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POLEMICA 29 Agosto Ago 2014 0020 29 agosto 2014

Premio Sciascia, libro di un killer in finale

Giurato si dimette: «Offesa alle vittime».

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Leonardo Sciascia.

Polemica attorno al premio Racalmare intitolato allo scrittore siciliano Leonardo Sciascia.
Gaspare Agnello, componente della giuria e vecchio amico di Sciascia, si è dimesso dal concorso letterario perché uno dei libri finalisti, Malerba, pubblicato da Mondadori, è stato scritto da un killer di mafia condannato all'ergastolo, Giuseppe Grassonelli, insieme al giornalista del Tg5 Carmelo Sardo.
AUTOBIOGRAFIA DEL KILLER. Una autobiografia in cui si ricostruisce la carriera criminale di Grassonelli, esponente di spicco dei clan di Porto Empedocle.
«È possibile che un ergastolano che si è macchiato di crimini efferati e le cui ferite sono vive nelle carni delle sue vittime partecipi a un premio letterario di cui sono stati protagonisti Sciascia, Consolo e Bufalino?», ha scritto Agnello annunciando le dimissioni.
LA REPLICA DI SARDO. Immediata la replica dell'altro autore del libro, anche lui agrigentino, che bolla le dichiarazioni di Agnello come «illazioni» frutto di un «malcelato e inspiegabile livore».
Sardo si dice certo che Sciascia «sarebbe anzi stato portato ad accogliere di buon grado che un libro come Malerba fosse scelto tra i finalisti di un premio alla sua memoria».
Gli altri due finalisti sono Caterina Chinnici, figlia del magistrato ucciso dalla mafia, con il libro È così lieve il tuo bacio sulla fronte (Bairon) e Salvatore Falzone con il giallo Piccola Atene (Mondadori).

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