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MODA 12 Agosto Ago 2014 1942 12 agosto 2014

Banca russa Vtb interessata a Cavalli

La banca tratta per un cliente che la rivenda.

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Lo stilista toscano Roberto Cavalli.

Le trattative per la vendita di Cavalli sembrano arrivate a una svolta dopo cinque anni. Vtb Capital, la banca di investimento russa del gruppo bancario Vtb, sarebbe in contatto con Roberto Cavalli per rilevare il 60% del suo gruppo. L'indiscrezione, emersa sull'autorevole sito Women's Wear Daily (Wwd) e confermata al quotidiano russo Vedomosti sia da fonti della banca che dell'entourage di Cavalli, parla di un'offerta da mezzo miliardo di euro per una quota del 60% nella maison, valorizzando il gruppo 830 miliardi. Secondo Wwd, che ha descritto Cavalli come desideroso di chiudere con i russi, lo stilista avrebbe addirittura interrotto le sue vacanze, rientrando a Milano per imprimere una accelerazione al negoziato, la cui chiusura sarebbe attesa ad ottobre.
PASSAGGIO DI MANI. Dalle ultime indiscrezioni, questa volta targate agenzia Bloomberg, Vtb Capital starebe trattando l'acquisto di una quota del gruppo Cavalli per conto di un cliente e non ha intenzione di conservare la quota che eventualmente dovesse rilevare.
BANCA COLPITA DA SANZIONI. Tra le questioni ancora da definire ci sarebbe il ruolo della moglie Eva nella futura governance italo-russa. Se l'operazione dovesse andare a buon fine, azionista di controllo del gruppo diventerebbe una delle tre banche russe colpite dalle sanzioni degli Usa e dell'Unione Europea, presieduta da quell'Andrey Kostin che già siede nel cda di Pirelli. Vtb Capital valuta Cavalli 37 volte l'ebitda (margine operativo lordo) raggiunta nel 2013, esercizio chiuso con una crescita del 9,3% dei ricavi, a quota 201 milioni, e con un utile di competenza del gruppo sceso da 359 a 159 mila euro.
CINQUE ANNI DI TRATTATIVE. Sono ormai cinque anni che Cavalli, il cui stile appariscente raccoglie molti fan tra i nuovi ricchi russi, sonda acquirenti per una quota del suo gruppo. Nel 2009 fu Clessidra a trattare l'ingresso ma l'avanzata della crisi economica e le posizioni della proprietà, che allora valutava l'azienda un miliardo, impedirono di raggiungere un accordo. Sempre divergenze economiche sono all'origine delle fallite trattative sia con il fondo del Bahrein InvestCorp che con Permira, svoltesi nel 2014. L'offerta del private equity inglese, che valorizzava il gruppo 450 milioni di euro, è stata giudicata insufficiente da Cavalli. Che ora sembrerebbe essere allettato dalla proposta molto più generosa dei russi.

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