LA KERMESSE 8 Settembre Set 2014 0602 08 settembre 2014

Miss Italia, le novità dell'edizione del 2014

Cambiare il regolamento salverà dal flop?

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Non ci si lasci ingannare dal nome che evoca leggerezza: Miss Italia è un caterpillar, una corazzata, una fortezza che non può essere abbattuta né scalfita. Ci hanno provato negli anni critiche, polemiche e parodie. È stata accusata di mercificare il corpo femminile e svilire l'immagine della donna, fino alla cacciata di casa come figlia non più gradita da mamma Rai che l'aveva voluta, coccolata e cresciuta per 24 anni (guarda le foto).
LA SECONDA VOLTA DI LA7. Ma è ancora qui, per la seconda volta su La7, l'11 e il 12 settembre alle 23.00 con due appuntamenti dedicati alle selezioni e il 14 alle 21.00 con la finale in diretta da Jesolo, per la prima volta curata da Magnolia e condotta da Simona Ventura, seconda donna nella storia del concorso di bellezza a presentarlo da sola dopo Milly Carlucci nel 2009.
IL FLOP DEL 2013. È in lei che Urbano Cairo confida per raggiungere almeno il 10% di share, ha detto il patron de La7, dopo il flop dell'anno scorso di quella tardiva serata di premiazione che dopo l'addio della Rai non avevano voluto né Mediaset né Sky, slittata al 27 ottobre e seguita solo da 937 mila spettatori per uno share del 5,5%.

Marco Belinelli e Emis Killa in giuria

Oltre che troppo cara, viale Mazzini aveva definito Miss Italia «obsoleta». Ecco dunque nuovi tentativi per svecchiare il format e adattarlo ai tempi.
In giuria, oltre al cestista Marco Belinelli, arriva Emis Killa e ai fan del rapper la cosa non è andata giù: «Tutti alternativi e poi fanno i giurati a Miss Italia, programma per mia nonna», ha twittato per esempio max79. E in effetti c'è da rifletterci un po' su (anche sul fatto che sia un programma per sua nonna). Tra i giudici anche Sandro Mayer, Alessandro Preziosi e Alena Seredova.
ETÀ MASSIMA SPOSTATA A 30 ANNI. Diverse le modifiche apportate al regolamento. Dall'età massima delle concorrenti che sale dai 26 ai 30 anni - perché «oggi la donna di 30 anni rappresenta la 20enne di ieri», ha spiegato Patrizia Mirigliani - all'ammissione di ragazze nate in Italia da genitori stranieri anche se prive di cittadinanza, purché vivano nel nostro Paese da almeno 18 anni visto che «hanno frequentato le nostre scuole, lavorano qui stabilmente e sono perfettamente integrate nella società», ha aggiunto la patron della Miren.
OFFESE RAZZISTE PER CIOMA. Tutti d'accordo? Sembrerebbe di no considerate le offese a sfondo razzista comparse sul web all'indirizzo di Cioma Ukwu, livornese nera e «fiera di esserlo», ha scritto la candidata su Facebook. E tutto ciò a ben 18 anni dall'incoronazione di Danny Mendez, complimenti.
FUMATA BIANCA PER LE TRANS. C'è ancora un limite però che la rivoluzionaria Patrizia non riesce a superare, anche se non esclude futuri colpi di scena: quello del requisito che recita «le ragazze devono essere di sesso femminile sin dalla nascita» e a causa del quale nel 1992 venne fatta fuori proprio un'aspirante miss trans. Qualcosa di buono, però, ne uscì visto che nello stesso anno, per protesta, nacque Miss Italia Trans, per 22 anni a Torre del Lago (Lucca) e da quest'anno a Napoli con la finale attesa per il 13 settembre.
IL GRAN RIFIUTO DI LUXURIA. Così Vladimir Luxuria ha gentilmente declinato l'invito di Mirigliani a sedere tra i giurati: «Il regolamento va svecchiato», ha messo in chiaro. «È uno specchio offuscato dalla società attuale che è fatta anche di persone che hanno deciso di cambiare sesso».
Ma alla fine è proprio questo il punto: basta una modifica nel regolamento per svecchiare Miss Italia? Ed è davvero un fenomeno di costume o solo un avvilente spettacolo in costume?

Miss Italia: 75 anni di passerelle

A tal proposito, quest'anno torna il bikini e le ragazze sfileranno a una a una con l'ombelico al vento, ognuna accompagnata da un successo musicale estivo italiano dagli Anni 50 a oggi con l'intento di raccontare in musica un po' di storia del nostro Paese e ribadire che sì, Miss Italia ha rispecchiato la storia italiana per 75 anni.
LE 5000 LIRE PER UN SORRISO. Tanti infatti ne ha se ne consideriamo anche l'embrione, quel concorso fotografico del 1939 che si chiamava 5000 lire per un Sorriso vinto dalla 14enne Isabella Vernay, ideato per pubblicizzare sui giornali un dentifricio da quel genio del marketing e della comunicazione che era Dino Villani.
LA SVOLTA DI STRESA. L'Italia non era ancora entrata in guerra e il concorso andò avanti per tre edizioni, poi si fermò. Riprese nel 1946 a conflitto concluso quando Villani lo trasformò in Miss Italia facendo sfilare le concorrenti a Stresa, risparmiata dalle bombe. E quando nel 1948 con Totò presidente di giuria vinse la triestina Fulvia Franco, la sua vittoria venne accolta con il grido «Trieste italiana!» e il suo rientro a casa da bandiere tricolori. Nel 1950 Miss Italia approdò in radio e nel 1958 Villani passò la guida del concorso al suo collaboratore Enzo Mirigliani che nel 2003 la cedette alla figlia Patrizia.
LE STELLE DEL CINEMA. Negli Anni 50 Miss Italia era più che mai legata al cinema. Il canone della bellezza femminile era quello delle stelle di Hollywood, Marilyn Monroe in primis, e il concorso, tra vincitrici e non, già dal 1946 regalò al Paese e al grande schermo Silvana Pampanini, Lucia Bosè, Silvana Mangano, Gina Lollobrigida, Sofia Loren che diventarono a loro volta l'ideale da seguire e imitare per tutto il periodo della Dolce Vita.
LA BATTAGLIA DEL 68. Miss Italia resistette pure al 68 e alle critiche del femminismo imperante restando ancora per molte ragazze il sogno di Cenerentola. Anche se la miss di quell'anno, Graziella Chiapparone, protagonista pure di un piccolo giallo visto che fu data per rapita dal fidanzato geloso, da brava sessantottina al mondo dello spettacolo preferì quello della cultura, laureandosi in filosofia e diventando insegnante di lettere al liceo.
Nel 1979 Miss Italia esordì in televisione passando in due anni da piccole emittenti locali su Canale 5 e dal 1988 su RaiUno.

L'addio al 90-60-90 e alle minorenni

Nel corso degli anni il corpo delle concorrenti si è assottigliato e allungato. Ma bisogna aspettare il 1990 per l'abolizione suggerita dal presidente di giuria Maurizio Costanzo di quel rigido 90-60-90 che costringeva al digiuno più di un'aspirante miss.
LA QUESTIONE DELLE MAMME. Nel 1994 si eliminò il divieto di partecipazione alle giovani sposate e/o mamme che nel 1987 aveva costretto la 19enne Mirka Viola, oggi presidente della commissione tecnica, a restituire scettro e corona perché aveva un marito, il produttore Enzo Gallo, e un figlio.
Dal 2002, dopo anni di polemiche per il pullulare di ragazzine in passerella, furono ammesse solo concorrenti che entro la finale sarebbero diventate maggiorenni e dal 2011 solo quelle che lo erano già alle semifinali.
LUNGA VITA ALLA 44. Sempre nel 2011 il concorso aprì alla taglia 44 per una miss contro l'anoressia e anti crisi. Nel 2009 in un'edizione eccezionalmente condotta da una donna, Milly Carlucci, Miss Italia scoprì le nuove tecnologie sbarcando sul web con un canale tutto suo. Sulla scia del successo dei primi talent come XFactor, si tentò la rivoluzione intelligente: le ragazze non dovevano solo sorridere mute ma parlare e soprattutto dimostrare di avere un talento, dal ballo al canto. Anche se, va detto, finora non sono stati un bel sentire e un bel vedere.

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