CULTURA 28 Agosto Ago 2014 0612 28 agosto 2014

Film novità 2014, da «Mud» a «One On One»

Nelle sale la pellicola di Nichols con Matthew McConaughey.

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Arriva nelle sale il primo dei 20 film presentati all'edizione 2014 della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia: One On One di Kim Ki-Duk che ha dato il via alla programmazione della sezione indipendente delle Giornate degli autori con la sua carica di violenza e impatto emotivo. Le proposte cinematografiche settimanali propongono però molti altri titoli da non perdere.
La bravura dei rispettivi cast sostengono con efficacia Il fuoco della vendetta e Mud, in cui le ferite interiori e l'ineluttabilità del destino danno vita a una catena di eventi drammatici che obbligano i protagonisti a compiere un'evoluzione interiore.
IL ROAD MOVIE PAZZA IDEA. È una presa di consapevolezza anche La ragazza del dipinto: un film storico che si addentra nei conflitti sociali del XVIII secolo attraverso la storia di una ragazza, nata da una relazione clandestina, il cui colore di pelle rappresenta un fattore in grado di causare incomprensioni e discriminazioni.
L'originale road movie Pazza idea, in cui le canzoni di Patty Pravo hanno un'importanza signficativa nella vita dei giovani protagonisti, regala poi leggerezza ma al tempo stesso degli spunti di riflessione grazie alla buona caratterizzazione emotiva dei personaggi.
SCARLETT NEI PANNI DELL'ALIENA. Possiedono invece una struttura particolarmente originale The Rover, che sfrutta bene la convincente perfomance di Guy Pearce e Robert Pattinson, e l'affascinante Under the skin (presentato proprio a Venezia l'anno scorso), un atipico sci-fi in cui Scarlett Johansson dà corpo e volto a un'aliena alla ricerca del significato della vita.
Le ultime due proposte settimanali sono lo spettacolare disaster movie Into the storm e la poco riuscita commedia romantica Quel momento imbarazzante, che spreca la presenza di un cast di giovani star emergenti con una sceneggiatura banale, stereotipata e sopra le righe.

Il fuoco della vendetta, le ferite di due fratelli

Non c'è spazio per la redenzione, ma solo per la speranza di ottenerla, per i protagonisti di Il fuoco della vendetta. Il punto di forza del film diretto da Scott Cooper è infatti la capacità di mostrare le ombre e le ferite di due fratelli i cui sogni e progetti si sono infranti contro la durezza della vita. Russell Baze (Christian Bale) lavora come operaio in un'acciaieria locale, si prende cura del padre malato terminale e si preoccupa per le scelte compiute da suo fratello Rodney Baze Jr. (Casey Affleck), tornato da una missione in Iraq e ora dedito alle scommesse e ai combattimenti di pugilato illegali.
Dopo un periodo di detenzione a causa di un incidente mortale, Russell ritorna in città e affronta i cambiamenti avvenuti in sua assenza: il padre è morto, l'amata Lena Warren (Zoe Saldana) l'ha lasciato e Russell è sempre più legato al mondo della criminalità, con drammatiche conseguenze.
ATMOSFERA DENSA DI EMOZIONI. Cooper sa gestire al meglio il suo cast che sa interpretare luci e ombre dei personaggi con bravura, creando così un'atmosfera molto densa di emozioni e significato. Le convincenti perfomance di Bale e Affleck sostengono con efficacia il complesso messaggio alla base del film, in cui i legami di sangue, la violenza e la realtà americana si fondono a concetti più personali come la voglia di riscatto e, come suggerisce il titolo, i sentimenti di vendetta. Harrelson rimane un po' statico all'interno di un ruolo vicino a quelli già interpretati in passato con successo, ma la buona regia di Cooper, una colonna sonora coinvolgente e l'aderenza alla realtà in cui il lieto fine rimane solo tra le pagine delle fiabe, rendono il lungometraggio ricco di sfumature e di grande impatto emotivo. Realistico.

Regia: Scott Cooper; genere: thriller (Usa, 2013); attori: Christian Bale, Zoe Saldana, Woody Harrelson, Willem Dafoe, Casey Affleck, Forest Whitaker.

Into the storm, il disaster movie di Steven Quale

Pur potendo contare su degli effetti speciali di buon livello, Into the storm risente di una sceneggiatura prevedibile e banale, che ricalca molti progetti analoghi realizzati negli ultimi anni, a cui è stato aggiunto una buona dose di spettacolarità che giustifica la visione del film.
Al centro della storia c'è quanto accade nella cittadina di Silverton che, in un solo giorno, viene colpita e distrutta da una serie di tornado senza precedenti. I metereologi prevedono quello che sta per accadere ma alcuni cacciatori di tornado si lanciano con entusiasmo verso il fenomeno, mentre gli abitanti di ogni età affrontano la tragica situazione.
IL FASCINO DI UN TORNADO. Non bastano l'intrecciarsi delle storie parallele dei vari protagonisti per dare sostanza a Into the storm, tuttavia il nuovo disaster movie proposto sul grande schermo riesce a trovare una sua personalità, rappresentando quasi una versione aggiornata di Twister e innalzando il livello visivo del genere cinematografico. Tralasciando l'intreccio scontato e prevedibile, il film diretto da Steven Quale rappresenta in modo credibile la potenza dei tornado e il fascino che può esercitare in scienziati e ricercatori. I dialoghi mediocri, delle interpretazioni non brillanti di personaggi unidimensionali, e un finale ipotizzabile fin dalle prime inquadrature, non permettono al lungometraggio di avere molto spessore e lo limitano a essere fonte di intrattenimento per chi ama il genere, creando inoltre qualche brivido nei momenti di maggior furia degli elementi. Spettacolare.

Regia: Steven Quale; genere: thriller (Usa, 2014); attori: Richard Armitage, Sarah Wayne Callies, Jeremy Sumpter, Nathan Kress, Matt Walsh, Kyle Davis.

La ragazza del dipinto, tra romanticismo e questioni sociali

Gli aspetti storici, il romanticismo e le questioni sociali si amalgano in modo convincente e omogeneo nel film La ragazza del dipinto, lungometraggio che soddisferà gli amanti dei progetti in costume ricchi di contenuti.
Belle (Gugu Mbatha-Raw) è la figlia illeggittima di un capitano della Marina britannica e di una donna di colore. Pur essendo cresciuta nel mondo dell'alta società, la ragazza deve ugualmente affrontare la realtà delle differenze sociali esistenti quando si avvicina la possibilità di un matrimonio. L'incontro con un figlio idealista di un vicario le farà comprendere maggiormente le disuguaglianze causate dal colore della pelle e la spingerà a lottare per i diritti negati dalla società britannica.
Un cast di ottimo livello arricchisce un film ben diretto e montato con attenzione, equilibrando ogni elemento narrativo in modo quasi impeccabile. La storia d'amore, pur essendo al centro della trama, non risulta mai stucchevole e viene inserita con intelligenza nella dimensione storica in cui si svolge, offrendo una prospettiva originale e molto personale di una tappa fondamentale per l'uguaglianza.
LA SORPRESA MBATHA-RAW. Tra le performance di un cast di buon livello, tuttavia, non si può non notare come Tom Felton sia ancora una volta ingabbiato in ruoli da cattivo che, pur adattandosi bene alle sue capacità, rischiano di non far emergere mai del tutto le sue capacità come attore. Sorprende, invece, Gugu Mbatha-Raw con una recitazione ricca di sfumature e sentimenti, in cui la determinazione non mette mai in secondo piano la purezza d'animo della protagonista Belle.
L'Inghilterra del XVIII secolo prende vita sullo schermo animata da un grande fascino e La ragazza del dipinto non si perde mai tra la bellezza dei suoi costumi e paesaggi, mantenendosi ben salda sugli elementi più importanti della trama. Affascinante.

Regia: Amma Asante; genere: drammatico (Regno Unito, 2014); attori: Gugu Mbatha-Raw, Tom Wilkinson, Sarah Gadon, Miranda Richardson, Tom Felton, Sam Reid.

Mud, tutta colpa di una donna

Le radici profonde nella realtà quotidiana del Sud degli Stati Uniti danno forza a Mud, il nuovo film diretto da Jeff Nichols che emoziona e coinvolge con un racconto di formazione dalla struttura classica ma dallo svolgimento molto contemporaneo.
Ellis (Tye Sheridan) e il suo amico Neckbone (Jacob Lofland) scoprono una barca abbandonata su un isolotto e decidono di provare a ripararla, ma al loro ritorno la trovano abitata dal misterioso Mud (Matthew McConaughey), un ricercato per omicidio sulle cui tracce ci sono dei cacciatori di taglie. L'uomo racconta come sia stato l'amore per Juniper (Reese Witherspoon) a causare quanto accaduto e proprio l'arrivo in città della ragazza darà il via a una catena di eventi drammatici.
Nichols sa gestire con molta bravura la tensione e l'emotività della trama, addentrandosi tra i contrasti generazionali che mettono in contrapposizione la giovinezza e la saggezza, ma anche sentimenti contrastanti come l'amore e la consapevolezza di averlo perduto per sempre.
I RIFERIMENTI A MARK TWAIN. McConaughey si adatta alla perfezione a un personaggio spigoloso e al tempo stesso profondamente romantico, mentre Witherspoon sa dosare bene sfrontatezza e sofferenza interiore all'interno di una tragedia molto personale che, nonostante un finale irrealisticamente iper violento, non si allontana mai dall'umanità dei sentimenti portati in scena. I bravissimi Tye Sheridan e Jacob Lofland si muovono con intensità in un mondo adulto fatto di rimpianti ed errori, e l'intreccio in cui è presente più di un riferimento alle storie create dallo scrittore Mark Twain è avvincente e scorrevole, creando empatia tra lo spettatore e quanto accade sul grande schermo. Nichols, pur proponendo un film imperfetto, dimostra tutte le sue capacità e si conferma come uno degli autori da tenere in maggior considerazione nei prossimi anni. Intenso.

Regia: Jeff Nichols; genere: drammatico (Usa, 2012); attori: Matthew McConaughey, Tye Sheridan, Jacob Lofland, Michael Shannon, Sarah Paulson, Reese Witherspoon.

One on One, il volto brutale di Kim Ki-Duk

Kim Ki-Duk ritorna a esplorare il tema della violenza e della vendetta con One on One, in cui le tematiche sociali vengono trattate attraverso il dramma di un omicidio incomprensibile.
È infatti l'uccisione di una ragazza a scatenare una serie di rapimenti e brutali torture ideate con lo scopo di far emergere la verità su quanto accaduto, sostendo inoltre una lotta contro lo stesso sistema.
I diversi tasselli della storia vengono presentati progressivamente fino a mostrare il quadro generale della situazione, addentrandosi anche nelle singole vite dei personaggi coinvolti, ognuno animato da motivazioni personali e uniche.
La brutalità della storia, rispetto alle opere precedenti di Kim Ki-Duk, rimane più contenuta e giustificata dalla trama che, tuttavia, si sviluppa con eccessiva retorica ed enfasi.
UNA VERSIONE ASIATICA DI PRISONERS. La scelta di non offrire alcuna risposta definitiva ed enfatizzare la triste inevitabilità di un dolore senza via d'uscita, è l'elemento più convincente di One On One che, tuttavia, appare fin troppo una versione asiatica e più orientata verso l'ambito collettivo, con profondi legami al passato coreano, di Prisoners, il film diretto da Denis Villeneuve nel 2013.
Pur dimostrando ancora una volta la bravura del filmmaker, il lungometraggio lascia un po' insoddisfatti per la sua incapacità di rappresentare con la stessa forza gli aspetti sociali e quelli personali, diluendo la sua carica emotiva negli scoppi di violenza. Brutale.

Regia: Kim Ki-Duk; genere: drammatico (Corea del Sud, 2014); attori: Ma Dong-seok, Kim Young-min, Lee Yi-Kyeong, Jo Dong-in.

Pazza idea, Danny e Odysseus alla ricerca del padre

Dopo la presentazione al Festival di Cannes, arriva ora nelle sale Pazza idea: un road movie atipico con protagonisti due adolescenti alla ricerca della propria identità e di una svolta definitiva alla propria vita.
Il 16enne Danny (Kostas Nikouli) e il 18enne Odysseus (Nikos Gelia) sono cresciuti senza un padre e, dopo la morte della loro madre albanese, colgono immediatamente l'occasione di partecipare a un prestigioso talent show le cui selezioni si svolgono a Salonicco, sperando di incontrare l'uomo che li ha abbandonati e di ottenere un contratto in grado di risollevare la difficile situazione economica in cui si trovano. Il loro viaggio farà emergere la sofferenza del passato e le difficoltà a integrarsi nel mondo adulto in una società a loro ostile.
La particolare opera diretta da Panos H. Koutras intreccia un'atmosfera leggera, in cui le canzoni di Patty Pravo, considerata un'icona dai due protagonisti, accompagnano la maturazione dei due ragazzi che sono obbligati a scontrarsi con la realtà e a decidere quale sia il proprio posto nel mondo.
LE SPERANZE DI UNA GENERAZIONE. Pazza idea, nonostante i tanti momenti sopra le righe, si mantiene ben ancorato alla realtà grazie alla bravura dei suoi due giovani protagonisti e al feeling che hanno saputo creare nel mostrare il rapporto tra fratelli, così diversi ma legati da un sentimento in grado di sopravvivere anche ai momenti più difficili. Il loro cammino verso Salonicco e l'incontro-scontro con il presunto padre biologico diventerà così un modo per accettare finalmente se stessi e capire cosa si desideri veramente. Pur non essendo privo di difetti, il film di Koutras emoziona e diverte, sottolineando con efficacia le ferite personali e le speranze di una generazione spesso sospesa tra timori e incertezze. La buona armonia tra i momenti ironici e quelli drammatici sostiene inoltre con successo Pazza idea verso un finale prevedibile ma soddisfacente. Maturo.

Regia: Panos H. Koutras; genere: drammatico (Francia, Belgio, Grecia, 2014); attori: Kostas Nikouli, Nikos Gelia, Yannis Stankoglu, Marissa Triandafyllidou, Aggelos Papadimitriou.

Quel momento imbarazzante, qualche stereotipo di troppo

Con Quel momento imbarazzante si è forse cercato di creare un nuovo genere di commedia romantica che si adattasse alla formula che ha portato al successo molti film leggeri negli ultimi anni, ma il risultato è alquanto deludente.
Tre amici di New York, dopo numerose delusioni sentimentali, si promettono di rimanere single per evitare che le loro relazioni rischino di rovinare la propria vita quotidiana. I buoni propositi, però, vengono vanificati quando entreranno nelle rispettive vite delle donne in grado di minare tutte le loro certezze, portandoli a chiedersi se le promesse siano destinate a spezzarsi.
Le giovani star protagoniste di Quel momento imbarazzante dimostrano di saper muoversi con bravura ma la sceneggiatura di Tom Gormican, il regista del film, è lacunosa e poco convincente a causa dei dialoghi curati in modo approssimativo e alla mancanza di spessore della trama che porta in scena stereotipi e banalità che dovrebbero rappresentare, ma senza successo, la vera forza del film.
IMOGEN POOTS SI CONFERMA AD ALTI LIVELLI. Il lungometraggio risulta quindi un'occasione sprecata a causa della sua incapacità di sfruttare la freschezza degli interpreti, soprattutto di Imogen Poots, che si conferma come una delle attrici emergenti più interessanti degli ultimi anni, e di Zac Efron, sempre più orientato verso progetti comici in cui dimostra la sua dimestichezza con un'atmosfera leggera e divertente. La regia di Tom Gormican risulta convenzionale e si limita a seguire gli eventi senza cercare un approccio più originale, e la mediocrità finisce per contraddistinguere l'intero progetto senza nemmeno riuscire a offrire una visione originale dell'amicizia al maschile. Stereotipato.

Regia: Tom Gormican; genere: commedia (Usa, 2014); attori: Zac Efron, Imogen Poots, Miles Teller, Addison Timlin, Michael B. Jordan, Jessica Lucas.

The Rover, il ladro e il senza tetto

Il regista australiano David Michod (Animal Kingdom) ha scelto Robert Pattinson come protagonista del suo 'The Rover', film ambientato nel deserto australiano in un futuro vicino. Presente anche Guy Pearce, un uomo che viene derubato dell'unica cosa a cui tiene più al mondo (la sua vecchia auto). Pur di riaverla, insegue la gang di criminali che l'ha presa, con l'aiuto di Rey (Pattinson), ferito e lasciato indietro dai suoi compagni.

Robert Pattinson, ex star di Twilight, si allontana ancora una volta dalle atmosfere romantiche e zuccherose che lo hanno reso una star e lo fa con un film interessante a tinte western e noir che lascia il segno.
In un ipotetico futuro, nel Sud del deserto australiano, il senza fissa dimora Eric (Guy Pearce) subisce il furto della sua unica proprietà: la sua auto, dentro la quale era nascosto un oggetto di inestimabile valore. Dopo essersi messo sulle tracce dei ladri, l'uomo incontra Reynolds (Robert Pattinson), il membro più debole della banda di ladri, e ne accetta l'aiuto.
La violenza non manca nel film diretto da Michôd, ma l'abilità del regista ha permesso di unire alle scene più brutali anche dei momenti maggiormente ironici e una buona rappresentazione dei personaggi principali, dando vita a un risultato quasi disturbante creato anche grazie all'attento lavoro dei suoi interpreti principali.
LO SCONTRO TRA BENE E MALE. Le interazioni tra Pearce e Pattinson creano infatti un rapporto affascinante reso ancora più intenso dall'atmosfera tragica che aleggia sugli eventi, e dallo scontro, da western moderno, tra bene e male. I due attori hanno saputo costruire bene le personalità quasi in opposizione di Eric e Rey durante la ricerca di una vendetta considerata necessaria, sullo sfondo di questioni morali dal profumo classico.
Michôd, tuttavia, perde in più punti il controllo della situazione, lasciando che sia la storia a procedere a briglia sciolte sostenuta quasi esclusivamente dalla performance dei due attori principali, da una splendida fotografia e da un'avvolgente colonna sonora. Alcuni passaggi a vuoto della sceneggiatura, però, ostacolano un po' la buona riuscita del film che convince ma non entusiasma. Discontinuo.

Regia: David Michôd; genere: drammatico (Usa, Australia, 2014); attori: Robert Pattinson, Guy Pearce, Scoot McNairy, Nash Edgerton, David Field, Anthony Hayes.

Under the skin, l'umanità vista da Scarlett

L'affascinante spunto narrativo alla base di Under the skin perde, purtroppo, buona parte della sua forza espressiva nello svolgimento, a causa di un ritmo eccessivamente ripetitivo e lento che diluisce la sua originalità con lo scorrere del tempo.
Isserley (Scarlett Johansson) è un'aliena dalle sembianze umane che percorre ogni giorno le autostrade deserte a caccia di prede umane, seducendo gli uomini per raggiungere il proprio obiettivo. Alcuni degli incontri, però, lasciano su di lei il segno e la sua visione degli esseri umani cambia, facendo entrare in conflitto la sua prospettiva con la propria natura extraterrestre.
IL POTERE VISIONARIO DI GLAZER. Under the skin, con le proprie stranezze, si insinua proprio sotto la pelle di chi osserva quanto accade alla sua protagonista, evidenziando l'originalità e il potere visionario di Jonathan Glazer che si allontana dai canoni fantascientifici per proporre un'accurata analisi psicologica ricca di diramazioni che si espandono verso molti aspetti della vita umana, pur non offrendo mai risposte, e suscitando dubbi e domande che rimangono in sospeso e risuonano a lungo nella mente. Scarlett Johansson si è messa alla prova con un ruolo particolarmente difficile e con coraggio ha saputo far emergere la solitudine del suo personaggio, sempre alla ricerca di qualcosa di inafferrabile e del significato stesso dell'esistenza umana.
L'atmosfera unica creata sul grande schermo soffre a causa della ripetitività della struttura narrativa, pur mantenendo intatto il proprio fascino anticonvenzionale, enfatizzato anche dalle musiche create da Mica Levi. Originale.

Regia: Jonathan Glazer; genere: fantascienza (Usa, 2013); attori: Scarlett Johansson, Antonia Campbell-Hughes, Robert J, Goodwin, Paul Brannigan.

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