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CULTURA 6 Settembre Set 2014 0730 06 settembre 2014

Cinema, l'animazione che verrà: tra tradizione e tecnologia

Nel futuro del genere c'è l'integrazione tra tecniche antiche e innovazione.

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da Venezia

In un settore in cui lo sviluppo tecnologico ha compiuto un'importante evoluzione nel corso di pochi anni, l'arrivo nelle sale di un film realizzato quasi interamente a mano come Boxtrolls – Le scatole magiche può, a un primo e superficiale sguardo, sembrare una mossa in controtendenza rispetto al gran numero di progetti in 3D in cui gli effetti speciali assumono un ruolo predominante.
Il lungometraggio della Laika, piccola casa di produzione indipendente con sede negli Usa, rappresenta invece un ottimo esempio di come l'innovazione possa integrarsi alla perfezione con la tradizione e proporre qualcosa di completamente originale e al passo coi tempi.
IL CASO DI BOXTROLLS. Il film, presentato fuori concorso alla 71esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia è infatti stato realizzato con una delle tecniche d'animazione più antiche, quella in stop-motion, ma integrata a quelle più innovative.
Una scelta coraggiosa e al tempo stesso rischiosa, a causa della possibilità sulla carta che il realismo dato dalla modalità di realizzazione potesse venire in qualche modo scalfito in fase di postproduzione. Il risultato, invece, si è dimostrato al di sopra di ogni aspettativa con una perfetta integrazione tra gli elementi realizzati manualmente – tra cui anche i titoli di coda disegnati tradizionalmente - e quelli sviluppati grazie ai nuovi espedienti come la stampa in 3D e con l'ausilio dei software, gettando le basi per una nuova evoluzione di un genere cinematografico tra i più amati di sempre.
FILM TRATTO DAL BESTSELLER DI SNOW. La sceneggiatura di Boxtrolls si basa sul bestseller d’avventura fantasy di Alan Snow intitolato Arrivano I Mostri!, primo volume della serie di libri scritti dall'autore, e sono trascorsi quasi 10 anni per vedere il risultato finale.
I Boxtrolls sono una comunità di creature bizzarre e dispettose, che hanno adottato e cresciuto un ragazzino orfano, Uovo, fin dall'infanzia nella casa nelle caverne che hanno costruito sotto i viottoli di Pontecacio. Qui vivono una vita felice e armoniosa, lontano dalla società in cui i residenti credono alle leggende spaventose legate a queste misteriose creature, diffuse dal malvagio Archibald Arraffa.

Il realismo viene enfatizzato dal formato 3D

Il lungometraggio riesce a creare un mondo originale e ricco di dettagli, anche per quanto riguarda i paesaggi e gli spazi in cui si muovono i protagonisti, passando dalla casa dei Boxtrolls, piena di oggetti e manufatti che dimostrano la loro inventiva, agli edifici degli abitanti che rispecchiano l'atteggiamento snob dei cittadini. Visivamente Boxtrolls permette di immergersi completamente nella realtà creata dagli animatori della Laika; raggiungendo un elevato grado di realismo enfatizzato dal formato 3D.
«È UNA TECNICA ELEMENTARE». Travis Knight, ammistratore delegato di Laika e capo animatore della giovane casa di produzione che ha già portato sul grande schermo film apprezzati da pubblico e critica come Coraline e la Porta Magica e ParaNorman, entrambi candidati all'Oscar per il Miglior Film d'Animazione, ha sottolineato: «L’animazione dello stop-motion è un processo molto elementare. È sufficiente spostare un oggetto e scattare una foto: semplice. Ma, come la maggior parte delle cose semplici, la cosa più difficile del mondo è farla bene».
LO STOP-MOTION COME FORMA D'ARTE. L'esordio dello stop-motion al cinema avvenne nel lontano 1898 con il corto The Humpty Dumpty Circus: sono stati gli animatori europei a utilizzare pupazzi e oggetti per narrare storie, anche se è stato il californiano Willis Harold O'Brien che l'ha resa una forma d'arte nel corso dei decenni, da Un Mondo Perduto del 1925 al King Kong del 1933.
La tecnica richiede una realizzazione fotogramma per fotogramma (ce ne sono 24 al secondo in un film), e gli animatori devono manipolare ogni elemento manualmente (personaggi, oggetti di scena, scenografie) su un palco di lavoro. Ogni frame viene poi fotografato una volta da una particolare cinepresa. Due volte se la telecamera è in 3D. Proiettando in sequenza le inquadrature fotografate, i personaggi e l'ambiente prendono vita.
«Amo questa forma d'arte, perché unisce molti elementi artisticamente meravigliosi», ha detto Knight, «l’illustrazione, la pittura, la fotografia, l’illuminazione, la scultura e la musica».

La Prototipazione rapida permette di creare sostituzioni facciali

La Laika, inoltre, è stata la prima a utilizzare il Rapid prototyping (Prototipazione rapida), metodo che permette di creare le sostituzioni facciali aumentando esponenzialmente le espressioni a disposizione dei realizzatori rispetto al passato e permettendo la fusione con la tecnologia digitale.
L'amministratore delegato di Laika ha specificato: «Per far progredire la tecnica dello stop-motion, stiamo utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione – dalla tecnologia più all'avanguardia alle tecniche tradizionali dei disegni fatti a mano – e li abbiamo riuniti».
VERNICIATURA, STAMPA, MODIFICA DEI COLORI. Coraline e la Porta Magica è stato «uno dei primi film a utilizzare il 3D come strumento di narrazione. Non consideriamo il 3D come un processo di post-produzione (conversione). Non è come mettere su una patina, ma è già nelle riprese», ha detto Knight. «Programmiamo rigorosamente ogni singola ripresa con composizione in 3D, facendo dei test esaustivi al fine di suscitare la risposta emotiva d’immagine precisa e desiderata che la storia richiede. Questo approccio naturalmente si presta alle riprese in 3D».
La stampa in 3D si è rivelata essenziale per la buona riuscita del progetto: una volta terminati i lavori di verniciatura, basandosi sui disegni in 2D, è iniziata la lavorazione di animazione e sono state stampate le sequenze animate dei volti, modificando anche i colori dei vari elementi.
IL FUTURO? EQUILIBRIO INNOVAZIONE-TRADIZIONE. Knight è convinto che questa sia la direzione in cui muoversi: «Lo stop-motion è una tecnica che esiste fin dall'alba del cinema e la realizzazione è rimasta pressoché la stessa anche a distanza di 100 anni: si ha ancora un animatore sul set, che deve muovere ogni elemento a mano, un pupazzo e una telecamera».
Il futuro dell'animazione, anche rivolgendo lo sguardo verso i “giganti” del settore come Disney-Pixar e DreamWorks, sembra orientato verso la ricerca di un possibile equilibrio tra la tradizione e le tecnologie più avanzate. «Non è semplice dire cosa accadrà», ha concluso Knight, «anche se credo che ci sarà un'evoluzione, un cambiamento significativo nei prossimi cinque, 10 anni».

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