di Ischia Giosi Ferrandino ha scatenato polemiche tra politici e ambulanti consentendo ai venditori di sfogliatelle (e soltanto a loro) di vendere in strada senza restrizioni per la gioia di turisti e villeggianti.
«La sfogliatella», fa sapere a Lettera43.it chi ne produce per mestiere, «è un modo di vivere». Insomma, è cosa assai seria: nella bottega di Pintauro e in quella di Attanasio, due fra i templi mondiali del mitico dolce (insieme con Scaturchio, Zì Maria, Carraturo e pochi altri), c’è una scritta su Napoli che - si afferma - tiene tre cose belle: «'O mare, ‘o Vesuvio e ‘a sfugliatella».
NELL'OLIMPO DEI LETTERATI. Al bar Gambrinus - salotto liberty che nell’800 ospitò Jean-Paul Sartre e Oscar Wilde, Ernest Hemingway e Matilde Serao, Benedetto Croce, Totò e i fratelli De Filippo - la proprietà mantiene riservato sine die un tavolo per «il commissario Ricciardi», il protagonista dei romanzi dello scrittore Maurizio De Giovanni che 'vede' i morti e - come gli eroi letterari stile Anni 30 - «fa ogni mattina colazione con caffè e sfogliatella».

Quella riccia nacque nel 18esimo secolo

Per difendere la tradizionale sfogliatella, a Napoli è stato organizzato un flash mob.

Per gli studiosi tradizionali, quella riccia nacque nel 18esimo secolo grazie alle monache del convento di santa Rosa da Lima a Conca dei Marini sulla costiera amalfitana cui una sera era rimasto tra gli avanzi un po’ di semola, frutta secca e zucchero.
Per altri, la prima sfogliatella risalirebbe a 2 mila anni fa, nell’ambito delle feste priapiche in cui veniva distribuito ai contendenti «un dolce energetico di forma triangolare che ricordava il pube femminile».
STUDI DEGLI PSICOLOGI. Della sfogliatella si occupano con impegno psicologi e austeri analisti del comportamento: se uno sceglie la frolla, vuol dire che non ama sporcarsi, preferisce le cose ordinate, vive nell’ordine, nella pulizia, ma anche nella paura, nell’ansia, nell’incertezza. È sempre ben pettinato, indossa camicie pulite e ben stirate, si muove con sobrietà.
SIMBOLO DELL'UTERO. Se sceglie la riccia, invece, è uno che ride e fa ridere, ha acquisito esperienza sul campo, sa come divertirsi, ama indossare jeans e scarpe da tennis. Se è femmina, ha i capelli ricci ed è molto passionale.
Racconta Fabio Astatico, cultore autodidatta: «Per me, la conchiglia tipica della sfogliata riccia è simbolo dell’utero e delle acque primigenie da cui nasce la vita: nel 700, infatti, la conchiglia, con le sue superfici increspate, diventò il dolce simbolo dell’amore sensuale, dell’eros più terreno immortalato nei dipinti di Francesco Solimena e Paolo De Matteis».

Termine usato nel gergo dei criminali

L'articolo pubblicato sulla rivista francese 'Neon' che celebra le bellezze di Napoli, tra cui la sfogliatella.

Si sa che la sfogliatella può essere un castigo («Mi è arrivata una sfogliatella», vuol dire ho ricevuto una punizione, per esempio una contravvenzione). Ma può diventare anche strumento di intimidazione. O di ricatto. O di illegittima pressione.
Nel codice criminale, la sfogliatella è intesa come tangente e appalto (lo si evince, tra l’altro, da una lettera spedita dagli affiliati al boss dei Casalesi Michele Zagaria in carcere a Novara).
INDICA LA COCAINA. Dolci e pastarelle per indicare marijuana e hashish, sfogliatelle per indicare la cocaina: il codice da pasticceria veniva usato dai sei pusher che fino al 2012 hanno agito a Striano, paese agricolo a Nord di Napoli. E pagamenti in vassoi ricolmi di sfogliatelle e torte erano accettati dalla banda di spacciatori che agiva tra Angri e Sant’Antonio Abate (nei pressi del capoluogo campano) in cambio delle dosi di bianca polverina.
Sfogliatella è il grottesco vezzeggiativo scelto dai fan di Lello Liberti, cantante neomelodico indagato dai carabinieri per il testo di O capoclan, canzone-best seller che inneggia a colui «che non è cattivo e pensa sempre a tutti noi».
INVIDIA DELL'ESTERO. Il dolce, però, viene usato anche a fin di bene. Dalla Lombardia alla Campania, ha suscitato curiosità la campagna che consente ai titolari dei bar che tolgono le slot machine dal retrobottega di offrire caffè e sfogliatella gratis.
A Portici, i vigili hanno le hanno offerte agli automobilisti trovati in regola ai controlli.
La rivista francese Neon ha messo la sfogliatella al terzo posto tra i 10 buoni motivi per cui vale la pena di visitare Napoli. E dal gennaio 2013, come una vera primadonna, il dolce troneggia nella vetrina dell’Opera cafè, il locale inaugurato nel foyer del real teatro di san Carlo, il tempio internazionale della musica lirica.

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